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A giugno inflazione al 3,8 PDF Stampa E-mail
marted́ 01 luglio 2008

INFLAZIONE · In giugno il costo della vita al 3,8%, il livello più alto degli ultimi 12 anni Prezzi, nuovo record

da il manifesto del 1 luglio 2008

Roberto Tesi

Ogni mese un nuovo record: ieri l’Istat ha comunicato che, sulla base dei dati provvisori, in giugno l’inflazione è salita al 3,8%. In maggio il tendenziale era al 3,6%. Era dal luglio del 1996 che il dato tendenziale non si collocava così in alto. E sicuramente non è finita: sempre ieri l’Istat ha fatto sapere che il tendenziale dei prezzi alla produzione è salito in maggio al 7,5%, contro un tendenziale del 3% del maggio 2007. Questo significa che nei prossimi mesi - come è già accaduto nel recente passato - gli aumenti dei prezzi alla produzione si scaricheranno sui prezzi al consumo. L’inflazione, tuttavia, non è fenomeno esclusivamente italiano: secondo la stima rapida di Eurostat in giugno il trend dei prezzi in Europa è al 4%. E anche in Italia l’inflazione è al 4%considerando l’indice Ipca, cioè l’indice armonizzato dei prezzi per i paesi Ue. Di più: sui redditi degli italiani (ma anche di tutti gli europei) si sta per abbattere la decisione della Bce che tra due giorni aumenterà i tassi di interesse. Per chi ha un mutuo a tasso variabile saranno dolori: la rata è destinata a crescere anche se l’aumento non sarà registrato dall’indice dei prezzi al consumo, visto che inmutui sono considerati una spesa di investimento. Come conseguenza dei nuovi aumenti, il potere di acquisto dei salari dei lavoratori rischia di perdere circa 1.200 euro nei prossimi due anni. A lanciare l'allarme è stato Agostino Megale, segretario confederale della Cgil. «Se con l'inflazione al 3,6% del mese precedente e l'inflazione programmata fissata dal governo all'1,7% per il 2008, avevamo stimato una perdita del potere di acquisto di circa 1.000 euro per un salario di 25 mila euro nei prossimi due anni, oggi - afferma il dirigente sindacale - l'inflazione al 3,8% rischia di produrre una perdita ancora più alta del potere di acquisto dei salari dei lavoratori che si potrebbe attestare intorno ai 1.200 euro a fine 2009. Ciò conferma - conclude il segretario confederale della Cgil - che le previsioni e i contenuti della manovra finanziaria del governo sono sbagliati e vanno radicalmente cambiati». La crescita dei prezzi al consumo, non accompagnata da un adeguato recupero del potere d’acquisto, sta penalizzando pesantemente i consumi. Nei giorni scorsi l’Istat ci aveva fatto sapere che le vendite al dettaglio in aprile erano scese di oltre il 2,2%, ieri la Confederazione italiana degli agricoltori ha confermato che secondo stime provvisorie basate su dati dell’Ismea, ad essere penalizzati sono soprattutto i consumi alimentari. Le proiezioni per il primo semestre indicano, infatti, una caduta del 5% nei consumi dei derivati dei cereali; un -6,2% per gli ortaggi; -2,2% per la frutta; -3/4% per l’olio di oliva e -3,5% per la carne bovina. In controtendenza, invece, il consumo (+1,5%) di carne avicola, cioè di una carne che proporzionalmente costa meno di quella bovina. Anche in giugno (mese nel quale i prezzi sono cresciuti congiunturalmente dello 0,4%) a tirare la volata all’inflazione sono stati i prezzi dei prodotti alimentari e di quelli energetici: pasta e gasolio in particolare. La pasta rispetto al giugno 2007 ha fatto un balzo del 22,4%; il gasolio è aumentato, su base annua, del 31,2%. Ma è boom anche per pane (13%), latte (+11,1%) e benzina (+12,6%). Complessivamente i prezzi dei prodotti alimentari risultano cresciuti del 6,1% su base annua. Per il Codacons gli aumenti si tradurranno in una stangata da 1.500 euro annui a famiglia, mentre Federconsumatori e Adusbef arrivano a prevedere un aggravio di oltre 1.800 euro. Per la Cgil, come accennato, i salari rischiano una perdita di potere d'acquisto pari a 1.200 euro in media in due anni. EmmaMarcegaglia, presidente di Confindustria, invita però a non «ritornare a una logica di rincorsa tra prezzi e salari che negli anni scorsi ha provocato tanti danni». Come dire: i danni si li debbono sorbire solo i salari. Anche il commissario all'Economia, Joaquin Almunia, invita amantenere gli aumenti salariali «in linea con la produttività» per «evitare scossoni». Per quanto riguarda i prezzi alla produzione, in maggio sono cresciuti dell' 1,5% rispetto ad aprile e, come visto, del 7,5% su base tendenziale: non accadeva dal gennaio 2003. E anche in questo caso il rincaro è trascinato dai costi del petrolio: al netto dell'energia (che in dodici mesi sono aumentati del 21,5%, con un balzo del 28,8% dei prodotti petroliferi raffinati) l'indice risulta infatti in crescita dello 0,2% rispetto ad aprile e del 3,8% sui dodici mesi. Intanto, il petrolio continua a macinare record, sfondando per la prima volta nella storia quota 143 dollari a barile. .

