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Un treno spezzato in due PDF Stampa E-mail
sabato 19 luglio 2008

Per le ferrovie di stato è stato un errore umano. E minacciano provvedimenti

Eurostar si spezza prima della partenza Fs: «Sicurezza viaggiatori mai a rischio» Denuncia di Rsu/Rsl. L'incidente durante il trasferimento verso la Stazione Centrale di Milano

Da Il corriere della sera.it

MILANO - Un Eurostar senza passeggeri si è «spezzato» mentre il convoglio veniva trasferito dall'officina della Martesana alla stazione centrale di Milano. A riferirlo, in una nota, sono i delegati Rsu/Rsl dell'Assemblea nazionale ferrovieri che definiscono l'accaduto «un episodio gravissimo, che sarebbe stato un disastro se lo spezzamento del convoglio fosse avvenuto pochi minuti dopo, in linea, ad alta velocità e carico di viaggiatori».

DUE TRONCONI - L'incidente è avvenuto la mattina del 14 luglio e si sarebbe verificato poco prima della partenza del treno Eurostar 9427, Milano-Roma delle 7,00. «L'Etr 500 si è spezzato in due tronconi tra le carrozze 11 e 12. Con tutta probabilità la causa sarebbe da attribuire ad usura o inadeguatezza manutentiva dei materiali del gancio», spiegano i delegati sottolineando che «fortunatamente il fatto è avvenuto a bassa velocità, con il treno vuoto con la sola conseguenza di ritardi e soppressioni di corse per Roma».

«VIAGGIATORI MAI A RISCHIO» - Diversa la versione delle Fs su quanto accaduto. «La sicurezza dei viaggiatori non è mai stata a rischio», si legge in una nota del gruppo, che si riserva di intraprendere provvedimenti legali su quanto annunciato dalle Rsu-Rls. «E’ falso quanto denunciato dai delegati delle RSU/RLS dell’assemblea nazionale dei ferrovieri», sostengono le Fs, sottolineando che non esiste alcun legame tra quanto accaduto a Milano e le ipotesi formulate nella nota di scarsa manutenzione o di usura del treno. Secondo le Fs tutto deve essere imputato a una manovra sbagliata: «Il personale di macchina, mentre interveniva il sistema frenante, ha attivato contemporaneamente un’accelerazione contraria cosicché uno dei ganci, sollecitati in modo improprio, si è rotto. Questo è stato verbalizzato e firmato dagli stessi macchinisti interessati nel loro rapporto di servizio. In ogni caso, anche con questa manovra errata, la sicurezza dei viaggiatori non sarebbe stata messa in pericolo perché i treni sono progettati dal almeno 150 anni con il sistema di frenatura continua (“condotta in pressione lungo tutto il treno”). Se il convoglio dovesse spezzarsi, scatterebbe la frenatura contemporanea di ognuna delle due sezioni, in perfetta sicurezza». Quanto accaduto - prosegue la nota - «non può in alcun modo verificarsi in corsa, durante l'esercizio commerciale con viaggiatori a bordo».

ALTRI EPISODI - L'incidente di Milano - secondo i delegati alla sicurezza - non sarebbe isolato: il 5 aprile nei pressi di Roma l'Eurostar 9437, Milano-Roma delle ore 12, a 250 Km/h, perse il tetto rischiando l'impatto con i treni provenienti in senso opposto» ed il 28 maggio, sempre vicino Roma, «si spalancò una porta in corsa al 9304, T-biz Roma-Milano delle 18 e 02, mentre viaggiava a 220 Km/h, senza che le apparecchiature lo segnalassero in cabina al macchinista». 18 luglio 2008

 

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TRASPORTI • L’episodio è accaduto a Milano il 14 luglio, per le Rsu poteva essere «un disastro» Per le Fs «sicurezza non a rischio» anche se l’Eurostar si spezza in due

