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Draghi bacchetta Berlusconi: nel 2008 i conti peggioreranno PDF Stampa E-mail
giovedì 03 luglio 2008

 

Da L'Unità.it

«Nel 2008 i conti pubblici peggioreranno per il rallentamento dell'economia e le misure di bilancio». Non è l´opposizione a Berlusconi ha dirlo, ma il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, nel corso dell'audizione in Parlamento per il Documento di programmazione economica e finanziaria. Draghi fa anche di più: dà al governo alcuni consigli su manovre che andrebbero fatte, invece di pensare solo agli interessi del premier. Il governatore ha suggerito di pensare al bilancio dello Stato e ad abbassare le tasse: «La politica economica - ha detto - deve ora abbattere il debito e contribuire alla ripresa della crescita con servizi pubblici migliori e una riduzione del carico fiscale». In particolare, secondo l'inquilino di Palazzo Koch, «la riduzione delle aliquote d'imposta gravanti su lavoratori e imprese rafforzerebbe gli interventi volti a dare sostegno alla crescita». Questo intervento «diminuirebbe le distorsioni dell'attività economica e migliorerebbe la posizione competitiva delle nostre imprese». Draghi ha chiesto anche, «qualora si delineasse un andamento congiunturale più favorevole di quello atteso» di «restituire il drenaggio fiscale per sostenere il reddito disponibile delle famiglie». Ma nel mirino di Draghi c´è anche la famigerata "Robin Hood Tax" di Tremonti. «L'inasprimento del prelievo a carico delle banche - ha poi rilevato il governatore della Banca d'Italia - potrebbe riflettersi sulle condizioni offerte ai depositanti e ai prenditori di credito e in minori risorse per gli intermediari da accantonare a patrimonio». Guarda caso, è lo stesso concetto che la Corte dei conti che aveva avvertito, sempre durante un'audizione sul Dpef, come la Robin Tax «rischia di pesare troppo su un singolo settore d´impresa e di avere effetti negativi per i consumatori attraverso un aumento dei prezzi praticati sui prodotti, o su altri soggetti economici, con un effetto ad esempio sui salari reali dei lavoratori impiegati nei settori colpiti». Draghi ha poi definito «ambizioso» il programma di contenimento della spesa del governo. «È positivo che la riduzione della spesa svolga un ruolo preponderante nel processo di consolidamento dei conti pubblici». «Gli interventi sul pubblico impiego - ha detto il governatore circa la limitazione del turn over - appaiono sostenibili solo in presenza di una incisiva riorganizzazione del lavoro pubblico che ne innalzi la produttività. L'introduzione di nuovi sistemi di valutazione del personale, la valorizzazione del merito e la maggior responsabilizzazione dei dipendenti pubblici che il governo intende perseguire con apposita legge delega, vanno in questa direzione». Il governatore della Banca d´Italia ha poi chiesto nuovi interventi a lungo termine sulla previdenza: «Occorre proseguire nella rimozione dei vincoli e dei disincentivi che tengono lontana dal lavoro un'ampia quota della popolazione meno giovane». Per contenere la spesa e assicurare ai pensionati futuri pensioni adeguate, andrebbe aumentata «nel medio-lungo periodo l'età media effettiva di pensionamento. L'abolizione del divieto di cumulo muove nella direzione di aumentare il tasso di attività dei cittadini e di 60 e più anni, che in Italia è ancora relativamente basso».

 

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Manovra, Draghi: «Tasse troppo alte, servizi da migliorare»

Da Ilsole24ore.com

«La politica economica deve ora abbattere il debito e contribuire alla ripresa della crescita con servizi pubblici migliori e una riduzione del carico fiscale»: lo ha detto il Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, in audizione in Parlamento sul Dpef (Documento di programmazione economica e finanziaria). Tra gli strumenti individuati al miglioramento dei conti dello Stato c'è il taglio della spesa. «È positivo - ha precisato il numero uno di Palazzo Koch - che la riduzione della spesa svolga un ruolo preponderante nel processo di consolidamento dei conti pubblici». Il punto è che il peso del fisco, ha spiegato Draghi, si è assestato da anni a un livello elevato. Così «è importante che i progressi nel contenimento della spesa e nella lotta contro l'evasione fiscale si traducano quanto prima in riduzioni delle aliquote d'imposta compatibilmente con il rispetto degli obiettivi di bilancio». E ancora in materia di bilancio «il Dpef conferma l'obiettivo del pareggio nel 2011 nonostante la difficile situazione congiunturale. È un segnale di continuità negli impegni del nostro paese nei confronti dei partner europei». Il raggiungimento del pareggio, «affidato all'aumento dell'avanzo primario, garantirà una rapida riduzione del rapporto tra debito e prodotto, un obiettivo essenziale alla luce delle sfavorevoli prospettive demografiche per i prossimi decenni». In ogni caso «nel 2008 i conti pubblici peggioreranno (come già indicato dall'ex ministro Padoa-Schioppa, ndr) per il rallentamento dell'economia e le misure di bilancio». Sempre a proposito di tasse Draghi ha concordato con la Corte dei conti sull'introduzione della nuova Robin Hood Tax. L'inasprimento fiscale nei confronti delle banche deciso dal governo potrebbe riflettersi sui clienti degli istituti di credito. «L'inasprimento del prelievo a carico delle banche - ha detto il governatore - potrebbe riflettersi sulle condizioni offerte ai depositanti e ai prenditori di credito e in minori risorse per gli intermediari da accantonare a patrimonio».

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DRAGHI · Occorre ridurre le tasse. Dubbi sulla «Robin tax»

Da Il Manifesto del 3 luglio 2008

«Il rallentamento dell’economia sta aggravando i problemi strutturali della produttività stagnante, del debito pubblico e del ritardo del Mezzogiorno. La politica economica deve ora abbattere il debito e contribuire alla ripresa della crescita, con servizi migliori e una riduzione del carico fiscale»: questa la ricetta suggerita da Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia, durante l’audizione parlamentare sul Dpef. Per Draghi, visto che la pressione fiscale sembra destinata a rimanere stabile fino al 2011 su «un valore elevato nel confronto storico e internazionale», occorre «che i progressi nel contenimento della spesa e nella lotta contro l'evasione fiscale si traducano quanto prima in riduzione delle aliquote d'imposta, compatibilmente con il rispetto degli obiettivi di bilancio». Per il governatore di Bankitalia «la riduzione delle aliquote per lavoratori e imprese rafforzerebbe gli interventi a sostegno della crescita: diminuirebbe le distorsioni dell’attività economica e migliorerebbe la posizione competitiva delle imprese». Quanto al federalismo fiscale «le modalità di realizzazione saranno cruciali per rendere sostenibile il contenimento della spesa accrescendone l'efficienza e l'efficacia». Draghi, polemizzando con Tremonti, ha detto di temere che la Robin Hood tax sulle banche possa essere scaricata sui clienti. Lo stesso allarme è stato lanciato ieri anche dalla Corte dei conti.

 
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