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FERMIAMO IL PAESE: SCIOPERO GENERALE! PDF Stampa E-mail
giovedì 10 luglio 2008

Image Con le chiacchiere non si arriva a fine mese

L’inflazione galoppa, crescono a dismisura le rate sui mutui casa, le famiglie sono costrette a ridurre perfino i consumi dei generi di prima necessità, si moltiplicano le crisi aziendali e con esse il ricorso alla cassa integrazione e alla mobilità, le retribuzioni sono sempre più erose dall’inflazione …. e il governo cosa fa? Approfittando della calura e del periodo in cui finalmente il mondo del lavoro può “concedersi” qualche settimana di ferie, vara la cosiddetta “manovra estiva”, un decreto legge (n. 112) che interviene su materie che riguardano il lavoro decretandone unilateralmente l’immediata operatività.

Le misure contenute nel decreto si sommano, aggravandole ulteriormente, alle politiche sociali che il passato governo aveva approvato con la piena condivisione di Cgil, Cisl e Uil e di Confindustria.

Il secondo tempo del film, quello che doveva “compensare” i sacrifici fatti su pensioni e salari, ripropone ancora lo stesso lato della medaglia: si va dalla criminalizzazione della totalità dei dipendenti pubblici descritti come fannulloni e assenteisti per cui si propone la “carcerazione” in caso di malattia e la “decimazione” in caso di pensionamento, passando per l’estensione della prorogabilità dei contratti a tempo determinato, l’abuso dell’apprendistato e la flessibilizzazione degli orari, per finire con la riduzione di sanzioni e controlli sulle imprese salvo poi indignarsi ipocritamente quando di lavoro si continua a morire!

Le flebili proteste di CGIL, CISL e UIL contro la scelta del governo di intervenire d’imperio anche su materie strettamente contrattuali, senza “concertarle” con loro, suonano alquanto fuori luogo dal momento che proprio Epifani, Bonanni e Angeletti, senza alcuna consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori che si arrogano il diritto di rappresentare, hanno già “offerto” a Governo e Confindustria un accordo che cancella il contratto nazionale di lavoro e apre un’autostrada al mai sopito desiderio dei padroni di contrattare individualmente la retribuzione posto di lavoro per posto di lavoro.

Una politica suicida che renderebbe inutile l’esistenza stessa del sindacato come strumento collettivo di difesa del mondo del lavoro e che, insieme alla distruzione dello stato sociale derivante dalle scelte governative di privatizzazione dei servizi pubblici contenute nel DL 112, subordinerebbe totalmente alle logiche del profitto e della speculazione la nostra salute, l’istruzione, le politiche abitative, la mobilità sociale, l’aria e l’acqua.

Una grande operazione ideologica che, attraverso la demonizzazione/distruzione del “pubblico”, finirebbe con il foraggiare, con soldi pubblici naturalmente, gestori privati non soggetti ad alcuna regola di imparzialità e giustizia sociale, dalla Compagnia delle opere alla nuova imprenditoria delle coop, dai padroni che re-investono i profitti nelle cliniche private ai “furbetti del quartierino” ….

 Che cosa hanno da guadagnare i lavoratori dipendenti da uno scenario di questo tipo?

E’ ora che l’agenda politica e sindacale sia finalmente dettata dai bisogni di chi vive del proprio lavoro. Di chiacchiere ne abbiamo sentite abbastanza.

Per arrivare a fine mese servono aumenti salariali veri, per impedire l’erosione progressiva del potere d’acquisto serve un meccanismo automatico che adegui i salari all’inflazione (scala mobile), per garantire una reale “sicurezza sociale” serve farla finita con la precarietà del lavoro e della vita. E' tempo che i lavoratori riprendano direttamente in mano il loro futuro e abbandonino qualsiasi illusione di poter delegare a chicchessia il compito di invertire una situazione così compromessa: occorre farlo giorno dopo giorno, posto di lavoro per posto di lavoro.

Solo così si potrà costruire davvero dal basso una VERTENZA NAZIONALE CHE PARLI FINALMENTE DI RISARCIMENTO PER IL LAVORO DIPENDENTE E DI OBIETTIVI CHIARI E IRRINUNCIABILI PER CUI VALGA LA PENA LOTTARE!

FERMARE IL PAESE CON UN VERO GRANDE SCIOPERO GENERALE DIMOSTREREBBE

INFINE QUAL’E’ IL VERO MOTORE DELL’ECONOMIA!

Roma, 10 luglio 2008

 
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