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Ipercoop Livorno: cronistoria di due indimenticabili giornate di lotta PDF Stampa E-mail
domenica 15 giugno 2008

Image Mercoledì 11 giugno

Ore 15 - I delegati RSU Ipercoop vengono a conoscenza (per vie traverse) della convocazione, per le ore 16, da parte della Direzione di una decina di dipendenti stagionali, “per comunicazioni”. Quattro delegati SdL si precipitano all’Iper, sulla base delle voci ormai quasi ufficiali che davano Unicoop Tirreno in procinto di intraprendere la svolta degli interinali.



Ore 16 - I delegati RSU fanno richiesta al Direttore di presenziare all’incontro. La risposta è negativa.

Ore 17 - I dipendenti escono con la tanto temuta nuova realtà: se vogliono continuare a lavorare in Coop, devono iscriversi all’agenzia interinale Adecco.

Si tratta di lavoratrici e lavoratori che da quattro-cinque anni lavorano all’Iper, e che stavano accumulando i mesi necessari per l’assunzione obbligatoria.

Con questa mossa l’azienda vuole dribblare in sostanza i propri doveri di stabilizzazione dei precari.

Ore 19 – L’incontro tra la Direzione e le RSU sull’argomento, previsto per la mattina dopo alle ore 10:30, viene rinviato dall’azienda.

Ore 20 - Il coordinamento SdL indice una riunione d’urgenza per la sera stessa, al fine di affrontare l’emergenza.

Ore 22 – Viene ravvisata tutta l’arroganza di un’azienda che oltrepassa le rappresentanze senza consultarle su un argomento così fondamentale e che decide di fare della creazione di ulteriore precarietà il proprio cavallo di battaglia.

Ore 23:30 – Il coordinamento all’unanimità decide per lo sciopero immediato con picchetti agli ingressi e manifestazione/assemblea permanente a partire dal primo turno della mattina.

Nella notte partono i preparativi (comunicati, striscioni, volantini, comunicazioni all’azienda…).

Giovedì 12 giugno

Ore 4:30 – Inizia lo sciopero con presidio. La richiesta è quella di una “immediata interruzione delle procedure avviate con le agenzie interinali ed una corretta applicazione delle norme contrattuali relative al diritto di informazione e di confronto esistente in capo alle RSU.”

Ore 9 – I primi turni mattutini registrano un’adesione pressoché totale. L’Ipercoop rimane chiusa. Circa centocinquanta dipendenti affollano il piazzale. La Direzione risulta completamente spiazzata dalla mossa del sindacato di base.

Ore 10 – Arrivano i delegati RSA Filcams-Cgil, i quali prendono posizioni diverse tra loro riguardo allo sciopero, aderendo comunque tutti. Arriva anche Franceschini, segretario provinciale Filcams, che avrebbe dovuto tenere durante la giornata, insieme a Nocchi, le assemblee sulla riforma della contrattazione (ovviamente saltate).

Il segretario Filcams spiega la sua chiara contrarietà allo sciopero, ricevendo per risposta una sonora contestazione da parte dei lavoratori.

La mattinata prosegue con presidi di volantinaggio anche ai clienti.

La RSU fissa per le 19 le assemblee dei lavoratori per decidere il da farsi.

Ore 14 – Viene consegnato dalla RSU direttamente nelle mani del Direttore un sollecito, nel quale si richiede una risposta entro le ore 17.

Per tutto il giorno si susseguiranno tra l’altro colloqui della Direzione con futuri neo (interinali) assunti.

Ore 14:30 – La Filcams si reca nella sede centrale di Unicoop Tirreno a Vignale Riotorto.

Ore 15 – Arriva la solidarietà ufficiale dei soci Coop di Livorno, i quali comunicano ai ragazzi che in serata il Comitato avrà un incontro, da loro esplicitamente sollecitato dopo la lettera aperta che avevano ricevuto, con i vertici di Unicoop Tirreno.

Nel proseguio arriveranno anche le presenze dirette del Comitato No offshore, della Rete 28 aprile nella Cgil, di Rifondazione Comunista con Alessandro Trotta, e il comunicato di solidarietà di Sinistra Critica Livorno. Oltre ovviamente alle presenze di esponenti territoriali di SdL intercategoriale.

Ore 17:30 – Il Direttore comunica alla RSU che la risposta dell’azienda è solamente nei termini di una proposta di incontro per lunedì mattina alle ore 11, senza poter garantire un blocco delle procedure interinali.