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L'inflazione continua a correre: +3,8% in giugno (nuovo record negativo dall'estate 1996)

di Michele De Gaspari

da IlSole24ore.it

La stima provvisoria dell'Istat: è pari a +0,4% la variazione mensile dei prezzi al consumo e al 3,8% quella tendenziale in giugno (la più alta da luglio 1996), che consolida la forte risalita dai livelli minimi (1,5-1,7%) dei trimestri centrali del 2007. I rincari di carburanti, trasporti, abitazione, alimentari si accompagnano a una relativa stabilità delle rimanenti voci, in un contesto di diffusa debolezza della domanda, mentre l'indice armonizzato (4,0% annuo) dell'Italia si allinea alla media dei quindici paesi di Eurolandia (4,0%). L'effetto di trascinamento trasmesso all'anno in corso è, inoltre, pari al 3,2%, il valore che si otterrebbe a prezzi invariati sul livello di giugno 2008 (si tratta di un dato acquisito storicamente molto elevato). Continua l'effetto petrolio sull'inflazione, legato anche al ritardo (e alla gradualità) con cui le variazioni dei prezzi all'origine si trasferiscono sui beni finali. Le fluttuazioni dei carburanti, i rincari delle tariffe energetiche (elettricità e gas) e di altri significativi capitoli di spesa (alimentari e tabacchi, alberghi e ristoranti, beni e servizi per la casa) hanno condizionato l'evoluzione dei prezzi nel corso della prima parte del 2008, con la conseguente impennata al 3,8% nella dinamica annua dell'inflazione, già ripiegata verso l'1,5% nel corrispondente periodo del 2007. Negli anni precedenti l'evoluzione dei prezzi al consumo non si era presentata granché tranquilla, quando una serie di voci del paniere sono state in tensione, in un periodo per consuetudine caratterizzato dai ritocchi dei prezzi amministrati o regolamentati e di numerosi listini aziendali. Il rafforzamento dell'euro e la conseguente moderazione dei prezzi dei beni importati hanno richiesto, poi, qualche tempo per trasferirsi nelle fasi distributive a valle. La crescita annua, a sua volta, risente dell'effetto statistico del confronto con periodi di altalenanti tensioni per i prezzi, com'è accaduto negli ultimi anni. Diventa probabile pertanto, nell'orizzonte del 2008, il risultato di un temporaneo assestamento dell'inflazione intorno al 4% tendenziale annuo, nonostante la modesta dinamica dei consumi (e del reddito reale) delle famiglie. La marcia di avvicinamento al 2% ha avuto tempi non brevi, ma l'alta volatilità delle quotazioni petrolifere rende probabili nei prossimi mesi ulteriori oscillazioni del dato tendenziale, a seguito dei prevedibili ritocchi per alcuni prezzi e tariffe (elettricità e gas, per esempio, vengono aggiornati a cadenza trimestrale e incorporano solo gradualmente le fluttuazioni del petrolio nei periodi precedenti). L'indice dei prezzi al consumo - secondo la stima provvisoria dell'Istat - ha messo in evidenza a giugno una variazione mensile pari a +0,4% e a +3,8% rispetto a un anno prima, a fronte di una variazione di +0,5% e +3,6% in maggio. Con i risultati del primo semestre 2008 si consolida, dunque, la nuova inversione di rotta nella lenta marcia di rientro della spinta inflattiva, dopo la favorevole evoluzione che aveva caratterizzato la seconda parte del 2006 e l'inizio del 2007. Negli anni precedenti essi avevano, infatti, continuato a risentire negativamente dell'effetto euro, dei rincari tariffari (trasporti e servizi pubblici locali), di una serie di aumenti nel settore terziario (assicurazioni, banche, sanità, alberghi e pubblici esercizi) e di altre componenti regolamentate (canoni, lotterie). Le prospettive dell'inflazione per i prossimi mesi mostrano un quadro sempre incerto e preoccupante, perché occorre fare i conti con l'incognita del petrolio. Nell'immediato futuro essa è prevista assestarsi sugli attuali ritmi intorno al 4%, con un possibile riaccendersi di tensioni sui listini delle imprese. La crescita dei prezzi è stata, in particolare, sotto il 2% nella media del 2007 (pari al l'1,8%), così come nel 2005 (1,9%) e a fronte del 2,1% nel 2006, mentre nel quinquennio 2000-2004 l'inflazione ha sempre superato il 2% medio annuo. I dati definitivi e completi dei prezzi al consumo di giugno (intera collettività, armonizzato, famiglie di operai e impiegati) saranno resi noti dall'Istat il prossimo 15 luglio. .

