Home arrow Redazionali arrow Sanità e affari in Lombardia
Sanità e affari in Lombardia PDF Stampa E-mail
giovedì 19 giugno 2008
ImagePer un breve periodo rimarra’ sotto gli occhi di tutti quali conseguenze porti l’aver deciso che la sanita’ pubblica debba essere gestita dagli interessi privati perche’ l’efficienza collegata con la gestione privata della salute e la concorrenza con le strutture pubbliche favorisce il paziente. Nessuna politica di studio e prevenzione in sanita’; solo prestazioni. 

Gli efficientismi e gli ingenui meccanismi stessi di rimborso agli enti erogatori offrono abbondanti tentazioni di imbroglio e di lievitazione della spesa sia agli enti pubblici strangolati da necessita’ di bilancio e gestioni clientelari e piu’ ancora agli enti privati ingolositi da opportunita’ di profitto.

Controlli sulla gestione, percentualmente ridicoli, sono citati dal potere in Lombardia solo in rapporto alle altre Regioni ancor meno efficienti. “Piu’ brutti loro piu’ bello io” pensera’ qualcuno.

Insomma una vergogna e un vero e proprio disastro economico e sociale che si vuol mascherare col fatto che altrove va peggio. La furbizia e’ al potere non solo a Roma, e raccoglie troppi consensi affascinati.

Tuttavia questo guaio, che verra’ presto dimenticato travolto da altri guai, offre ora l’opportunita’ di considerare come non solo la gestione della prestazione sanitaria generi profitto, ma anche come tutta la sanita’ sia finita nelle mani dei soliti noti. Questi ultimi, trovando difficolta’ a navigare nel mare agitato dell’imprenditoria privata, si rifugiano nell’imprenditoria assistita dallo Stato generando comitati di affari con cooptazioni politiche che ne stabilizzano le sorti, ne occultano le malefatte e ne impediranno il controllo. Nonostante le burrasche i comitati galleggiano.

Insomma, non crederete davvero che si tolga l’accreditamento ai privati. Si dira’ che si sospende per permettere ai magistrati di stanare i pochi criminali colpevoli di queste gravi nefandezze.. ma poi si ripristina, naturalmente. E si dira’ le ragioni ci sono: i lavoratori non devono soffrire della presenza di poche mele marce, anzi di una, forse neanche quella, .. si sa la magistratura esagera …. e poi …a chi si rivolgeranno i malati …. Bisogna ripristinare legalita’ ed efficienza insieme etc..Tutto e’ migliorabile… L’Assesore Cangini ammicca all’Assesore Bresciani. Il comitato di affari trova supporto sia da destra, che dal centro. La sinistra e’ ormai piu’ morta che agonizzante. Il principio citato di efficienza nella erogazione dell’assistenza sanitaria proposto come virtuoso si e’ tramutato in una leva economica senza contrappesi a favore dell’offerta privata di servizi sanitari assistenziali. E i privati si schierano a sua difesa perche’ cio’ li portera’ presto a prevalere senza condizioni e senza garanzie.

Un paradosso del sistema attuale e’ che la prevenzione di malattie ed infortuni e’ una disgrazia per chi offre assistenza sanitaria e prestazioni, guadagnandoci. Un aspetto ancora poco noto di questo emergente strapotere privato e’ rappresentato da cio’ che sta accadendo nella “ristrutturazione” dei servizi sanitari pubblici. La “ristrutturazione” (tra virgolette) riguarda gli aspetti edilizi delle strutture ospedaliere pubbliche da un lato e la riduzione della spesa per il personale dall’altro.

La Regione Lombardia si fa vanto di aver in corso ingenti investimenti per il rinnovamento di strutture ospedaliere pubbliche parzialmente finanziate anche da capitale privato. Se tuttavia fate caso ai particolari delle singole operazioni vi accorgerete che dietro ai finanziamenti pubblici ci sono sempre oltre ai vantaggi diretti dei privati che offrono i lavori (e questo e’ naturale) anche vantaggi indiretti degli stessi e dei parziali finanziatori privati coinvolti. Entrambi sono spesso a loro volta interessati alla gestione della offerta assistenziale della sanita’ privata.

I vantaggi indiretti sono vari. Dalla diminuzione del numero di posti letto pubblici negli ospedali riedificati, al loro spostamento lontano dalle citta’, all’ accreditamento di strutture private locali, alla gestione dell’opera pubblica assicurata ai costruttori, agli appalti di servizi ventennali per i finanziatori ecc.. L’operazione e’ orchestrata da una Spa della Regione Lombardia, Infrastrutture Lombarde, che mette al riparo dagli occhi indiscreti dei Consiglieri Regionali le attivita’ infrastrutturali della Giunta.

Allo stesso tempo si assiste all’incremento di posti letto privati, ad ingenti investimenti degli stessi fornitori privati di edilizia pubblica nella sanita’ privata da essi congiuntamente gestita (vedi Pirelli Re, Techint, Telecom ) e in generale alla crescita di enti assistenziali privati : Humanitas (proprieta’ Techint), Cerba (partecipata Pirelli Re ) e San Raffaele.

Questi enti sono connessi tra loro da evidenti sinergie e collaborazioni: ( U.Veronesi ex presidente San Raffaele di Cefalu’) , U.Veronesi, M.Mauri, Puri Negri (consiglio amministrazione CERBA), M.Mauri, Gianfelice Rocca (fondazione Humanitas), e supportati da benevolenti autorizzazioni politiche ( Formigoni, Penati) all’impiego di beni pubblici per gli insediamenti.

