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Ascoli: gli operai della Manuli non mollano e domani scioperano PDF Stampa E-mail
lunedì 16 giugno 2008
IL CORRIERE ADRIATICO – 15 giugno
P.L.
I 700 dipendenti incroceranno le braccia per il taglio dell’azienda di 150 euro al premio di produttività
ASCOLI – Altre otto ore di sciopero per provare a riaprire una trattativa tutta in salita. Incroceranno le braccia per l’intera giornata, domani, gli oltre settecento lavoratori della Manuli Rubber Industries, per quella che è diventata una vertenza che esula dalla mera rivendicazione salariale – che pure c’è e sulla quale i dipendenti non intendono recedere di un millimetro - per abbracciare il futuro stesso della multinazionale in terra ascolana.

Un’assemblea sindacale molto partecipata ed unita, quella tenutasi ieri mattina nell’ azienda, dove nonostante il momento assai delicato attraversato dalla trattativa, non si è avuta alcuna intemperanza.

Tutte convinte ed unite le sigle sindacali (Cgil, Cisl Uil, Ugl e Sdl), così come unita è la Rsu di stabilimento, nel portare avanti la lotta senza arretramenti di sorta, soprattutto riguardo alla unilaterale forzatura della proprietà della Manuli sulla decurtazione del premio di produttività semestrale, passato dai 390 a 240 euro.

“Abbiamo preso atto delle distanze che persistono tra le richieste dei lavoratori e la volontà dell’azienda (disponibile a continuare il confronto, secondo un comunicato fatto girare in fabbrica ma che non è arrivato nelle sedi sindacali, ndr) – la dichiarazione del segretario della Filcem/Cgil, Ubaldo Falciani – che unilateralmente ha deciso di inasprire il confronto sindacale in atto sul rinnovo contrattuale, togliendo dalla busta paga dei lavoratori una somma salariale cospicua. Su questo punto i lavoratori hanno detto a chiare lettere che non si arretra, non si fanno sconti su quanto dovuto. Vogliamo inoltre conoscere il piano industriale della Manuli per il prossimo futuro – ha detto chiaramente Falciani - così come vogliamo sapere se ci sono o non ci sono investimenti in programma per lo stabilimento di Ascoli. Perché senza investimenti lo stabilimento rischia. Oltre a ciò c’è tutta la partita dei centodieci lavoratori precari, di cui molti con diversi anni alle spalle di esperienza alla Manuli , per i quali rivendichiamo l’assunzione”.

Assunzione che rischia di diventare però una chimera, se l’azienda porterà avanti, come già preannunciato, una riorganizzazione del lavoro dove si passerà dal consolidato regime turnista del sei per sei (sei ore al giorno per sei giorni), al più pesante otto per cinque a scorrimento (vale a dire otto ore al giorno per cinque giorni settimanali, con un giorno di riposo infrasettimanale a scorrimento).

Temi delicati quanto indigesti ai lavoratori, che sono intenzionati a portare avanti la lotta. Lo sciopero sarà sospeso martedì, in attesa di conoscere gli esiti dell’incontro previsto nel pomeriggio in Assindustria tra sindacati ed azienda. Incontro già calendarizzato in precedenza, per discutere sulla cessione di ramo d’azienda riguardo al reparto caldaie.
Molta dunque la carne al fuoco, in una trattativa dove però i lavoratori sentono da tempo puzza di bruciato.
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IL QUOTIDIANO.it della Provincia di ascoli - 13 giugno
Lavoratori Manuli, convocata dai sindacati l'assemblea generale
Ascoli Piceno - Secondo quanto affermato dai Sindacato dei Lavoratori l'azienda non pagherebbe il premio intero.

Convocata per domani, sabato 14 giugno alle 13, dalle organizzazioni sindacali un assemblea generale di tutti i lavoratori della Manuli.

