Home arrow rassegna stampa arrow I soldati sulle strade italiane
I soldati sulle strade italiane PDF Stampa E-mail
marted́ 05 agosto 2008

LA CAPITALE La marcia su Roma somiglia a uno spot

Stefano Milani

ROMA

Da Il Manifesto del 5 luglio 2008

Metropolitana, interno giorno. Dal capolinea della linea A capitolina dell’Anagnina le grida di una donna fanno subito scattare l’allarme. «Al ladro! Al ladro! Mi ha rubato il portafoglio». Per i due granatieri di Sardegna in pattugliamento è un gioco da ragazzi bloccare il giovane ladruncolo e restituire la refurtiva alla signora. Che ringrazia i suoi «due angeli custodi» mentre la gente in banchina applaude e si complimenta. Manca solo la scritta «pubblicità progresso del ministero della Difesa» e lo spot sarebbe completo. Bisogna attendere fino all’ora di pranzo per vedere finalmente in azione i primi soldati nella Capitale. Il bis qualche ora più tardi con l’arresto di un contrabbandiere di sigarette. Solo in questa stazione sono in quaranta, a marciare con un portamento che farebbe invidia ai colleghi del cambio della guardia al Quirinale. Troppi fotografi e giornalisti nei paraggi, almeno il primo giorno bisogna fare bella figura. Anche le divise sembrano più belle del solito, nonostante i modelli sempre quelli sono: mimetica (più operativa) o drop (camicia color sabbia e pantalone verde, più da rappresentanza). Così la gente adesso è più tranquilla. «Era ora, finalmente posso uscire di casa senza aver paura degli zingari», sorride una signora tutta ingioiellata mentre aspetta la metro. «Sì, sì bravo Berlusconi », le risponde un’altra tenendo fisso lo sguardo nell’obiettivo della telecamera. Siamo a trecento metri dagli studi cinematografici di Cinecittà, e il dubbio che tra la folla di curiosi ci sia anche qualche comparsa filogovernativa ci assale. Ma tant’è, il primo giorno della marcia (militare) su Roma deve esordire in grande stile. E allora: avanti march! In tutto quattrocento commilitoni che diventeranno quasi mille entro il prossimo fine settimana. Dalla periferia al centro, per buona pace del sindaco Alemanno che si era detto «fortemente contrario» a far calpestare i sanpietrini dagli anfibi. E invece anche nella centrale San Giovanni in Laterano i soldati imbracciano fucili e controllano le orde di turisti entrare e uscire dalla basilica. A parte un’insolazione di un turista americano senza l’indispensabile cappello con visiera e una caduta di una signora che non ha visto l’infido gradino del sagrato, nessun intervento di rilievo. Pattuglie anche nel quartiere «caldo » dell’Esquilino, a ridosso della stazione Termini. Avanti e indietro una squadra composta da tre uomini: due militari affiancati a turno o da un carabiniere o da un poliziotto o da un finanziere o da un vigile urbano. Stessa scena nelle altre stazioni: da Battistini a Labaro, da La Storta a Saxa Rubra. In quest’ultima, diventata un simbolo contro il degrado dopo l’assassinio della signora Reggiani da parte di un cittadino romeno che abitava in un campo della zona ora sgomberato, sono arrivati i lancieri di Montebello a garantire la sicurezza. Solo per mezza giornata, dopo le 14 già è scattata la ritirata. Per vedere qualche scena più adrenalinica e d’impatto, bisogna andare in altri «punti sensibili». A Ponte Galeria ad esempio, dove da ieri due defender e una cinquantina di paracadutisti della Folgore presidiano il cpt giorno e notte.Qualcuno ha alle spalle missioni in Kosovo, Macedonia e Afghanistan,ma non sembra curarsene più di tanto: «Anche questa è una guerra, non fa nessuna differenza», ci dicono. Altro punto altamente sensibile è l’ambasciata americana, dove il ministro della Difesa La Russa ha deciso di inviare quattro rinforzi ad affiancare le due camionette delle forze dell’ordine in presidio permanente su via Veneto. Ma è tutta la zona pinciana ad essere militarizzata per via della grossa concentrazione di ambasciate, sedi diplomatiche e consolati. Il più alto dispiego di uomini è ai Parioli, davanti alla residenza dell’ambasciatore israeliano presso la Santa Sede, dove quaranta militari si alterneranno in squadroni da otto per coprire i cinque turni giornalieri. E a dare loro il «buon lavoro» è arrivato di prima mattina il sindaco Alemanno in persona, che però non è ancora soddisfatto: «Si deve fare di più. Vogliamo garantire il massimo della sicurezza ai cittadini romani e ai visitatori che vengono a Roma». Mai «visitatori» non sembrano gradire. «Scendere dall’aereo e vedere militari col fucile spianatomi hamesso un senso di angoscia e preoccupazione », dice un turista inglese appena atterrato da Londra. Gli fa eco una giovane coppia canadese che tra il serio e il faceto si domanda: «Ma che, in Italia è scoppiata la guerra mentre eravamo in volo?». Meglio, moltomeglio, allora l’innocuo gladiatore che da anni davanti al Colosseo, tra una foto e l’altra, tiene a bada i turisti con la spada e lo scudo, tutti rigorosamente di plastica.

