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Apprendistato: le modifiche apportate con la manovra del Governo PDF Stampa E-mail
giovedì 03 luglio 2008

Image Con il Decreto Legge 112/2008, in vigore dal 25 giugno scorso, , il governo ha apportato modifiche sostanziali alla normativa riguardante l'apprendistato, sia per quanto riguarda i tempi minimi, sia rispetto alle modalità, alla formazione ed alle cominicazioni obbligatorie.

Riportiamo di seguito una breve analisi dei contenuti delle modifiche ed il testo delkla parte del decreto riguardante l'istituto dell'Apprendistato (Art. 23 - Modifiche alla disciplina del contratto di apprendistato)

 

  • Articolo 49,comma 3, decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276. Il periodo massimo di apprendistato è rimasto immutato (6 anni), mentre è stato abolito il periodo minimo (2 anni). In tal modo si rende ancor più flessibile lo strumento dell'apprendistato. Tra l'altro questa modifica rivela l'inconsistenza formativa dell'istituto, in quanto se il lavoratore è assunto soltanto per alcuni mesi non si comprende bene che tipo di formazione si possa fare.
  • Conseguente a ciò non si applicano una serie di norme e previsioni (art.49, comma 5 della stessa legge) se la formazione si effettua esclusivamente in sede aziendale. Riportiamo l'intero comma 5 che risulta in questo caso inapplicato per far comprendere come muta sostanzialmente il processo formativo e come ne risultano limitati i controlli esterni (regione).: 5. La regolamentazione dei profili formativi dell'apprendistato professionalizzante e' rimessa alle regioni e alle province autonome di Trento e Bolzano, d'intesa con le associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano regionale e nel rispetto dei seguenti criteri e principi direttivi: a) previsione di un monte ore di formazione formale, interna o esterna alla azienda, di almeno centoventi ore per anno, per la acquisizione di competenze di base e tecnico-professionali; b) rinvio ai contratti collettivi di lavoro stipulati a livello nazionale, territoriale o aziendale da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative per la determinazione, anche all'interno degli enti bilaterali, delle modalità di erogazione e della articolazione della formazione, esterna e interna alle singole aziende, anche in relazione alla capacità formativa interna rispetto a quella offerta dai soggetti esterni; c) riconoscimento sulla base dei risultati conseguiti all'interno del percorso di formazione, esterna e interna alla impresa, della qualifica professionale ai fini contrattuali; d) registrazione della formazione effettuata nel libretto formativo; e) presenza di un tutore aziendale con formazione e competenze adeguate. In alternativa al comma 5 inapplicato si ricorre a profili formativi concordati da azienda e sindacati, quindi senza soggetti di controllo e verifica esterni.
  • La terza modifica riguarda l'inserimento dei “dottorati di ricerca” nell'ambito dell'apprendistato per l'acquisizione di alta formazione (art. 50 della stessa legge) e le relative modalità. In questo caso non si comprende bene la logica di inserimento di questa specificità universitaria nell'ambito dell'apprendistato, se non quella di utilizzare una ulteriore forma di lavoro precario.
  • Si aboliscono inoltre normative di varie leggi che prevedevano gli obblighi di comunicazione dell'assunzione ai familiari dell'apprendista, al ministero del lavoro (entro 30 gg dall'assunzione), all'ufficio di collocamento (che dava poi comunicazione agli istituti previdenziali ed assistenziali competenti).
  • Si abolisce infine l'obbligo di visita medica precedente all'assunzione, prevista dall'art. 4 della legge 19 gennaio 1955, n.25

In conclusione, è evidente che le modifiche apportate sono funzionali a deregolamentare ulteriormente l'istituto dell'Apprendistato, a slegarlo di fatto dall'effettiva formazione e dai controlli di enti terzi come le regioni.

Riportiamo il testo dell'art. 23 del decreto 112 in vigore dal 25 giugno 2008

ARTICOLO23 Modifiche alla disciplina del contratto di apprendistato

  • 1. All’articolo 49, comma 3, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 le parole da «inferiore a due anni e superiore a sei» sono sostituite con «superiore a sei anni».
  • 2. All’articolo 49 del decreto legislativo 10 settembre2003, n.276è aggiunto il seguente comma: «5-ter. In caso di formazioneesclusivamente aziendale non opera quanto previsto dal comma5. Inquesta ipotesi i profili formativi dell’apprendistato professionalizzante sono rimessi integralmente ai contrattic ollettivi di lavoro di lavoro stipulati a livello nazionale, territoriale o aziendale da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale ovvero agli enti bilaterali. I contratti collettivi e gli enti bilaterali definiscono la nozione di formazione aziendale e determinano, per ciascun profilo formativo, la durata e le modalità di erogazione della formazione, le modalità di riconoscimento della qualifica professionale ai fini contrattuali e la registrazione nel libretto formativo».
  • 3. Al comma 1 dell’articolo 50 del decreto legislativo10settembre2003,n.276dopole parole«alta formazione»aggiungere le parole: «,compresi i dottorati di ricerca».
  • 4.Alcomma3dell’articolo50deldecretolegislativo10settembre2003, n.276dopoleparole «e le altre istituzioni formative» aggiungere le seguenti parole: «In assenza di regolamentazioni regionali l’attivazione dell’apprendistato di alta formazione è rimessa ad apposite convenzioni stipulate dai datori di lavoro con le Università e le altre istituzioni formative. Trovano applicazione,per quanto compatibili, i principi stabiliti all’articolo 49, comma 4, nonché le disposizioni di cui all’articolo 53».
  • 5.Dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono abrogati:

                a)l’articolo1deldecretoministeriale7ottobre 1999;

                b) l’articolo 21 e l’articolo 24, commi 3 e 4, delDpr30 dicembre 1956, n. 1668;

                 c) l’articolo4dellalegge19gennaio1955,n.25.

 

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