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Roma: vigili, denuncia del coordinamento ReteComune: «Armi a tutti ma 500 restano precari» PDF Stampa E-mail
martedì 12 agosto 2008

da ilmessaggero.it - 12 agosto 2008

ROMA (11 agosto) - «Viviamo nel paese europeo con la più alta percentuale di operatori delle forze dell'ordine rispetto ai propri abitanti. Nonostante ciò la politica chiede maggiori armi e maggiori persone destinate alla repressione del crimine. Il Comune di Roma e sindacati, in pieno rispetto del pensiero unico dominante, il 7 agosto hanno sottoscritto due accordi sui vigili urbani del Comune di Roma».

E' il contenuto della nota diffusa dal coordinamento di ReteComune, movimento di base lavoratrici e lavoratori del comune di Roma che riunisce le sigle Asbel/Cnl - Conf. Cobas - Slai/Cobas - Unicobas - Sdl Intercategoriale: «La Giunta dal momento del suo insediamento ci ha raccontato che nelle casse comunali c'è uno spaventoso buco - prosegue la nota - ma incredibilmente, in piena estate, si sottoscrivono due accordi che prevedono l'avanzamento di carriera di oltre 3.000 vigili urbani, la realizzazione di 20 armerie distribuite sul territorio municipale e un'arma per gli oltre 6.000 vigili urbani.

La Giunta ha bloccato tutti gli impegni e le liquidazioni, ha bloccato l'assunzione dei vincitori dei concorsi, 400 istruttori amministrativi, 68 assistenti sociali, 30 geometri, altri 400 vigili urbani, ma incredibilmente tira fuori dal cilindro un coniglio da decine di milioni di euro. Per i circa 500 vigili urbani precari invece di veder trasformato il loro rapporto di lavoro, in un contratto stabile, riceveranno una bella pistola, così non avranno sicurezza nella vita ma per strada saranno più che sicuri». «Sindacati e amministrazione Comunale senza aver sentito i diretti interessati e tanto meno la Rsu del Comune di Roma (composta da 171 eletti) hanno siglato degli accordi che segneranno in modo permanente l'attività della polizia municipale prosegue la nota - Tra le cose più preoccupanti non c'è una soluzione occupazionale per il personale precario dei vigili urbani, non si sa che fine faranno le ulteriori 400 assunzioni previste dal piano assunzionale 2008-2009. Non si comprende inoltre con quali fondi verranno coperte le 3000 progressioni di carriera.

L'armamento dei vigili urbani avviene in un momento in cui i dati del Censis ci svelano che le morti per atti criminali sono in costante discesa, mentre sono in aumento senza controllo le morti sul lavoro e per incidenti stradali». «I soldi che dovranno essere trovati per comprare le armi e le strutture adeguate al mantenimento delle stesse andranno a sottrarre, inevitabilmente, risorse per il controllo della sicurezza stradale - si legge ancora nella nota - Sarà facile immaginare che, così facendo, il numero di morti per incedenti stradali sarà destinato ad aumentare ma in cambio avremo meno "pericolosi" lavavetri ai semafori e meno venditori ambulanti sui marciapiedi.

Sarebbe interessante sapere cosa ne pensano i diretti interessati, attraverso una vera consultazione referendaria, dando la possibilità di scegliere se avere un arma oppure avere risorse per ostacolare le morti sulle strade, per controllare la sicurezza all'interno dei cantieri comunali, per tutelare l'ambiente cittadino e per stabilizzare i precari. ReteComune esprime tutta la propria contrarietà sull'accordo per l'armamento dei vigili urbani e chiede l'assunzione immediata a tempo indeterminato dei 500 vigili urbani precari, nonché il rispetto del piano assunzionale 2008-2009 e la stabilizzazione di tutti i dipendenti a tempo determinato».

 
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