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Omicidi sul lavoro: un morto ogni 7 ore PDF Stampa E-mail
domenica 06 luglio 2008

OMICIDI BIANCHI Terna, operaio folgorato

Da Il Manifesto del 6 luglio 2008

Ogni giorno si allunga la lista delle morti bianche. Ieri, un operaio di 52 anni, Umberto De Luca, dipendente della Terna, èmorto folgorato mentre lavorava alla manutenzione della linea ad alta tensione a Valmontone, vicino a Roma. La società ha però voluto precisare che «operava su una linea fuori servizio, quindi non in tensione». Sull’accaduto gli inquirenti stanno effettuando accertamenti. I sindacati hanno proclamato un’ora di sciopero per domani nelle fabbriche Terna. Quello di Valmontone non è stato l’unico incidente di giornata: a Sedrina (Bergamo) un operaio di 30 anni originario dell’Albania è stato ferito ad una mano dal crollo della volta di un altoforno; aMonteodorisio (Chieti) un agricoltore di 60 anni è rimasto gravemente ferito da unamotozappa. A Campiello sul Clitunno si è svolto, invece, un presidio davanti alla Umbria Olii (nella foto), dove nel 2006 morirono 4 operai. L’iniziativa è stata organizzata da Cgil, Cisl e Uil per protestare contro l'azienda che ha chiesto i danni (35mln di euro) ai familiari delle vittime e all'unico sopravvissuto. Il segretario locale della Cgil Mario Bravi ha definito «paradossale» la richiesta dell'amministratore Giorgio Del Papa, di spostare da Spoleto l'udienza preliminare nella quale è accusato di disastro colposo.

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5/7/2008 - LA STRAGE SENZA FINE Lavoro, un morto ogni sette ore

L'Italia fanalino di coda in Europa Un tecnico folgorato a Valmontone

Da Lastampa.it

TORINO

L’Inail ha fatto il conto da gennaio 2008 al 30 aprile: al primo maggio erano 301, i morti sul lavoro. Ma se si scorrono le cronache che ogni giorno segnano l’avanzare incessante dello stillicidio, si devono aggiungere altri 41 decessi, per un totale di 342: operai che cadono da impalcature, che restano folgorati dall’alta tensione, colpiti da ganci che si abbattono da una gru, schiacciati tubi, tranciati da macchinari, ustionati o soffocati nel fango di liquami come nella tragedia Mineo, erano in sei, abbracciati, sul fondo della vasca di un depuratore. I numeri dell'Inail Nel 2007, secondo le stime dell’Inail (diffuse a marzo), le vittime sul lavoro sono state 1.260, in calo - dicono i numeri - del 6% rispetto alle 1.341 dell’anno precedente. Ma un numero che significa una morte ogni sette ore. Sul lavoro, di lavoro. Gli infortuni sono in calo Le cifre, comunque, non contano il dolore e bastano in ogni caso per segnare il triste primato: l’Italia è fanalino di coda in Europa. Anche se le stime segnano una diminuzione, secondo il Rapporto Anmil in dieci anni gli infortuni mortali nell’Unione Europea sono diminuiti del 29,41%, mentre in Italia solo del 25,49%. Un dato, «poco esaltante rispetto a quello della Germania (-48,30%) o della Spagna (-33,64%)». In termini assoluti, l’Italia resta, comunque, il Paese con il più alto numero di morti sul lavoro. Ucciso un tecnico in Valsangone E anche oggi la tragica lista continua ad aumentare: un operaio di 52 anni, dipendente della Terna, è morto folgorato mentre lavorava alla manutenzione della linea ad alta tensione a Valmontone, vicino a Roma. Umberto Di Luca, sposato, aveva cominciato alle 8.30 il suo turno di lavoro sul cestello mobile, quando una scarica elettrica lo ha colpito. Per soccorrere l’operaio si è levata in volo un’eliambulanza che, per la foschia, non è riuscita ad atterrare.

 
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