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Italiani: poveri e stakanovisti PDF Stampa E-mail
giovedì 03 luglio 2008

In Italia salari inferiori del 20% rispetto alla media Ocse

Da Ilsole24ore.com

In Italia i salari sono inferiori di quasi il 20% alla media Ocse. E il divario si allarga se si parla di potere d'acquisto (-22%). Questo è il quadro emerso nell'Outlook sull'Occupazione dell'Ocse (l'organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico che riunisce i paesi più sviluppati). Altri dati poco lusinghieri sono quello sull'occupazione femminile (ai livelli più bassi tra i paesi Ocse) e dei giovani che nel nostro Paese hanno forti difficoltà ad accedere al mondo del lavoro. Positivo invece il dato sulle ore lavorate. Nel 2007 gli italiani hanno lavorato in media 1.824 ore, 10 in più del 2006 (media Ocse 1.794). In base ai dati pubblicati dall'Ocse, il salario medio loro annuo in Italia nel 2006 è stato pari a 31.995 dollari, inferiore del 19,5% rispetto ai 39.743 dollari che costituiscono la media Ocse, ma sotto anche la media dell'Europa (37.516 dollari), della Ue-15 (38.759) e anche della Ue-19 (36.706). Se poi si considera il livello dei salari in termini di potere di acquisto, il dato italiano scende a 29.844 dollari, il 22% in meno rispetto ai 38.252 dollari della media Ocse e 34.322 della media europea. I salari medi reali, secondo i calcoli dell'Organizzazione, sono diminuiti dello 0,2% nel 2006 (+1,1% media Ocse), dopo essere aumentati dello 0,8% nel periodo 1995-2000. Nel 2007 per le retribuzioni medie reali del settore business è emerso invece un aumento dello 0,2% dopo -0,5% nel 2006. Le proiezioni danno un incremento dello 0,5% per il 2008 e dello 0,7% per il 2009. L'Ocse prevede per quest'anno una crescita della disoccupazione, in parallelo con il rallentamento dell'economia. «Il trend declinante della disoccupazione osservato negli ultimi anni - afferma l'Organizzazione nell'outlook sull'occupazione - é destinato ad invertirsi nel 2008, con il numero di disoccupati nell'aerea Ocse stimato in aumento di 1 milione di persone per quest'anno e di altri 2 milioni nel 2009». In particolare, nei paesi Ocse, il numero di disoccupati é atteso in crescita a 32,9 milioni per quest'anno e 34,8 milioni nel 2009, dai 31,9 milioni del 2007. La disoccupazione italiana, segnala ancora l'Ocse, dopo essere diminuita dal 6,8% del 2006 al 6,1% dello scorso anno è stimata in aumento al 6,2% quest'anno e al 6,5% nel 2009, contro una media per gli altri Paesi industrializzati del 5,7% quest'anno e del 6% il prossimo. Il tasso di occupazione complessivo è salito al 58,7% nel 2007 dal 58,4% del 2006, ma il dato nasconde forti disparità tra i due sessi: per gli uomini si sale al 70,7%, per le donne si scende al 46,6%, assai lontano dal 57,4% che costituisce la media dei Paesi aderenti all'Ocse e dal 59,1% dalla Ue-15. Il divario italiano è uno dei più ampi nell'intera aerea, stigmatizza il rapporto: è infatti il quinto su 30 Paesi. Solo Turchia, Messico, Grecia e Corea fanno peggio.

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OCSE · Gli italiani guadagnano il 20% della media dei trenta paesi e lavorano più ore