...............................................

MILANO · Il ministro saluta i suoi ragazzi in divisa Città vuota e mimetiche per lo show di La Russa

Da Il Manifesto del 5 luglio 2008

Giorgio Salvetti

MILANO

Milano d’agosto, grande, vuota e calda, non è mai stata così surreale. In un clima sonnolento ieri la città è stata trasformata in un set cinematografico per sfoggiare le divise dei 400 soldati scesi in strada a fianco dei poliziotti per dare maggiore «sicurezza» ai cittadini. L’apice della farsa si è tenuto verso mezzogiorno alla stazione centrale. Impettito e raggiante è sceso dalle sue auto blu il comandante in capo, il ministro della difesa ex fascista Ignazio La Russa. Ha attraversato la piazza seguito dal fedele De Corato e da un codazzo in divisa formato da alti gradi dell’esercito e dei carabinieri. Si è fermato davanti a una delle due jeep militari in sosta e ha calorosamente stretto la mano ai suoi «ragazzi», quattro militari giovanissimi dell’artiglieria a cavallo di stanza a Milano, zona San Siro. E’ questo il corpo che ha fornito la maggior parte degli uomini che controllano la città, il ministro prima di tutto ha fatto un’inchino a una giovane soldatessa che sembrava una modella, poi si è dedicato alla stampa. «Questi soldati fanno paura soltanto a ladroni, delinquenti ed ex sessantottini, quelli che gridavano "basco nero il tuo posto è il cimitero", quelli che consideravano polizia e carabinieri dei golpisti, o quelli che li hanno insultati per il G8 di Genova». Il messaggio è chiaro: l’esercito nelle strade è il benvenuto e guai a chi osa dire il contrario. I poliziotti guardano da lontano. Non possono contraddire il ministro ma si sentono parte di una scenetta, costretti a scortare i rampolli dell’esercito e a fare buon viso a cattivo gioco. Chi comanda? «Il prefetto – taglia corto La Russa – e non voglio aggiungere altro». Di fatto, almeno per le pattuglie in strada dovrebbero comandare gli agenti di polizia. «Per effettuare un arresto o una perquisizione – spiega un maresciallo dei Carabinieri - dovrebbe essere necessario un agente, imilitari sono solo pubblici ufficiali». Ma l’impressione è che le idee siano ancora confuse. In piazza Duomo i militari fanno le belle statuine ad uso e consumo dei fotografi. Due soldati, camicia cachi, basco e pistola, infilano le mani negli zainetti dei turisti che entrano in chiesa. I poliziotti fanno da balia. «Io sono australiano – dice un turista – da noi non si èmai visto niente di simile, la situazione è tranquilla ». Gli italiani invece sono indifferenti o contenti: «Ce ne vorrebbero ad ogni angolo», esulta una signora. Una coppia di spagnoli chiede informazioni allibita. «Da noi c’erano quando c’era Franco». Americani, cinesi e giapponesi, invece non fanno una grinza. Largo Donegani, consolato americano. Qui ci sono agenti di polizia locale che non si sa bene se facciano multe o giochino a guardia e ladri, guardie giurate fanno la security, e due soldati con giubbetto antiproiettile e fucile di ordinanza fanno la sentinella. In via Porpora, davanti al consolato egiziano, c’è una jeep e un militare con mitragliatore. Uno grosso, fa paura. E’ stato in Libano ed è un soldato vero. «Scusi si può parcheggiare?», gli chiede una signora trattandolo come un vigile urbano. Surreale. Nei presidi si fa sul serio mentre nelle strade si fa la sfilata. In via Padova un negozio ha uno scaffale in pezzi e la merce per terra, sul posto ci sono due volanti. I militari, due o tre, scortati dagli angeli custodi della polizia, passeggiano più in là, come se nulla fosse. Una signora li blocca e comincia a snocciolare storie di scippi e furtarelli. Chiedono i documenti a un trentenne che se la ride: «Vivo qui da sempre, era molto peggio negli anni Ottanta, solo che ora, siccome ci sono gli stranieri, bisogna fare questa messa in scena». A destra si esulta. Tiziana Maiolo, assessore di palazzo Marino, porge il suo caloroso saluto ai militari e sogna «un mondo libero dalla paura e dall’insicurezza». I giovani di An invece in piazza San Carlo distribuiscono braccialetti tricolori. Il leghista Salvini chiede che i militari, già che ci sono, «aiutino a sgomberare i campi nomadi». E la sinistra? E’ in vacanza. Non una dichiarazione, solo il deputato del Pd, Mantini, si è limitato a dire che i soldati vanno benissimo, ma solo in periferia. E, immancabile, Filippo Penati ha offerto di mandare personale della sua Provincia a sostituire i poliziotti negli uffici per mandarli nelle strade. Per il resto il nulla, neppure un piccolo presidio. Nemmeno un comunicato di timida protesta. Surreale.