Da Il Manifesto del 19 luglio 2008

Luca Fazio

MILANO Una straordinaria coincidenza. Proprio mentre viene presentato il primo treno privato italiano destinato a fare concorrenza alle Fs (Ntv, color rosso Ferrari, collegherà Milano e Roma in 3 ore a partire dal 2011 e toccherà i 360 km/h), un Eurostar si spezza in due come un grissino alla Stazione Centrale di Milano, fortunatamente poco prima di partire. E' accaduto lunedì 14 luglio a un Etr 500, tra le carrozze 11 e 12, mentre stava per essere trasferito dall’officina Martesana ai binari di partenza, poco prima delle 7 del mattino, quando si sarebbe dovuto riempire di passeggeri diretti a Roma. Per i delegati Rsu/Rls dell’Assemblea nazionale dei ferrovieri «è un fatto gravissimo», per le Ferrovie dello Stato, invece, «la sicurezza dei passeggeri non è mai stata messa a repentaglio». Ma questo, al di là dell'incidente specifico, è argomento scivoloso, considerato che la lista degli incidenti sui treni italiani continua ad allungarsi. Solo nei primi sei mesi di quest'anno: 20 incidenti, 3 macchinisti feriti, 4 ferrovieri morti, 2 ferrovieri feriti, 1 viaggiatore morto, 77 viaggiatori feriti (fonte: www.macchinistisicuri. info). «Con tutta probabilità - spiegano i delegati dei ferrovieri - la causa di questo incidente è da attribuire ad usura o inadeguatezza manutentiva dei materiali del gancio. Fortunatamente il fatto è avvenuto a bassa velocità e con il treno vuoto, questo però non deve sminuirne la gravità». I ferrovieri, infatti, sostengono che «le due parti di treno, locomotiva e carrozza 11 da una parte e seconda locomotiva e le rimanenti carrozze dall’altra, si sarebbero fermate autonomamente ma con conseguenze potenzialmente tragiche per i viaggiatori presenti sulle due carrozze interessate». Questa ricostruzione è stata duramente contestata dalle Ferrovie dello Stato che parlano di «errata manovra», sostenendo che gli stessi macchinisti lo avrebbero ammesso, verbalizzando quanto è accaduto. «E’ falso quanto denunciato dai delegati delle Rsu/Rls dell’Assemblea nazionale dei ferrovieri, non èmai stata messa a rischio la sicurezza dei viaggiatori ». Secondo le Fs, i fatti sono questi: «In una manovra sbagliata, il personale di macchina, mentre interveniva da una parte il sistema frenanante, attivava contemporaneamente un’accelerazione contraria, cosicché uno dei ganci, sollecitato in modo improprio, si è rotto». La Fs si ritengono calunniate, e per questo procederanno «anche dal punto di vista giudiziale». Dante De Angelis, macchinista e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, non ci sta. «Le Fs - spiega - come sempre parlano di errore umano per coprire errori di sistema e di manutenzione. Questi treni sono a comando elettronico, quindi non può esserci nessun errore del macchinista, sempre che non ci siano guasti strutturali ». Inoltre, prosegue De Angelis, «questo incidente ci preoccupa moltissimo perché si aggiunge ad una lunga serie di guasti altrettanto gravi che riguardano la stessa famiglia di treni e denota pesanti lacune nella manutenzione e nei controlli». L’ultimo il 28 maggio scorso, vicino a Roma, quando sul Pendolino t-biz diretto a Milano si è spalancata una porta a 220 km/h. Mentre il 5 aprile scorso, sempre vicino a Roma, il convoglio 9437 ha perso una parte del tetto rischiando l’impatto con i treni provenienti in senso opposto. Chi lavora sui treni punta il dito soprattutto contro le «porte killer», sostenendo che il cattivo funzionamento dei dispositivi di apertura/chiusura è causa della maggior parte degli incidenti sui convogli. La sequenza di «incidenti », tra porte «impazzite» che si aprono e si chiudono, è impressionante (22 casi solo nel 2008). 21 maggio: 16 passeggeri feriti a Pavia. 26 aprile: a Piacenza una donna è scivolata riuscendo ad aprire la porta nonostante il treno fosse partito (piede maciullato). 23 marzo: un ferroviere ha perso un piede...Una lunga teoria di incidenti, con arti amputati e tragedie sfiorate solo per caso. L’ultimo caso, quello dell’Etr spezzato in due, è un preoccupante campanello d’allarme per il senatore Pd Luigi Vimercati, segretario della commissione lavori pubblici e trasporti a Palazzo Madama: «La persistente crisi di ruolo e di prospettive delle Fs si sta manifestando pericolosamente anche con un allarmante abbassamento degli standard manutentivi». Curiosamente, minimizza il neo segretario generale della Filt-Cgil, Franco Nasso: «Si è trattato di un inconveniente che non avrebbe potuto avere conseguenze in termini di sicurezza».

 
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