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Impennata dei prezzi alla produzione cresciuti del 7,5% su base annua Istat: inflazione da record, a giugno +3,8% A maggio era al 3,6%. Mai a livelli così alti dal luglio 1996. Il gasolio è cresciuto del 31,2%, la pasta del 22,4%

da Corriere.it ROMA -

L'inflazione a giugno è salita al 3,8% dal 3,6% di maggio portandosi così ai massimi da luglio 1996. Lo comunica l'Istat nella stima preliminare, aggiungendo che su base mensile i prezzi sono aumentati dello 0,4%.

BOOM DEL COSTO DELL'ENERGIA - Il settore energia a giugno mostra un aumento dei prezzi del 2,8% congiunturale e del 14,8% su base annua. Il prezzo della benzina, in particolare, sale del 4,7% su mese e del 12,6% su anno. Impennata per il gasolio: +5,5% su mese e +31,2% tendenziale. Effetti dei rincari energetici anche su casa (+0,6% e +7,2%) e trasporti (+1,4% e +6,9%).

IN ALTO ANCHE PANE E PASTA - In base ai dati forniti dall'Istat nella stima preliminare, i prodotti alimentari e bevande analcoliche sono invece cresciuti del 6,1%, con un forte incremento soprattutto per la pasta i cui prezzi salgono in un anno del 22,4% (dal 20,7% di maggio). Il pane registra un leggero rallentamento (+13% dal 13,3% di maggio).

IMPENNATA PER STABILIMENTI E CAMPEGGI - Per gli italiani si profila inoltre un’estate salatissima. Secondo i dati Istat a rincarare saranno soprattutto i prezzi degli stabilimenti balneari e quelli dei campeggi. Rispetto ad un anno fa, secondo le stime preliminari dell’Istituto di statistica, il settore stabilimenti balneari in un anno ha fatto registrare un aumento dei prezzi pari al 9,0%. E a pesare sulle tasche dei vacanzieri saranno anche i costi di piazzole e bungalow: i campeggi, rispetto a giugno 2007, fanno registrare un rincaro del 6,2%.