Il caso dell’Istituto Tumori di Milano e’ particolarmente illustrativo delle tendenze politiche attuali e del destino della sanita’ pubblica, messa all’angolo dal potere economico che guida la politica trasversalmente sia da centro-destra (Formigoni), che dal centro-sinistra (Veronesi), ora presentati come rivali ora come amici. L’Istituto, ente di ricerca di importanza nazionale, e’ stato strappato dalle mani del Ministero della Salute dal Governatore Formigoni e trasformato in Fondazione di capitale Regionale.

Le determinazioni sono proseguite con la promozione di un accordo di programma che vuole trasferire, nella periferia disagiata dell’ospedale per infettivi Sacco, sia l’istituto Besta che l’Istituto Tumori. Per i lavori si parla di Pirelli Re, ma per poter interpretare bene i benefici accessori che Pirelli Re potrebbe trarre dalla operazione si deve tener conto che il CERBA (in forte espansione e partecipato da Pirelli Re) ha la dichiarata intenzione di occuparsi di malattie neurologiche oltre che quelle tumorali e prevede di assumere qualche migliaio di addetti. L’affare immobiliare supera il mezzo miliardo di euro e dovrebbe essere finanziato in gran parte dall’INAIL che grazie alla sua politica, avara di rimborsi assicurativi, ha accumulato piu’ di 12 miliardi di euro di utili (una finanziaria).

Tutti i privati sono in piena espansione e prevedono l’assunzione di personale specialistico nell’ordine di molte centinaia. Mentre la Regione non e’ interessata a rinnovare gli organici sia clinici che della ricerca assumendo i precari e neppure a sviluppare un programma per il futuro degli enti di cui e’ responsabile, i privati al contrario pensano di assumere, si consolidano e lo annunciano pubblicamente.

La restrizione degli organici pubblici da parte dello Stato, si dice, e’ funzionale al contenimento della spesa e prevede una ricostituzione al 50% del personale dimesso. Si assiste quindi ad un graduale blocco delle attivita’ pubbliche e a una crescita delle attivita’ private. Tuttavia e’ bene che si sappia che la malattia rende economicamente solo in alcuni settori ed particolarmente per alcune prestazioni e solo queste interessano ai privati. Per altre prestazioni meno remunerative i privati scaricano i pazienti sugli enti pubblici.

I privati non sono economicamente interessati ed adatti a trattare le malattie croniche, che richiedono assiduita’ e continuita’ di trattamento poco remunerate, perche’ solo le prestazioni “mordi e fuggi” generano rilevanti ritorni economici. Ai privati non interessano i pazienti ma solo i rimborsi per i loro trattamenti. Per convincersi di cio’ basta visitare i loro siti internet grondanti altruismo e volontariato a copertura dei loro reali interessi.

L’immagine di buonismo risultante e’ repellente. Se non cio’ non basta si possono seguire in diretta gli scandali e gli abusi che questi enti privati accumulano con periodicita’ e sempre maggior gravita’ .

E’ indispensabile mantenere una ricerca clinica ed epidemiologica indipendente che si occupi dei pazienti e non dei rimborsi delle loro malattie e di tutto cio’ che non interessa ai privati poiche’ non sfruttabile economicamente. Per questo dobbiamo batterci per la difesa dell’Istituto dei Tumori di Milano il suo reintegro a livello nazionale come ente di ricerca e il suo mantenimento indipendente nella attuale sede storica per la valorizzazione degli ingenti investimenti gia’ fatti in questa sede.

Queste decisioni politiche cosi’ sbandierate dalla giunta Formigoni hanno portato alle loro ultime conseguenze: pazienti trattati nel modo piu’ cinico come mezzi per far quattrini e non nell’interesse della loro salute di cittadini e contribuenti. Il blocco del ricambio degli organici con le inevitabili dimissioni produce un impoverimento di risorse e di esperienza che non hanno ricambio. Il trasferimento dell’Istituto quindi, comportando un ulteriore perdita di organico il quale si rivolgera’ alle strutture private,sia perche’ logisticamente piu’ comode, sia perche’ esse li assumeranno volentieri, equivale pertanto alla sua chiusura.

A completamento dei commenti riguardanti le prospettive della sanita’ privata vale la pena di citare uno studio gia’ pubblicato da qualche anno da autori canadesi che ha esaminato l’ assistenza sanitaria negli Stati Uniti non dal punto di vista degli aspetti assicurativi, gia’ ben tragicamente noti e che (per ora) non ci riguardano ma dal punto di vista dell’efficacia.

Lo studio ha riguardato l’esame scientificamente svolto di pubblicazioni di altri autori sui costi dell’assistenza e sulla mortalita’ rilevata in enti statunitensi dividendoli in due categorie. Gli enti che agiscono per generare profitto ( enti profit) e quelli no-profit. Per sua stessa natura lo studio ha riguardato quindi indirettamente centinaia di migliaia di casi nel sistema sanitario americano molto strettamente controllato dagli enti pagatori.

I risultati dello studio sono molto indicativi : negli enti profit l’assistenza costa il 19% in piu’ che negli enti no-profit e ci si muore di piu’. Se si crede alle indagini epidemiologiche che indicano che il fumo e l’alcool fanno male forse sarebbe bene riconsiderare i dati scientifici precedentemente citati e ripensare anche il modello di riferimento della sanita’ anche sotto il profilo dell’assistenza privata.

Esso non raggiunge nemmeno lo scopo di essere piu’ economico.

Coordinamento Sanita’ SdL intercategoriale - Istituto Nazionale Tumori Milano

Milano, 19 Giugno 2008

 
< Prec.   Pros. >

page counter