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Omicidi realisticamente prevedibili, altro che incidenti PDF Stampa E-mail
mercoledì 18 giugno 2008
ImageLa strage sul lavoro accaduta a Mineo, costata la vita a 6 operai, riporta alla mente il rogo della Thyssen Krupp di pochi mesi fa e le parole di circostanza che ne sono seguite. Solo quando a morire insieme sono più lavoratori si usa la parola strage ma se si sommano i morti sul lavoro che quotidianamente si verificano nel Paese, di strage continua occorre parlare. BASTA IPOCRISIA! 

Tornano, ora come allora, le parole di cordoglio di sindacalisti indignati, di politici affranti, perfino di imprenditori “addolorati”, di intellettuali sgomenti. Torna il consueto richiamo all’emergenza, alla necessità di intervenire “rapidamente” per fermare le stragi ma la sensazione è che si voglia semplicemente prendere tempo in attesa che la notizia dalla prima pagina riprenda la sua ordinaria collocazione tra le brevi.

La verità è che non si vuole andare davvero a fondo della questione perché farlo davvero significherebbe mettere in discussione il sistema, la legislazione, i contratti di lavoro, il valore prioritario che nelle aziende hanno la produttività e la competitività a scapito della vita stessa di chi ci lavora.

Il cordoglio non basta, così come non basta dire “mai più!” se una volta esaurite le frasi di circostanza ognuno di questi soggetti continuerà a sostenere un mercato del lavoro basato esclusivamente sulla competitività, fondato sulla precarietà diffusa. Una precarietà che facendo leva sulla minaccia costante di non vedersi prorogato il contratto in essere induce ad accettare qualunque condizione di lavoro, anche la più estrema, pur di non rischiare di ritrovarsi disoccupati.

E sono proprio queste condizioni a determinare gran parte degli incidenti.

E’ noto inoltre che la presenza di personale precario, scarsamente formato e privo di esperienza specifica soprattutto nei mestieri più pericolosi – dall’edilizia al lavoro in fonderia - determina un incremento esponenziale del rischio d’incidenti. A poco servono le richieste di maggiori controlli se poi il personale che dovrebbe farli è pochissimo, magari precario.

Accordi sindacali, contratti e legislazione del lavoro stanno cancellando diritti acquisiti in decenni di lotte. Sotto quegli accordi e alla base di quelle normative c’è il via libera di CGIL-CISL e UIL!

Stridono le parole di cordoglio in bocca a dirigenti sindacali che continuano a firmare contratti di lavoro che prevedono l’aumento degli orari, dei ritmi di lavoro, degli straordinari giornalieri, al sabato e perfino alla domenica, ben sapendo che l’eccessiva stanchezza e il conseguente rallentamento dei riflessi sono all’origine di molte fra le morti sul lavoro. Un mondo del lavoro sempre più simile ad una giungla, una giungla dove si muore ad ogni età e magari, guarda caso, al primo giorno di lavoro!

E’ anche contro l’ipocrisia di chi ha aperto la strada allo strapotere delle aziende che occorre RIBELLARSI!

Le lavoratrici e i lavoratori possono cambiare questa situazione: decidendo di non delegare più ad altri scelte fondamentali che riguardano le condizioni a cui “vendere la propria forza lavoro”!

Scarica il volantino in pdf 

SdL Intercategoriale

Giugno 2008

 
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