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UE, trattato di Lisbona: in Irlanda vince il no PDF Stampa E-mail
sabato 14 giugno 2008
ImageSuccesso dei NO nel referendum svoltosi ieri in Irlanda per la ratifica del Trattato di Lisbona sulla riforma dell'Unione Europea. Il Governo italiano ha presentato un disegno di legge il 30 maggio scorso per la ratifica da parte del Parlamento del Trattato firmato da Prodi nel 2007 a Lisbona.
Salutiamo il fatto che l'unico paese dove è stato consentito il voto popolare abbia bocciato il Trattato (il trattato costituzionale nel 2005 era saltato grazie al NO di Francia e Olanda e stavolta dove si è potuto si è cercato di impedire il ricorso al voto, sia pure con qualche forzatura costituzionale, vedi Francia e Austria).

Siamo sempre stati per un'Europa sociale e dei popoli e contro l'Europa dei banchieri e delle multinazionali. Le istituzioni europee sono distanti e perseguono politiche antipopolari (non semplicemente impopolari), come ci dice sia il caso del documento della Commissione Europea "Europa Globale in competizione nel mondo" in cui esplicitamente ci si propone di offrire un supporto alla competitività delle "nostre" multinazionali alleggerendole del fardello del "modello sociale europeo", sia il caso della Corte Europea di Giustizia che ha condannato già 3 volte nell'ultimo anno organizzazioni sindacali (di Svezia, Norvegia e Germania) per aver violato - scioperando - il "diritto al profitto" di aziende che avevano delocalizzato gli impianti in paesi membri dell'Est e che pretendevano di applicare la contrattazione dei paesi di origine.
Per sindacati e movimenti si impone sempre più urgentemente una radicale rimessa in discussione del modello dell'Unione Europea a partire dal prossimo Forum Sociale Europeo di Malmo. Ufficio Internazionale SdL Intercategoriale
 
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