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Il ministro Sacconi: "Troppo pochi 62 anni" PDF Stampa E-mail
domenica 27 luglio 2008

da ilsole24ore.it - 27 luglio 2008

Innalzamento della soglia minima di pensionamento oltre i 62 anni a partire dal 2014. Incentivi per la " natalità". Lotta alla povertà e più servizi per infanzia e anziani. Stop ai sussidi assistenziali. Contenimento sulla spesa sanitaria e contemporanea valorizzazione del ruolo del medico di famiglia.

Forte impulso al pilastro complementare, ovvero ai fondi integrativi su tutto il fronte del sistema sociale: dal settore sanitario a quello previdenziale. Il tutto amalgamato con il nuovo piano sul federalismo fiscale ormai in rampa di lancio.

Sono già chiare le coordinate che dovranno portare a un nuovo modello di Welfare. Che dovrà consentire di riequilibrare la spesa sociale, senza tagliarla, assicurando opportunità a tutti (dalla culla alla pensione) e assecondando le esigenze di crescita e competitivtà del Paese. E che, soprattutto, dovrà porre fine alla contrapposizione tra pubblico e privato. A indicare la rotta è il Libro Verde sul futuro del modello sociale, presentato ieri dal ministro Maurizio Sacconi al Consiglio dei ministri.

Le 24 pagine del Libro Verde ("La vita buona nella società attiva") indicano alcune proposte per alimentare un confronto, che, sottolinea Sacconi, dovrà snodarsi nei prossimi tre mesi. Al termine di questa consultazione «le principali opzioni identificate nelle risposte di istituzioni centrali, Regioni e parti sociali» saranno sintetizzate in un Libro Bianco. Che prevederà gli interventi veri e proprio su lavoro, pensioni e sanità da far scattare dal 2009. Il dossier costituisce insomma la riapertura del cantiereWelfare. Il modello di riferimento, afferma Sacconi, sarà quello di un «Welfare delle opportunità » e non degli interventi «paternalistici ».

Il premier Silvio Berlusconi sottolinea che l'Esecutivo con il Libro sul welfare intende «aiutare le famiglie più deboli, perchè vogliamo un'economia sociale di mercato. Una democrazia non può permettersi cittadini in condizioni di miseria. È una politica decisamente di sinistra ». Il Pd, da parte sua, fa sapere di essere pronto al confronto.

Appare già chiara la filosofia che dovrà ispirare il piano: passaggio al modello Welfare to work, ovvero una serie di azioni tese a «un drastico innalzamento dei tassi di occupazione regolare, soprattutto di donne, giovani, e over 50». Decisiva, in questa direzione, viene considerata la riforma del sistema delle relazioni industriali «quale vera leva strategica per la competitività e lo sviluppo».

Altrettanto importante sono considerati il riordino degli ammortizzatori sociali e le deregolazioni in chiave lavoro. Nel dossier si fa anche chiaramente intendere che per viaggiare rapidamente verso il nuovo Welfare occorrerà dire basta «alla contrapposizione tutta ideologica, tra Stato e mercato». Nona caso il Libro verde scommette su una «virtuosa alleanza tra mercato e solidarietà». In quest'ottica lo sviluppo del pilastro privato complementare (fondi pensione e sanitari integrativi) è considerato un «passaggio essenziale per la riqualificazione della spesa e la modernizzazione del nostro Welfare». Ma per realizzare una rete capillare di servizi altrettanto fondamentale sarà, secondo il dossier di Sacconi, la riscoperta di luoghi come «parrocchie, farmacie, medici di base, uffici postali e stazioni di carabinieri».

Un altro obiettivo prioritario è la lotta alla forme di «povertà assoluta» e l'adozione di nuove soluzioni per gli anziani e per l'infanzia (anche attraverso nidi aziendali e servizi interfamiliari o condominiali). Quanto alla previdenza, nel Libro verde si afferma che occorre allargare «drasticamente la base dei contribuenti per realizzare un modello sociale sostenibile» e valutare un'ulteriore innalzamento della soglia minima di uscita dei 62 anni dopo il 2014. «Auspicabile» viene definita poi l'introduzione del federalismo fiscale in questa legislatura, prevedendo anche «deterrenze» come ipotesi di commissariamento per le Regioni inadempienti.

Un'operazione da realizzare in fretta. Anche perché diversi settori sono in sofferenza. Nel 2050 la spesa sanitaria, «in assenza di politiche correttive», potrebbe «più che raddoppiare». Senza dimenticare che le uscite per pensioni rappresentano il 60% della spesa sociale complessiva al netto dell'istruzione» mentre è in atto un continuo aumento degli over 65 ( nel 2030 costituiranno il 23,3% della popolazione contro il 19,9% del 2007). E cresce anche il numero dei disabili, oggi a quota 2,5 milioni.

 
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