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Ora la Cgil esige «diritto al consenso» PDF Stampa E-mail
venerdì 30 maggio 2008

Da "Il Manifesto" del 30 Maggio 2008

Sara Farolfi

Roma

Difficile prevedere come si concluderà, sabato, la conferenza d’organizzazione Cgil, quando il documento organizzativo e quello politico verranno messi ai voti. Il nodo è quello della riforma del sistema contrattuale (di cui si parla nel documento politico), su cui i metalmeccanici della Fiom, nella loro conferenza d’organizzazione a Cervia, hanno dato giudizio negativo, votando al 75% il documento del segretario generale, Gianni Rinaldini. E sulla quale un giudizio negativo è arrivato anche dalle aree programmatiche Lavoro e società, guidata da Nicola Nicolosi, e Rete 28 Aprile di Giorgio Cremaschi. Gli interventi di Rinaldini, Cremaschi e Nicolosi sono previsti per oggi. E’ vero che la conferenza d’organizzazione non è un organismo della Cgil, ciò che esprime è un orientamento, ed è altresì vero che il direttivo Cgil ha già votato la piattaforma unitaria sui contratti siglata dai tre sindacati confederali. Ieri sera la commissione politica ha discusso gli oltre 200 emendamenti al documento organizzativo per arrivare alla stesura definitiva. Stasera verrà discusso il documento politico. «Non possiamo votare un documento che contraddice la posizione assunta nella conferenza d’organizzazione», dice Francesca Re David, segretaria nazionale Fiom. «Se in un’occasione del genere, in cui la Cgil è chiamata a lavorare sulla propria organizzazione, si dà un giudizio sul modello contrattuale, allora siamo pronti a votare no», dichiara Nicolosi. La domanda è: nel documento politico si darà un giudizio dimerito sulla piattaforma unitaria? La segreteria Cgil non sembra avere l’intenzione di alzare il tiro dello scontro interno, non almeno in questa sede. Ma il giudizio di merito ci sarà, verrà riconosciuto «il grande valore dell’intesa raggiunta ». Nel ripercorrere i punti salienti dell’accordo, il documento porrà l’accento, sembra, soprattutto sul ruolo del contratto nazionale, sui meccanismi di recupero di eventuali differenziali inflazionistici, sul pieno rispetto delle decorrenze contrattuali e, con un solo passaggio, sulla necessità di estendere la contrattazione decentrata. Un passaggio sarà dedicato anche alla «necessità di aprire una riflessione strategica», come ha chiesto la Fiom nella sua conferenza d’organizzazione. «Cercheremo una linea che tenga conto delle preoccupazioni di tutti», osserva la segretaria confederale Nicoletta Rocchi. Se sarà sufficiente ad una conclusione unitaria della conferenza d’organizzazione, si capirà probabilmente già oggi. Concludendo il suo intervento di ieri, la segretaria confederale Carla Cantone (che si prepara alla guida dei pensionati dello Spi) ha comunque ribadito che «non tutto si può risolvere, ma alcune decisione le assumeremo e queste costituiranno un vincolo per tutti fino al prossimo congresso, nel pieno rispetto del pluralismo naturalmente ». La democrazia interna costituisce un altro nodo. «Sacrosanto il diritto al dissenso - dice Cantone - altrettanto però lo è quello al consenso». Significa che, ad ipotesi di accordo siglata, tutti dovranno attenersi alle posizioni della maggioranza presentando l’accordo ai lavoratori in assemblea. Proprio sulla democrazia interna, invece, la Fiom ha presentato un emendamento al documento d’organizzazione per l’esercizio del diritto al dissenso fino al pronunciamento dei lavoratori (che per i metalmeccanici dovrebbe avvenire tramite referendum certificato). Anche Nicolosi è di questo avviso: «Come recita il nostro statuto, siamo vincolati almandato che ci viene dato dai lavoratori, perciò fino al loro pronunciamento deve essere garantito il diritto di parola ». Quanto ai temi veri e propri della conferenza d’organizzazione, l’intervento di Carla Cantone si è focalizzato soprattutto sulla centralità del territorio e dei luoghi di lavoro, dove i diritti del lavoro stanno insieme a quelli di cittadinanza, e sulla necessità di un ricambio generazionale (piuttosto impellente a giudicare dalla platea) e di più adeguate politiche di genere e di rappresentanza delle donne. Ha lanciato la costruzione di un documento per l’unità di Cgil, Cisl eUil, «un primo importante punto del quale è stato scritto con la posizione unitaria su rappresentanza e rappresentatività». Maproprio sulle questioni della rappresentanza restano, con la Cisl, differenze non da poco. Raffaele Bonanni si è detto contrario, ieri, al rinnovo periodico delle deleghe, alla verifica cioè delle iscrizioni dei lavoratori al sindacato. «Per revocare una delega al sindacato è sufficiente una lettera», ha spiegato Bonanni, ma ciò che propone la Cgil è un «piano di verifica delle stesse», per stabilire un rapporto «quotidiano» con gli iscritti. «Caro Raffaele - conclude Cantone - sulla rappresentanza servono azioni coraggiose».

 
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