 

.............................................

 

Da oggi tremila militari sorvegliano le aree più a rischio Controllano stazioni della metropolitana e ambasciate Primo giorno dei soldati nelle città Pattuglie da Milano a Palermo Applausi a Milano, un mix di scetticismo e fiducia a Napoli, polemica a Torino Il ministro La Russa attacca: "Postsessantottini quelli che criticano" Primo giorno dei soldati nelle città Pattuglie da Milano a Palermo

Da Repubblica.it

ROMA - Primo giorno per i soldati nelle città italiane. Scatta il piano per l'impiego dei militari nella vigilanza delle aree più a rischio in tutta la penisola. In tremila da Milano a Palermo, passando per Roma. Mille per la sorveglianza degli "obiettivi sensibili", mille per il controllo dei centri per immigrati e altrettanti per il pattugliamento in nove città (Roma, Milano, Napoli, Bari, Palermo, Catania, Torino, Verona e Padova). Diversa l'accoglienza di città in città: applausi a Milano e Verona, critiche a Torino, un misto di scetticismo e fiducia a Napoli. Intanto il ministro La Russa difende il provvedimento e attacca chi è contrario: "Qualche postsessantottino di sinistra". Mentre il sindacato autonomo di polizia avverte che l'inesperienza dei soldati potrebbe essere un "pericolo" per i cittadini.

Roma - Nella capitale i soldati sono 400, tra cui 32 donne, ma diventeranno 1.062. Controllano una decina di stazioni della metropolitana, ambasciate e il centro per immigrati di Ponte Galeria. Una camionetta con quattro militari è in piazza San Giovanni in Laterano. "Siamo qui per garantire sicurezza - dice Alessandro, 13 anni di missioni all'estero tra Kosovo, Afghanistan e Iraq - certo è che rispetto all'esperienza di Bagdad questa è una passeggiata". Soddisfatto il sindaco Gianni Alemanno, che aveva chiesto che i soldati si mantenessero "defilati": "Anche i turisti stranieri non saranno spaventati ma rassicurati dalla presenza dei soldati. Abbiamo garantito che non ci saranno pattugliamenti nelle zone turistiche e nel centro". Alemanno spiega anche che "l'accordo con il ministro Maroni è già stato trovato" per le modalità di utilizzo dei militari nella capitale. Guarda la cronaca

