Home arrow Redazionali arrow Rimane la "carcerazione" per i malati
Rimane la "carcerazione" per i malati PDF Stampa E-mail
mercoledì 09 luglio 2008
ImageIl Dipartimento F.P. ha emanato un parere che precisa un aspetto della vicenda malattia dipendenti pubblici contenuta nel decreto legge 112 (manovra del Governo entrata in vigore il 25 giugno scorso) Rimane invariata la "carcerazione" per l'intera giornata presso il proprio domicilio in caso di malattia, ma il certificato medico potrà essere rilasciato dal medico di base; solo i medici privati non possono emettere certificati medici nei casi specificati. 

Si chiarisce un punto, ma rimane l'assurdità di una serie di misure, prima fra tutte quella degli orari di permanenza in casa durante la malattia che oggi colpiscono i dipendenti pubblici e domani potrebbero essere estesi a tutti i lavoratori. Una discriminazione quindi, quella nei confronti dei lavoratori pubblici, che potrebbe essere paradossalmente risolta attraverso l'estensione della norma ai lavoratori privati: strano che nessuno colga questo “piccolo particolare”. Quello che segue è il testo della comunicazione della Funzione Pubblica Ufficio Personale Pubbliche Amministrazioni Segreteria Tecnica

DFP-0031725-04/07/2008-1.2.3 Parere UPPA n.45/08 Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali Dipartimento della Qualità Direzione Generale Programmazione Sanitaria

OGGETTO: Certificazione medica giustificativa dell’assenza per malattia dei dipendenti della pubblica amministrazione. Art.71 del Decreto Legge 25 giugno 2008, n.112.

Con il quesito indicato a margine, codesto ministero chiede allo scrivente ufficio l’avviso interpretativo concernente l’art.71 del decreto legge n.112/08.

Concretamente, si chiede di conoscere quale sia la portata applicativa della disposizione citata allorquando la stessa, al comma 2, prevede che nel caso in cui la malattia del dipendente si protragga per un periodo superiore ai dieci giorni o, in ogni caso, dopo il secondo evento di malattia nell’anno solare, lo stato di malattia può essere legittimamente giustificato da certificazione medica rilasciata da una struttura pubblica.

Così come indicato nel quesito, il concetto di struttura sanitaria pubblica acclude sia i presidi ospedalieri che quelli ambulatoriali del Servizio Sanitario Nazionale e, pertanto, ai fini della corretta produzione della certificazione di malattia sono naturalmente valide le certificazioni rilasciabili da tali strutture.

E’ però necessario per una più completa valutazione del valore formale da riconoscere alla certificazione medica, non utilizzare in termini ermeneutici il solo dato strutturale, e cioè quello relativo all’ente da cui promana la certificazione in esame.

Per una più corretta analisi della problematica è infatti necessario integrare la presente valutazione di alcune considerazioni che attengono il valore documentale che il vigente quadro giuridico riconosce a certificazioni che attestino la temporanea incapacità lavorativa di un dipendente.

Considerando che, secondo quanto prescritto dalle convenzioni adottate in conformità dagli accordi collettivi nazionali stipulati secondo la disciplina dell’ art.8 del D.Lgs.n.502 del 1992, in materia di regolazione dei rapporti fra il Servizio Sanitario Nazionale ed i medici di medicina generale, questi ultimi sono tenuti al rilascio della certificazione “per incapacità temporanea al lavoro”(Accordo collettivo nazionale del 23.03.2005), si ritiene che detti medici possano utilmente produrre la certificazione idonea a giustificare lo stato di malattia del dipendente nelle circostanze indicate all’art.71 del decreto legge n. 112/2008..

 
< Prec.   Pros. >

page counter