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Cgil, Cisl e Uil tornano uniti e continuano la trattativa con Confindustria PDF Stampa E-mail
giovedì 24 luglio 2008

Si tratta, ma nessuna no-stop. Stretta finale in autunno STEFANO LEPRI 24/7/2008 - LA BATTUTA DI BOMBASSEI: «CHIUDIAMO A SETTEMBRE, MA NON SO DI QUALE ANNO»

Contratti, avanti piano Il sindacato torna unito

Da LaStampa.it

ROMA Il «mulo recalcitrante» che potrebbe impedire un accordo era certo la Cgil, nelle parole pronunciate dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi ieri mattina. In vista del negoziato per la riforma della contrattazione, che riprenderà oggi con la Confindustria, le tre grandi confederazioni sindacali hanno cercato ieri sera di appianare i dissensi esprimendo un «impegno comune a continuare la trattativa». Caduta la speranza di concludere prima delle vacanze un primo accordo sul recupero dell’inflazione, si proporrà agli imprenditori di stabilire un calendario serrato di incontri. La posizione unitaria raggiunta da Cgil, Cisl e Uil ieri sera, dopo una faticosa discussione, prevede appunto di rinviare a settembre la stretta finale, sia sull’inflazione sia su tutto il resto. «Non so di che anno ma sicuramente chiuderemo entro il 30 settembre» scantona intanto il vicepresidente della Confindustria Alberto Bombassei. La riforma della contrattazione dovrebbe aprire la via al rinnovo di contratti di categoria da tempo in attesa. Era stato Bombassei a chiedere una trattativa non-stop sull’inflazione per risolvere il problema prima delle vacanze; ma la Cgil ha detto di no, con disappunto della Cisl. Data l’ampiezza dei dissensi, prima delle segreterie unitarie al completo ieri si sono incontrati i tre segretari generali, Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Il confronto è stato aspro sul contratto del commercio, che la Cgil non ha firmato. Ma c’è tensione anche su quello del pubblico impiego in vista dell’incontro del 29 luglio tra Aran e sindacati. «Se la trattativa con l’Aran dovesse andare male - ha detto il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti - saremo costretti a intervenire sul rinnovo del contratto del pubblico impiego». E ancora sul contratto degli statali Raffaele Bonanni attacca l’esecutivo. Il governo, secondo il leader della Cisl, «deve mettere sul tavolo le risorse che ha tolto perché non si fanno le riforme bastonando i dipendenti». A distendere gli animi non ha contribuito la dura battuta di Sacconi contro la Cgil, pur se il ministro si dichiara ottimista. «Sono davvero fiducioso che alla fine prevarrà il buon senso» - ha detto in una audizione alla commissione Lavoro della Camera; si dovrebbe concordare «un riferimento di inflazione depurata della componente internazionale che contenga in sè anche un elemento di valutazione della produttività, anche se non amo un concetto di produttività media nazionale perché evoca molto Trilussa». In pratica si discute di quanto gli aumenti per il 2009 dovrebbero collocarsi sopra il 2%. .........................

CGIL, CISL E UIL · Trovata una mediazione: oggi si fisserà il calendario di incontri con Confindustria. Epifani resiste ai malumori della sua base Il tavolo con le imprese va avanti, la «non stop» rimandata dopo l’estate

Da Il Manifesto del 24 luglio 2008

ROMA

 Avanti con il dialogo con Confindustria sulla riforma del modello contrattualema senza non stop prima della pausa estiva: e per dimostrare che il confronto sarà reale, l’incontro con le imprese previsto per oggi sarà utile a fissare un calendario serrato di incontri da qui alla fine di luglio, per poi riprendere in settembre con un eventuale rush finale. È questa la decisione emersa ieri al termine delle segreterie unitarie di Cgil, Cisl e Uil su come proseguire il negoziato con viale dell'Astronomia che aveva proposto, nel nuovo round di oggi , l'avvio di una stretta finale entro luglio che definisse almeno il nuovo indice previsionale dell'inflazione cui ancorare i futuri rinnovi contrattuali. Unamediazione che arriva al termine di una lunga giornata iniziata con un faccia a faccia chiarificatore tra i tre leader sindacali, Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti e proseguita successivamente con una plenaria tra i «parlamentini» di Cgil, Cisl e Uil. La riunione, continuata fino a tarda sera, ha affrontato anche i temi della manovra finanziaria, del contratto del pubblico impiego e della firma separata del commercio: la Cgil avrebbe chiesto di rimettere in gioco l’accordo. Guglielmo Epifani, evidentemente, vuole chiudere a tutti i costi e mantenere l’unità con Cisl e Uil, senza dare ascolto alle crescenti critiche che vengono dall’interno della Cgil: non solo sull’accordo separato del commercio i delegati Filcams Csil hanno annunciato che scenderanno in piazza a settembre, ma ormai una buona parte del sindacato (ieri riunito all’assemblea della sinistra Cgil) chiede la fine del tavolo e la mobilitazione in autunno. I sindacati dunque dovrebbero proporre oggi a Confindustria la stesura di un calendario serrato di incontri da tenersi fino alla fine del mese, rinviando poi a settembre la possibile trattativa a oltranza per un’intesa. Quanto alla Confindustria, è da registrare la «battutina» espressa ieri dal vicepresidente Alberto Bombassei: «Chiuderemo la riforma del modello contrattuale entro il 30 settembre ma non so di che anno». E intanto sono arrivati nuovi attacchi dal ministro del lavoro Maurizio Sacconi, sempre indirizzati alla Cgil: ieri ha definito il sindacato, indirettamente, un «mulo recalcitrante». «Non vedo difficoltà ad un accordo, se poi c'è qualche mulo recalcitrante credo sia difficile risolvere una non volontà », ha spiegato ilministro del Lavoro. E poi ha aggiunto: «Se c'è qualcuno che non lo vuole può anche spogliare l'ipotesi di intesa in tutti i suoi aspetti, e poi dire che non piace il naso». Per Sacconi le parti «sono già a cavallo di un nuovo modello contrattuale, vivono una stagione che già dovrebbe preludere al cambiamento. Credo non faticheranno a trovare un'intesa nel privato intorno ad un riferimento di inflazione depurato dalla componente internazionale ». Come dire che il ministro del Lavoro è sulla stessa linea della Confindustria, anch’essa contraria a inserire la cosiddetta «inflazione importata» nell’indice inflattivo da prendere a riferimento per i contratti . Quanto poi a un eventuale incontro con le parti sociali, il ministro ha detto che sarà valutato nelle prossime ore, «ma per essere utile sarà necessario avere un quadro di riferimento certo quale solo l'approvazione della manovra può consentire»; «e la riunione - ha poi aggiunto - potrà svolgersi ora o alla ripresa». Per Sacconi «gli obiettivi sono due, e cioè la condivisione dell'attuazione di politiche per la crescita, e la condivisione deimodi per distribuire gli incrementi di ricchezza, se verranno e quando verranno». Tra l’altro, i segretari di Cgil, Cisl e Uil avevano preannunciato l’invio di una lettera al premier Berlusconi, per chiedere un faccia a faccia sul rinnovo dei contratti pubblici.

 
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