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Dipendenti Pubblici: CGIL in ritirata PDF Stampa E-mail
domenica 01 giugno 2008
ImageEpifani, Bonanni e Angeletti hanno inviato una lettera a Brunetta con cui chiedono di avviare rapidamente il confronto “ per realizzare gli obiettivi contenuti nel piano'' per la riforma della pubblica amministrazione.
Dopo aver abbandonato il tavolo della “trattativa” la CGIL sembra essere stata ricondotta da CISL e UIL a più “miti consigli”.



Le linee programmatiche del piano industriale sono per Cgil, Cisl e Uil "oggetto di interesse" . "Riteniamo che gli elementi portanti di una riforma delle Pubbliche Amministrazioni – è scritto nella lettera - debbano essere l'efficienza dei servizi pubblici, l'efficacia delle risposte alle esigenze dei cittadini e delle imprese, il ruolo insostituibile dei lavoratori pubblici, le modalità con cui valutare e valorizzare il lavoro, e siano alcuni aspetti fondamentali per ridisegnare una funzione dei servizi pubblici orientata ad accompagnare un processo di crescita competitiva del nostro sistema produttivo".

Il gioco di ruolo della CGIL è stato messo in atto ed ora si “ricuce” dando la disponibilità ad un nuovo incontro. Restano invece intatte le proposte contenute nel piano di Brunetta che utilizzando un argomento inattaccabile, l’efficienza della pubblica amministrazione (chi potrebbe sostenere di volere il contrario?) propone le solite ricette autoritarie e punitive nei confronti dei dipendenti pubblici, dipinti come “fannulloni” e “scansafatiche”, quando è noto che le responsabilità delle inefficienze, laddove ci sono, sono da addebitare alle complicità tra dirigenti e politici che hanno ben altri interessi e obiettivi che garantire la qualità dei servizi pubblici e dare risposte reali alle esigenze dei cittadini. Il solito fumo negli occhi!
Il piano proposto da Brunetta infatti, al di là delle parole chiave che servono come gli specchietti per le allodole (trasparenza, responsabilizzazione, efficienza ecc.) è il solito mix di autoritarismo, falsa meritocrazia e contenimento delle risorse per la contrattazione che caratterizza da anni l’approccio dei vari Ministri che si sono succeduti alla guida della P.A. Viene riproposta la consueta commissione di “esperti” da retribuire come sempre lautamente “con il compito di
validare i sistemi di valutazione adottati dalle singole amministrazioni nonché
indirizzare, coordinare e sovrintendere all'esercizio delle funzioni di valutazione
svolte”.
Immancabile il capitolo delle sanzioni disciplinari nei confronti dei dipendenti con l’abituale logica punitiva nei confronti dell’ultimo anello della catena.
Su una cosa non lascia margini di dubbio: la revisione della durata dei contratti (allungamento della vigenza) e il contenimento delle risorse ad essi destinate che fa il paio con il rigido blocco del turn over (una nuova assunzione ogni 7-8 uscite) da estendere agli enti locali e lo stop (almeno parziale) alla sanatoria dei precari annunciato nei giorni scorsi da Tremonti come “anticipo estivo” della Finanziaria per il prossimo anno.

Ce n’è abbastanza per fare qualcosa di più incisivo che abbandonare platealmente tavoli e poi chiedere “cortesemente” di essere “riammessi”.

In allegato il disegno di legge delega predisposto dal Ministro Brunetta

 
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