Ore 19 – Comincia l’assemblea. L’inizio sembra andare verso la direzione di una prosecuzione dello sciopero, risultando insoddisfacente la risposta aziendale.

Ore 20 – Franceschini, di ritorno da Vignale, chiede di parlare. Afferma che hanno ottenuto un incontro per il giorno successivo nel primo pomeriggio, dove ci sarebbero spiragli per un impegno aziendale di assunzione a tempo indeterminato degli stagionali che avrebbero già superato i limiti per l’assunzione obbligatoria, entro fine anno. Gli animi si surriscaldano di nuovo, anche a causa della definizione di “esagerato” nei confronti dello sciopero da parte del segretario (normale che una cosa del genere, detta a persone che erano lì dalle quattro del mattino, crei tensioni).

Ore 21 – Comincia a farsi strada l’idea che l’azienda non accetti aperture nei confronti della RSU SdL Iper, mentre sia più propensa al dialogo con le sigle firmatarie del contratto nazionale. La via del punto d’incontro e dell’ ”ottenere almeno qualcosa” acquista consensi. Il dibattito si frammenta.

Ore 22 – Si arriva alla votazione. Inizialmente ci sono quattro “mozioni”.

La prima prevede la prosecuzione dello sciopero, sulla base del fatto che comunque la svolta interinale va fermata a prescindere, per ragioni “etiche” e in quanto pericolosissima per la futura vita lavorativa di tutti i dipendenti, non solo gli stagionali.

La seconda prefigura la sospensione dello sciopero in attesa del risultato della Filcams, con immediata ed eventuale reindizione per sabato in caso di esito negativo.

La terza prevede uno sciopero mattutino, con eventuale revoca in caso di accordo soddisfacente.

La quarta un’apertura invece mattutina con eventuale sciopero nel pomeriggio.

Queste ultime due escono subito di scena dopo la prima votazione, nella quale risulta maggioritaria la prima linea (prosecuzione dell’agitazione).

La seconda alzata di mano vede confluire verso la “mozione” sospensiva i voti delle altre due, tanto che l’esito finale emerge in un solo voto di scarto (!) tra il proseguimento e l’interruzione.

In altre parole, il fronte si spacca in due.

Si sparge l’idea che il rischio di flop in queste condizioni è altissimo, visto che alcuni iniziavano a dire che sarebbero entrati, e che gli assenti dall’assemblea non davano garanzie sulle loro intenzioni.

In più, l’azienda sembrava aver assorbito l’effetto sorpresa e, attutito il colpo, appariva fiduciosa di poter fronteggiare un secondo giorno di sciopero proveniente da un fronte sicuramente indebolito e fiaccato dalla visibilissima stanchezza dei soggetti propulsori.

Ore 23 – Lo sciopero viene sospeso. Si vedono parecchie lacrime.

Lo stato di agitazione permane, così come quello di allerta.

I presenti potranno raccontare un’esperienza che lascerà il segno.
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Giovedì 12 giugno
IPERCOOP LIVORNO: 12/06/2008, SCIOPERO IMMEDIATO!
....e adeCCo BASTA!
Di seguito il testo del volantino
12.06.2008 CI FERMIAMO
Contro l’arroganza di un’azienda che:
- Viola un contratto integrativo in maniera unilaterale.
- Intraprende la svolta del ricorso alle agenzie di lavoro interinale senza informare la RSU nelle tempistiche che il nostro contratto nazionale prevede per un necessario confronto.
- Impone da un giorno all’altro ai lavoratori stagionali, che da anni attendono una stabilizzazione, un’alternativa inconcepibile: “o interinali o fuori dalla Coop”.
- Non fornisce elementi di chiarezza a questi dipendenti che si ritrovano senza certezze e con una prospettiva insostenibile di ulteriore precarietà. - Decide di percorrere una strada che inevitabilmente renderà più difficile per tutti i dipendenti (anche dunque per quelli a tempo indeterminato) ottenere un miglioramento delle condizioni di lavoro.

RICHIEDIAMO:

- L’IMMEDIATA INTERRUZIONE DELLE PROCEDURE AVVIATE CON LE AGENZIE INTERINALI ED UNA CORRETTA APPLICAZIONE DELLE NORME CONTRATTUALI RELATIVE AL DIRITTO DI INFORMAZIONE E DI CONFRONTO ESISTENTE IN CAPO ALLE RSU.

Per la ricostruzione dell'intera vicenda e aggiornamenti vedi il blog

RSU Ipercoop Fonti del Corallo

 
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