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Marcegaglia: "No al conflitto sociale. L'inflazione è un problema di tutti" PDF Stampa E-mail
martedì 24 giugno 2008

Repubblica.it - 24 giugno 2008

Il presidente di Confindustria in un intervento all'Assolombarda si schiera con il governo nella polemica con i sindacati, ma chiede "un accordo tra tutti"

MILANO - Anche il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia prende posizione nella polemica sull'inflazione programmata che vede contrapposti il governo e i sindacati, lanciando un appello per "un accordo fra tutti, governo e sindacati per il bene del paese, non un conflitto ma un confronto". Lo ha detto nel corso dell'assemblea generale di Assolombarda. 

Secondo il presidente degli industriali l'inflazione "è un problema per tutti, non è un fenomeno da affrontare passivamente". Sui contratti il clima è positivo. Proprio per questo bisogna evitare che diventi solo occasione di scontro: "Facciamo appello alle forze politiche perché non ritorni un clima di accuse reciproche che ci farebbe tornare indietro di quindici anni", ha detto ancora Marcegaglia, sottolineando come invece al momento le trattative per la rifoma dei contratti di lavoro stiano andando bene, e sarebbe un peccato avvelenare il clima.

"Noi stiamo portando avanti un discorso con i sindacati, non siamo ancora entrati nel merito dei problemi, ma il clima che registriamo è positivo" e l'auspicio è di "proseguire la trattativa per raggiungere un accordo". No a spirale prezzi-salari. D'altra parte il presidente di Confindustria non intende negare le ragioni che hanno portato il governo a indicare un'inflazione programmata all'1,7 per cento, ben al di sotto di quella attuale, che viaggia abbondamente oltre il 2 per cento: "Dobbiamo ragionare su come agire se gli obiettivi di contenimento dell'inflazione non dovessero essere raggiunti, ma non possiamo innescare una logica di spirale prezzi-salari che ha già fatto danni pesanti al nostro Paese".

Però ha anche ammesso che "la riduzione dell'inflazione non può non essere un obiettivo: è la stessa Banca centrale europea a chiedercelo, ce lo chiedono tutti. E' evidente che poi qualora l'inflazione reale sarà diversa da quella programmata allora faremo delle valutazioni al tavolo". Il conflitto non serve. Parlando degli strumenti per contenere la spinta dei prezzi al consumo, il presidente di Confindustria ha aggiunto che "lo strumento degli assetti contrattuali non è l'unico: sappiamo, ha continuato, che le tariffe alte gravano sul reddito dei lavoratori.

Per questo occorre liberalizzare i servizi pubblici locali. Serve un grande accordo di tutti gli interessi, non serve un conflitto, ma occorre che lavoriamo tutti con grande senso di responsabilità". Ridurre la speculazione. Marcegaglia punta il dito poi anche contro il caropetrolio: contro i continui aumenti dei prezzi del greggio "ci vogliono elementi per ridurre la speculazione che stiamo vivendo e che sta avendo un impatto devastante sulla nostra economia, sulle imprese e sui cittadini". Basta con le accuse reciproche.

Il presidente degli industriali ha ribadito una valutazione estremamente positiva della Finanziaria, pur manifestando una forte preoccupazione per il deterioramento del clima: "A soli cinquanta giorni dall'inizio della nuova legislatura vediamo segnali preoccupanti di un deterioramento del clima politico. Il sistema paese non consente il ritorno alle accuse reciproche, tutto questo rischia di compromettere la stagione delle riforme". Priorità: la bassa crescita e i salari. Altrimenti l'Italia scivolerà sempre di più verso il declino: "Il problema dell'Italia è il problema della crescita - ha ricordato Marcegaglia - I nodi irrisolti negli ultimi anni oggi si fanno sentire in modo più forte: non è più la stagione dell'ordinaria amministrazione, ma dobbiamo intervenire con riforme profonde, impopolari, e coraggiose". In particolare, ha concluso, "dobbiamo fare in modo che si affrontino i nodi infrastrutturali che hanno portato a questi due problemi: la bassa crescita del Paese e i salari bassi".

( 23 giugno 2008)

 
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