INFLAZIONE NELL'EUROZONA - Anche l'inflazione dell'eurozona a giugno è ulteriormente salita, toccando quota 4%, dopo il 3,7% di maggio. È la prima stima flash diffusa da Eurostat, l'Ufficio statistico dell'Unione Europea.

CODACONS: STANGATA DA 1500 EURO A FAMIGLIA - «Gli aumenti record dei prezzi registrati nel settore alimentare avranno ripercussioni fortissime sui consumi delle famiglie, che rischiano a fine anno di registrare una drastica riduzione fino al 5%». Ad affermarlo in una nota è il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, commentando la stima preliminare dell'inflazione a giugno. «I rincari registrati negli ultimi 6 mesi e che, come anche l'Istat registra, proseguono senza sosta, di questo passo determineranno a fine 2008 una maxi-stangata pari a circa 1.500 euro a famiglia» sottolinea Rienzi.

PREZZI ALLA PRODUZIONE - Intanto anche i prezzi alla produzione dell'industria italiana a maggio sono aumentati del 7,5%, la variazione tendenziale massima da gennaio 2003. Lo comunica l'Istat. Su base mensile, l'aumento è stato dell'1,5%, anche in questo caso il più alto da gennaio 2003, da quando cioè viene adottata l'attuale base di calcolo dell'indice. L'indice calcolato al netto dell'energia ha registrato +0,2% sul mese e +3,8% tendenziale.

ENERGIA - È l'energia che pesa sulla variazione record dei prezzi alla produzione dell'industria italiana a maggio. Il raggruppamento energia su base annua ha registrato un aumento del 21,5%. Lo dimostra il fatto che l'indice calcolato al netto dell'energia mostra un rallentamento dal mese di aprile (+3,8% dal precedente 3,8). Negli ultimi dodici mesi, i prezzi alla produzione dell'industria sono cresciuti del 4,6%, mentre nei primi cinque mesi del 2008 la variazione è stata del +6,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Per i beni di consumo l'aumento è stato del 4% su base annua (+2,7% per quelli durevoli e +4,3% per quelli non durevoli), per i beni strumentali del 2,7% e per i beni intermedi del 4,1%. I prezzi per l'energia sono cresciuti del 5,8%, quelli per i beni intermedi dello 0,5%, per i beni di consumo dello 0,1% mentre stazionari sono rimasti i prezzi per i beni strumentali. L'energia ha messo a segno l'incremento più elevato anche nei primi cinque mesi dell'anno (+16,9% su base annua). L'analisi per settore di attività economica evidenzia, a livello tendenziale gli aumenti più rilevanti nei settori dei prodotti petroliferi raffinati (+32,1%) dell'energia elettrica, gas ed acqua (+12,9%) dei prodotti delle miniere e cave (+11,6%) e dei prodotti alimentari, bevande e tabacco (+10,1%). L'unica variazione tendenziale in diminuzione è nel settore del cuoio e prodotti in cuoio (-1,5%). Anche su base mensile gli aumenti più significativi si registrano per i prodotti petroliferi raffinati (+10,3%), dell'energia elettrica, gas e acqua (+2%) e dei metalli (+1,1%). Variazioni in calo invece per i prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-0,3%) per il legno e prodotti in legno, la carta, stampa ed editoria e le macchine e apparecchi meccanici (tutti -0,2%) e il cuoio (-0,1%). Negli ultimi dodici mesi la variazione media più elevata si rileva nel settore dei prodotti petroliferi raffinati (+17,7% tendenziale), dove si registra l'incremento più elevato anche nei primi cinque mesi del 2008 (+28,8% su base annua).

 
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