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Electrolux chiude a Firenze PDF Stampa E-mail
mercoledì 28 maggio 2008

Il Manifesto - 28 giugno 08

Electrolux chiude e licenzia

Riccardo Chiari Firenze

Tutto confermato. Il consiglio di amministrazione di Electrolux ufficializza quanto si sapeva e si temeva da mesi: chiusura della fabbrica fiorentina di Scandicci forte di 450 addetti, e «riorganizzazione» dello stabilimento gemello di Susegana nel trevigiano, con 330 esuberi su 1.450 lavoratori complessivi. 

L’unica apertura della multinazionale svedese riguarda i tempi: Scandicci chiuderà nel giugno 2009. In altre parole, dà un anno di tempo per trovare soluzioni che permettano di non cancellare del tutto il sito fiorentino, grazie all’intervento di eventuali nuovi imprenditori. In quanto a Susegana, il progetto di «ottimizzazione» lascia spazio a una trattativa. Che però deve riguardare anche Scandicci. Da Fim, Fiom e Uilm, che peraltro considerano «inaccettabili» la decisione, arriva una controproposta: «E’ necessario che per la salvaguardia del sito di Firenze, e degli attuali livelli occupazionali, siano verificate tutte le soluzioni industriali praticabili, sia interne che esterne, anche in un’ottica di reindustralizzazione tramite l’arrivo di nuove attività imprenditoriali». Di qui il passaggio su Susegana: «Solo in presenza di tali condizioni (a Firenze, ndr), è negoziabile un progetto di riorganizzazione della produzione di frigoriferi in Italia, definendone investimenti, modelli organizzativi, tempi, modalità. Il tutto nell’ambito di un accordo di Gruppo che riaffermi e qualifichi la presenza di Electrolux in Italia». Domani pomeriggio i vertici aziendali incontrano i sindacati. Il veneto Gianni Castellan (Fim) anticipa: «Servirà a capire che ipotesi industriale ci può essere per Scandicci, e contestualmente verificare che spazi negoziali ci sono per evitare i tagli previsti per Susegana». Comunque sia è tutto da conquistare un futuro lavorativo per i 450 addetti di Scandicci. Electrolux ribadisce di voler concentrare la produzione di frigoriferi nel solo stabilimento veneto, «ottimizzando le capacità produttive, focalizzandosi sulle gamme di prodotto più competitive, e uscendo dalle gamme non più sostenibili. Dando in outsourcing e trasferendo il resto della produzione». Il motivo: un utile netto del gruppo (119 milioni di corone) in calo nell’ultimo trimestre 2007, e un primo trimestre 2008 con dati ancora peggiori, almeno dal punto di vista della multinazionale. Di qui la scelta di delocalizzare nell’est europeo parte della produzione del «freddo», per abbattere i costi sulla gamma inferiore e cercare di competere così con la concorrenza dell’est asiatico. Di fronte a una simile strategia, per Scandicci – che già due anni fa aveva subìto una «riorganizzazione » costata 170 posti di lavoro – l’unica via d’uscita secondo Electrolux è offerta da nuovi possibili acquirenti. «Abbiamo ricevuto una mail del direttore generale di Electrolux, Luigi Campello – fa sapere l’assessore regionale toscano Gianfranco Simoncini – che ci ha informato delle loro decisioni. Ma ha dato la disponibilità a supportare soluzioni per la ricollocazione dei lavoratori, oltre che agevolare piani di reindustrializzazione delle aree che saranno dismesse. Se l’azienda ha messo in campo questa ipotesi, ci aspettiamo coerenza. Non è una cosa che avviene in tutte le vertenze, vedremo cosa succederà ». Sulla stessa linea Cesare De Sanctis, della Fiom fiorentina: «E’ l’ora di scoprire le carte se davvero ci sono nuovi imprenditori». Nel dubbio, ieri a Scandicci si è scioperato. E domani si sciopera ancora, con una manifestazione che arriverà a Coverciano, dove si sta allenando la nazionale di calcio.
 
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