Milano - Nel capoluogo lombardo i soldati sono schierati in dodici punti: nove "posti fissi", mentre tre sono pattuglie a piedi. Oltre ai pattugliamenti, il compito è sorvegliare gli obiettivi sensibili, come il Duomo e i consolati. "Milano ha risposto con applausi, per esempio in via Padova, all'arrivo dei militari, che sono stati accolti a braccia aperte", dice il vicesindaco, nonché assessore alla Sicurezza, Riccardo De Corato. Guarda la cronaca

Napoli - A Napoli l'unico obiettivo sorvegliato dai soldati è il consolato americano, mentre i pattugliamenti interessano il centro città e i comuni della cintura urbana. I militari, circa 170, vigilano anche sui turisti. Gli umori degli abitanti oscillano tra lo scetticismo e la fiducia. "L'invio dell'esercito a Napoli è lodevole", dice il titolare di un bar. "Il numero è esiguo, ma almeno è un buon inizio", secondo un cittadino. "E' una stupidaggine, una falsa soluzione, uno spot, giusto per accontentare chi desidera una città governata col pugno di ferro", ribatte un altro. Guarda la cronaca

Bari - Sono 205 gli uomini delle forze armate per ora in servizio a Bari: 90 bersaglieri e 115 militari del Battaglione San Marco nei quartieri più a rischio e nelle zone turistiche. Trecentodieci i soldati in tutta la Puglia, per sorvegliare anche i centri per immigrati. Guarda la cronaca

Palermo - Nello stesso giorno in cui nel 1992 era iniziata l'operazione "Vespri Siciliani" con l'impiego dell'esercito in funzione antimafia, arriva a Palermo da Trapani il piccolo contingente di soldati del quarto reggimento Bersaglieri: in tutto sono 50. Le pattuglie, dislocate perlopiù nel centro storico, sono "miste", come succede anche nelle altre città: due militari dell'Esercito e un carabiniere, che conosce il territorio. Guarda la cronaca

Torino - Qui la sicurezza tocca agli alpini. Da oggi pomeriggio sono 150 quelli in forza in città. I servizi di pattugliamento sono iniziati nel pomeriggio, al Parco Stura, meglio noto come "Tossic Park" a causa dell'intensa attività di spaccio di droga. Nel giro di un'ora e mezza trenta tossicodipendenti sono stati identificati e un uomo è stato arrestato per favoreggiamento. Insorgono le circoscrizioni: "Questa non è Kabul".

Padova -"Militari, Padova vi ama". Con questo striscione in piazzale Stanga i giovani di An hanno dato il benvenuto ai 45 soldati destinati alla città veneta. Sotto controllo il quartiere di via Anelli, ma anche la zona della stazione, dove sono state effettuate le prime identificazioni di persone trovate a bivaccare.

Catania - Nel capoluogo etneo i militari, in tutto 90, intervengono in tre aree: l'aeroporto per dare sicurezza ai turisti, il centro storico per frenare l'ondata di bullismo che si è registrata nei mesi scorsi e la Playa, il lido dei catanesi.

Verona. Sono 75 i soldati assegnati alla città scaligera. Come a Roma, anche a Verona non vengono impiegati nel centro storico, per il momento, ma solo nelle vie adiacenti. Oggi poi la città godrà di un'ulteriore iniezione di sicurezza: 12 poliziotti in più assegnati alla locale questura. "Gli uomini sono stati accolti molto bene dalla popolazione, in molti hanno voluto stringere loro la mano", racconta il tenente colonnello Francesco Corrado.

L'intervento di La Russa. Per il ministro della Difesa "la presenza delle forze dell'ordine nelle città è un deterrente". Poi definisce così chi critica l'"operazione sicurezza": "Banditi, ladri, stupratori e qualche postsessantottino di sinistra di quelli che gridavano 'Basco nero il tuo posto è al cimitero' e 'ps=ss'". La Russa ammette che "tremila militari sono sicuramente pochi", ma "sono il massimo che con questo organico si potesse fare".

"Pericolosa la presenza dei militari". "Abbiamo fondato timore che possa accadere qualcosa a causa dell'inesperienza dei militari". A lanciare l'allarme è il Sap, il sindacato autonomo di polizia, secondo il quale l'utilizzo dei soldati nelle città non solo costituisce "una pure e semplice operazione di facciata", ma rappresenta anche "un pericolo".

 
< Prec.   Pros. >

page counter