"Lo scopo - spiega Andrea Quaglietti, RSU del Sindacato dei Lavoratori - è quello di ascoltare i dipendenti della fabbrica e aver da loro l'orientamento da seguire nei prossimi giorni, dopo che l'incontro svoltosi in Confindustria non ha portato a risultati concreti. L'azienda - continua Quaglietti - ha dato solo una limitatissima dispobinilità a trattare, concendendo appena la metà di quanto deve versare, secondo il precente accordo, del premio di produttività. Naturalmente noi non siamo d'accordo, e non andremo avanti nella discussione se prima non verrà risolto questo problema."

Da qui l'idea di tornare a chiedere ai lavoratori come proseguire nella vertenza, ed eventualmente decidere altre iniziative di dissenso. "L'azienda ci ha detto di voler ristabilire un clima di serenità e di dialogo - ricorda il rappresentante SDL - ma come si fa a ristabirlo se non viene incontro alle nostre richieste legittime, a diritti e compensi già previste da vecchie intese. Come si fa ad aprire un confronto serio se l'erogazione del premio di produttività viene dimezzata o forse eliminata, e si da anche la responsabilità della flessione della stessa produttività ai lavoratori ?" Il Sindacato dei lavoratori, il più rappresentativo alla Manuli di Campolungo - 700 dipendenti - attende l'esito dell'assemblea con tutti i lavoratori per decidere le prossime azioni da svolgere, per tutelare i diritti di tutti gli operai dello stabilimento.
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IL RESTO DEL CARLINO -12 giugno
PROTESTA ALLA 'MANULI'
I dipendenti della Manuli bloccano la strada per contestare la politica di tagli dell’azienda. Un operaio viene travolto da un’auto: l’investitore fugge, ma la polizia lo scova. Il coro era unanime: "Ridateci i nostri soldi"
Nicoletta Tempera
Ascoli - Il coro, ieri mattina, era uno solo: ''Ridateci i nostri soldi''. Un’estate calda, anzi caldissima, si prospetta per i dipendenti della Manuli Rubber Industries. Che ieri, dopo aver indetto un’assemblea per discutere della piattaforma da presentare ai vertici aziendali, sono scesi in strada per manifestare il proprio dissenso verso ''una politica aziendale unilaterale — come spiega Andrea Quaglietti della Sdl —. Dopo dieci giorni di sciopero, ancora la questione del premio di produzione non si è risolta. Per questo, con l’appoggio di tutti i sindacati, abbiamo deciso di continuare, ad oltranza la nostra protesta''.

I dipendenti lamentano, in sostanza, la presa di posizione dell’azienda che, dopo la scadenza del contratto, ha ridotto di 150 euro i 400 euro trimestrali del premio di produzione. ''Un atto del tutto ingiustificato — continua Quaglietti — che non è stato discusso, assolutamente, con dipendenti e sindacati. E che, tra l’altro, non è neanche motivato da una riduzione della produttività, come invece l’azienda sostiene''.

Due i turni sospesi ieri mattina, con i manifestanti a formare una cordata che bloccava il traffico in quel tratto di zona industriale. Dietro, polizia e digos a monitorare la situazione ed evitare disordini. ''Ma noi non siamo dei delinquenti — hanno detto alcuni dei manifestanti —. Vogliamo solo ciò che ci spetta di diritto e che invece ci è stato tolto''. Questione che sarà discussa questo pomeriggio alle 14.30 alla sede di Assindustria: i vertici dell’azienda hanno infatti chiesto un confronto con dipendenti e sindacati per venire a capo della situazione e trovare un accordo.

Ma i lavoratori non sono pronti a concedere sconti: promettono la linea dura finché l’azienda non sarà pronta a restituire ciò che, con un accordo sindacale del 2003, era stato pattuito. ''Per i vertici Manuli 50 euro al mese non sono niente — hanno detto ancora i dipendenti — ma per noi sono una boccata d’ossigeno. In un momento in cui tutti parlano di dare sostegno ai lavoratori noi veniamo privati di un’entrata fondamentale''. A chiedere certezze anche i lavoratori interinali che lamentano la mancata assunzione a tempo indeterminato di ben ottantotto unità. ''Un altro obiettivo che dovrà essere raggiunto nell’accordo per il rinnovo del contratto di lavoro. Qui c’è gente che va avanti con i contratti a termine da cinque anni'' ha concluso Quaglietti.
 
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