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“Altri morti di petrolio” PDF Stampa E-mail
lunedì 11 agosto 2008
Image Di nuovo una guerra, di nuovo morti, di nuovo motivazioni ufficiali smentite dai fatti. Se si prova a seguire la cronaca di questi giorni con morti, migliaia di profughi, bombardamenti e decine di migliaia di soldati schierati dalla Russia, le dichiarazioni ufficiali di sdegno dei “potenti della terra” sono fortemente in contrasto con un dato economico che è da anni uno dei maggiori termometri dello stato di “salute” e di insicurezza del pianeta: il petrolio.

Dopo gli aumenti sproporzionati di questo ultimo anno, molte volte incrementati con percentuali a due cifre soltanto per “un presunto raffreddore di un lontano emiro” o per la chiusura di un singolo pozzo in sud-america dovuto ad un semplice problema tecnico, sembra che una guerra che attraversa una regione fondamentale per il trasporto di petrolio (un oleodotto esistente ed un altro in costruzione) non produca che pochissima tensione sul prezzo del petrolio.

Sicuramente molto, molto strano !

Ma non sarà che, nel gioco della nuova suddivisione del potere e dell'economia a livello mondiale si stia giocando a risiko con la vita di milioni di donne e di uomini e che ciò che è avvenuto in Iraq, in Afganistanin, che oggi si vive in Georgia e domani forse in Iran, serva invece proprio a stabilizzare il prezzo del petrolio, magari a prezzi più alti per far guadagnare di più le grandi multinazionali dell'energia ed i grandi speculatori internazionali, ma dando certezze di un flusso continuo e “sicuro” verso le grandi potenze ?

Ricordiamo tutti i problemi di approvvigionamento del gas russo che transitava in Ucraina e arrivava in Europa ed in Italia? Il collegamento sembra quasi matematico: non serve soltanto che il petrolio sia in mani certe, serve anche che arrivi in abbondanza e senza alcun problema ed interruzione.

E allora le cronache dalla stampa, come quella che riportiamo e che leggiamo dal Corriere della Sera di oggi (11 agosto 2008) sono cronache di guerra, ma forse non centrano il cuore del problema: il ridisegno degli equilibri economici mondiali si fa sempre sulla pelle di milioni di donne ed uomini.

E' anche e soprattutto da questa analisi, da questo punto di vista che si dovrebbero leggere ed interpretare i fatti che stanno sconvolgendo il pianeta in questi ultimi decenni.

 

11/8/2008 (6:32) - VENTI DI GUERRA - LA RUSSIA: "ATTACCO LEGITTIMO"

Ossezia, Tbilisi chiede cessate il fuoco Ma bombardamenti russi continuano Il ministro degli esteri francese Kouchner verso Mosca per proporre una soluzione europea

Da Il corriere della Sera on line

ROMA La Georgia ha annunciato di aver ordinato il cessate il fuoco alle proprie truppe in Ossezia del Sud, in pieno conflitto da venerdì, e ha fatto appello alla Russia per l’inizio di colloqui che mettano fine alle ostilità. Ma secondo Mosca le truppe georgiane non hanno affatto smesso di sparare. I bombardamenti quindi continuano benché le notizie provenienti dai due fronti siano alquanto contrastanti: secondo il ministro degli Interni georgiano l’aviazione russa avrebbe sganciato una bomba a 200 metri da una pista dell’aeroporto internazionale di Tbilisi, ma il ministro della Difesa russo smentisce la notizia affermando che si tratta solo di una "captatio benevolentiae" delle autorità georgiane nei confronti della comunità internazionale. Tuttavia, testimoni riferiscono di bombardamenti russi contro una base militare georgiana vicino a Tbilisi e un ufficiale georgiano afferma che aerei russi hanno sganciato bombe anche nella città occidentale di Zugdidi e nei territori dell’Abkhazia controllati dalla Georgia. Sembra invece finalmente chiara la situazione a Tskhinvali. Ieri mattina Tblisi confermava che l’esercito russo aveva preso il controllo del capoluogo dell’Ossezia del Sud, dove due giorni fa erano affluite unità russe per contrastare l’offensiva lanciata dai georgiani, ma Mosca già ieri mattina aveva annunciato «la liberazione» della città. Nella serata di ieri è arrivata una nota ufficiale in cui lo Stato maggiore russo, citato dall’agenzia RIA-Novosti, annuncia che la Georgia sta ritirando le sue truppe da Tskhinvali, la capitale dell’Ossezia del Sud, che le forze russe controllano in «gran parte». Questa notte secondo i georgiani aerei russi hanno bombardato obiettivi militari alla periferia di Tbilisi, secondo i russi aerei georgiani hanno bombardato postazioni russe a Tskhinvali. La diplomazia internazionale è al lavoro per disinnescare il il pericoloso focolaio caucasico. La prima ad agire è stata l’Unione Europea, la cui presidenza al momento spetta alla Francia che ha inviato il suo ministro degli Esteri, Bernard Kouchner, a Tbilisi e poi a Mosca insieme al collega finlandese, Alexander Stubb, per presentare una proposta in tre punti. In sintesi, il piano chiede il rispetto dell’integrità territoriale georgiana, fine immediata delle ostilità e ripristino dello status quo precedente allo scoppio del conflitto aperto, giovedì scorso. Intanto il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha iniziato un incontro di quattro giorni per discutere del conflitto. La Casa Bianca ha avvertito Mosca che queste ostilità potranno avere un impatto importante delle relazioni a lungo termine con gli Stati Uniti. Cheney ha assicurato a Saakashvili che l’aggressione russa «non deve rimanere senza risposta».

 
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