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CONTRATTI Tavolo in salita. Oggi si riuniscono Cgil, Cisl e Uil PDF Stampa E-mail
mercoledì 23 luglio 2008

An. Sci. «Un bel giorno si dovrà sapere su che cosa la Cgil sia disponibile».

A parlare è il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, e il bersaglio polemico della sua frase è quello ormai consueto in questi giorni. La segreteria del maggior sindacato italiano l’altroieri ha respinto la proposta di una trattativa «non stop» sui contratti, avanzata dalla Confindustria e accettata da Cisl e Uil, e a Bonanni la cosa non è andata giù.

Oggi si terrà il previsto vertice unitario tra le tre segreterie di Cgil, Cisl e Uil, ma l’incontro è slittato dalle 15 alle 17 perché dovrà essere preceduto da una «ristretta» tra i tre segretari generali.

Il dibattito si preannuncia più che mai teso. Confindustria, per mezzo della «non stop» proposta dal vicepresidente Alberto Bombassei, avrebbe voluto chiudere già entro fine luglio sull’indice dell’inflazione da prendere come riferimento per i futuri rinnovi, ormai di fatto accettati con cadenza triennale da entrambe le parti (anche se sulla triennalità non esiste ancora un accordo, come sul resto). Il punto è che gli industriali vorrebbero depurare l’indice dalla cosiddetta «inflazione importata», ovvero quella proveniente dalle recenti fiammate del petrolio e dalla crisi dei generi alimentari: la tesi è che il caro petrolio le imprese già lo pagano, e non devono pagarlo due volte.

Al contrario, soprattutto la Cgil non è d’accordo, né le ipotesi avanzate da EmmaMarcegaglia sull’indice attuale (superare l’inflazione programmata all’1,7% portandola al 2%) la soddisfano. Ma Bonanni e Angeletti negli ultimi giorni hanno pressato per la «non stop», mentre la Cgil prima di accettare di trattare a oltranza vuole capire se dal fronte imprenditoriale ci sono nuove proposte.

Per il leader della Cisl, la parola chiave è «trattare»: Bonanni esorta la Cgil ad «avere pazienza ». «Chi si ostina al braccio di ferro non ha responsabilità verso il Paese che è in grande difficoltà», ha sottolineato, rivolgendosi a tutte le parti: «Il Paese deve risolvere i suoi problemi con la collaborazione e la convergenza di tutti: sindacati, imprenditori, governo, opposizione». Dall’altro lato, oggi si riunisce la sinistra Cgil, al Frentani di Roma: la Fiom, «Lavoro e società», la Rete 28 aprile,ma anche altre parti della confederazione che non criticano apertamente Epifani, pressano per mobilitarsi in settembre, per essere più forti rispetto al governo e alle imprese.

Altro nodo aperto, che quasi certamente porterà alla mobilitazione unitaria in settembre, è quello dei contratti dei dipendenti pubblici: la manovra al voto in Parlamento non ha stanziato tutte le risorse necessarie, il governo rimanda il problema alla definizione della finanziaria che si discuterà da settembre in poi,ma i sindacati chiedono risposte subito.

Il 29 luglio è stato convocato un altro incontro all’Aran, dopo quello andato amonte di qualche settimana fa: per il momento i fondi disponibili per il biennio 2008/2009 assicurano solo 8 euro per il 2008 e 60/70 per il 2009.

 
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