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PREZZI · Record europeo: +3,7%.Pesano alimentari e carburanti. PDF Stampa E-mail
marted́ 17 giugno 2008

Da “Il manifesto” del 17 Giugno 2008

PREZZI · Record europeo: +3,7%. Pesano alimentari e carburanti. Scajola: interverremo Inflazione senza freni

Mauro Ravarino

I prezzi di pasta, uova e latte sono alle stelle, le bollette di luce e gas lievitano e l’inflazione nell’eurozona raggiunge un record storico. Sale al 3,7%, rispetto al 3,3% di aprile, secondo i dati comunicati dall’istituto Eurostat. È il tasso più alto dal 1999, l’anno stesso in cui fu creata l’eurozona. Dodici mesi fa era all’1,9%. Il principale imputato dell’aumento dei prezzi è ovviamente il vistoso rincaro del greggio. Bruxelles, attraverso il commissario agli Affari economici Joaquim Almunia, esprime forte preoccupazione e auspica che «non si inneschi una spirale prezzi-salari». Intanto, il governo italiano si prepara a varare mercoledì un provvedimento per contrastare l’aumento del costo dei carburanti. Dopo aver sfiorato il 3% a fine 2007, l’indice dei prezzi al consumo è sempre rimasto al di sopra di questo tetto. A pesare maggiormanete sull’inflazione di Eurolandia sono i paesi con un tasso superiore alla media: Slovenia, Belgio, Grecia, Spagna, Lussemburgo, Cipro, Finlandia, Malta e Austria. L’inflazione più bassa riguarda, invece, Olanda, Portogallo e Germania. L’Italia è in perfetta media con il valore europeo (3,7%); il tasso è aumentato dello 0,6% rispetto ad aprile. È negativo anche il dato dell’intera Unione europea, con un’inflazione che sfiora ormai il 4%: in maggio è salita al 3,9%, rispetto al 3,6% del mese precedente e al 2,1% di un anno fa. I picchi, al di sopra del 10%, si registrano in Lettonia, Bulgaria e Lituania, tutti paesi di recente adesione. Il portafoglio degli europei è sempre più leggero. A influenzare i tassi inflattivi sono soprattutto i generi alimentari (+6,4% annuale), con latte, uova e formaggio al +13,6%, i trasporti (+5,9%) e il mercato immobiliare (+5,7%). Complessivamente, secondo Eurostat, all’interno di questi indici il costo di benzina e carburanti è quello che ha avuto l’aumento più vistoso (+0,55% a maggio su aprile); dato che si ripercuote sull’indice delle voci energetiche, cresciuto del 13,7% nell’ultimo anno. A Bruxelles l’inflazione resta la principale preoccupazione. La portavoce del commissario Almunia, Amelia Torres, ha sostenuto che «governi e parti sociali devono essere estremamente attenti per evitare una spirale prezzi-salari che non sarebbe nell’interesse di nessuno, specialmente dei lavoratori europei». Le persistenti pressioni da parte dei prezzi del petrolio e delle materie prime, come si è visto, hanno aumentato i rischi di inflazione nell’area dell’euro. «Il nostro scenario - ha spiegato Almunia nel corso di un meeting dei ministri finanziari europei e asiatici nella Corea del Sud - prevede rischi al rialzo». Anche se è ancora presto per dire se le stime dell’Ue, che quest’anno ha previsto quota 3,2%, saranno riviste ulteriormente. Il caro-greggio (ieri un nuovo record a New York con il petrolio a 139,89 dollari al barile) spinge le bollette di gas e luce: dal primo luglio in Italia le tariffe rischiano una nuova impennata, con aumenti del 4,6% per il gas e del 2,2% per la luce. La spesa complessiva degli italiani, secondo Nomisma, per le bollette della luce e del gas potrebbe lievitare così di quasi 56 euro su base annua rispetto ai livelli attuali. Nel frattempo, il governo Berlusconi promette interventi per contrastare i rincari. Il ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola ha annunciato, riferendosi al pacchetto energia all'esame del consiglio dei ministri mercoledì, che inserirà « qualcosa per aiutare la riduzione del costo del carburante». Per il ministro Scajola il caro petrolio, fonte principale dell'aumento dei prezzi, è dovuto a diversi fattori come la richiesta crescente dei paesi emergenti e aspetti di carattere speculativo. «Metteremo - ha concluso il ministro - anche un rafforzamento dei poteri del garante sui prezzi, proprio perché nessuno pensi di fare il furbo e aumenti i prezzi più del dovuto».

 
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