Poveri e stakanovisti

Da Il Manifesto del 3 luglio 2008

Roberto Tesi

Il potere d’acquisto dei salari dei lavoratori italiani sta diminuendo, anche se le retribuzioni sono tra le più basse tra quelle dei 30 paesi Ocse, cioè dei paesi più industrializzati dell’occidente. Nel 2007, infatti, i salari dei lavoratori italiani sono risultati inferiori del 20,0% a quelli della media dell’l’Ocse. Di più: la differenza è ancoramaggiore (22%) in termini di potere d’acquisto. A peggiorare il quadro un «gap» tra i tassi di occupazione e di attività, soprattutto per quanto riguarda l’accesso al lavoro delle donne e dei giovani.Ma l’Ocse sfata un altro mito: quello degli italiani che lavorano poco. Al contrario: nel 2007 hanno lavorato in media 1.824 ore (10 in più del 2006) contro una media di 1.794 ore nell'Ocse. In base ai dati pubblicati ieri, il salario medio loro annuo in Italia nel 2006 è stato pari a 31.995 dollari, inferiore del 19,5% rispetto ai 39.743 dollari che costituiscono la media Ocse, ma sotto anche la media dell'Europa (37.516 dollari), della Ue a 15 (38.759 dollari) e anche della Ue a 19 (36.706 dollari). Se poi si considera il livello dei salari in termini di potere di acquisto, il dato italiano scende a 29.844 dollari, il 22% in meno rispetto ai 38.252 dollari della media Ocse e 34.322 della medie europea. I salari medi reali, secondo i calcoli dell'Organizzazione, sono diminuiti dello 0,2% nel 2006 contro un incremento dell’1,1% della media Ocse. La disoccupazione italiana, segnala ancora l'Ocse, dopo essere diminuita dal 6,8% del 2006 al 6,1% dello scorso anno è stimata in aumento al 6,2% quest'anno e al 6,5% nel 2009, contro una media per gli altri Paesi industrializzati del 5,7% quest'anno e del 6% il prossimo. Il tasso di occupazione complessivo è salito al 58,7% nel 2007 dal 58,4% del 2006, ma il dato nasconde forti disparità tra i due sessi: per gli uomini è salito al 70,7%, mentre per le donne è sceso al 46,6%, assai lontano dal 57,4% che costituisce la media dei Paesi aderenti all'Ocse e dal 59,1% dalla Ue a 15. Il divario italiano è uno dei più ampi nell'intera aerea, sottolinea il rapporto: peggio dell’Italia stanno solo Turchia, Messico, Grecia e Corea. Ed è anche sempre più difficile trovare un lavoro per i giovani neo-diplomati: in media impiegano 3 anni per trovare il primo lavoro. E la madia sale a 4 anni per un lavoro a tempo indeterminato. Per combattere la discriminazione nei confronti delle donne serve, a giudizio dell’Ocse, una azione più efficace che miri in particolare alla liberalizzazione dei servizi. Secondo le stimedelll'Employment Outlook unamaggiore liberalizzazione dei servizi produttivi potrebbe, infatti, aumentare l'occupazione femminile di almeno 1,5 punti percentuali. La debole partecipazione delle donne italiane al mercato del lavoro è anche dovuta all'inadeguatezza delle politiche di sviluppo delle infrastrutture per l'infanzia e all'insufficienza delle detrazioni fiscali a favore delle coppie multi-reddito. Per l’Ocse, le donne hanno comunque una minore probabilità di trovare un impiego buono e ben pagato. Nel 2005, il 15% delle italiane occupate tra i 25 e i 54 anni aveva un contratto a durata determinata, contro solo il 9% dei lavoratori maschi. Inoltre, in questa fascia d'età, le italiane con un impiego a tempo pieno guadagnano in media il 18% meno degli uomini per ora lavorata (il 22% in meno nel caso delle donne con un diploma universitario). L'analisi statistica contenuta nel rapporto Ocse suggerisce che persistenti pratiche discriminatorie nel mercato del lavoro sono un fattore chiave alla base di queste disparità. Questo perché una maggiore concorrenza scoraggerebbe la discriminazione basata su semplici pregiudizi, in quanto le imprese non potrebbero permettersi di sprecare risorse di valore e sarebbero forzate ad assumere i migliori candidati indipendentemente dal sesso. L'Italia si caratterizza anche per un livello molto basso sia delle ammende per i datori di lavoro riconosciuti responsabili di discriminazione. Per di più, le ammende non sono quasi applicate.

 

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Il rapporto dell'ocse: inoltre gli italiani lavorano più della media Italia, salari inferiori del 20% Se si confronta il potere di acquisto, la differenza sale al 22%. E si lavora 30 ore all'anno in più degli altri Paesi

Da Il Corriere.it

MILANO - In Italia i salari sono inferiori di quasi il 20% alla media Ocse, ma se si guarda il potere d'acquisto il divario sale al 22%. Lo afferma un rapporto dell'Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, che raggruppa i Paesi più industrializzati del mondo). Il rapporto smentisce un altro luogo comune, cioè che gli italiani lavorano poco. Al contrario nel 2007 in Italia si è lavorato in media 1.824 ore, dieci in più dell'anno prima e trenta in più della media Ocse.

SALARI - Il salario medio loro annuo in Italia nel 2006 è stato pari a 31.995 dollari, inferiore del 19,5% rispetto ai 39.743 dollari che costituiscono la media Ocse, ma sotto anche la media dell'Europa (37.516 dollari), della Ue-15 (38.759) e anche della Ue-19 (36.706). Se poi si considera il livello dei salari in termini di potere di acquisto, il dato italiano scende a 29.844 dollari, -22% rispetto ai 38.252 dollari della media Ocse e 34.322 della medie europea. DRAGHI - Anche il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, ha lanciato l'allarme salari riprendendo in parte uno dei temi recenti più cari al sindacato, il quale chiede un innalzamento del tetto dell'inflazione programmata (1,7%) per essere più realistico rispetto all'inflazione reale (3,8%), innalzamento che vede contrari governo e Confindustria (secondo la quale il potere di acquisto dei salari è cresciuto e non diminuito) che non vogliono che si inneschi una spirale salari-prezzi, come richiesto anche dalla Banca centrale europea. Secondo l'Ocse, invece, i salari medi reali sono diminuiti dello 0,2% nel 2006 (mentre negli altri Paesi sono cresciuti dell'1,1%), dopo essere aumentati dello 0,8% nel periodo 1995-2000.

ALTRI PROBLEMI - Tra gli altri problemi dell'economia italiana, l'Ocse segnala l'alto tasso di disoccupazione, e in particolare la forte disoccupazione femminile, e un difficile accesso al lavoro per i giovani. La disoccupazione italiana, dopo essere diminuita dal 6,8% del 2006 al 6,1% dello scorso anno, è stimata in aumento al 6,2% quest'anno e al 6,5% nel 2009, contro una media per gli altri Paesi industrializzati del 5,7% quest'anno e del 6% il prossimo. Ma solo il 46,6% delle donne risulta al lavoro, lontano dal 57,4% che costituisce la media dei Paesi Ocse e dal 59,1% dalla Ue-15: solo Turchia, Messico, Grecia e Sud Corea fanno peggio. Inoltre il rapporto sottolinea come le donne in Italia hanno una minore probabilità di trovare un impiego buono e ben pagato rispetto agli uomini: nella fascia tra i 25 e i 54 anni le italiane con un impiego a tempo pieno guadagnano in media il 18% meno degli uomini per ora lavorata (il 22% in meno nel caso delle donne con un diploma universitario).

 
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