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No al documento di CGIL, CISL e UIL su contrattazione e rappresentanza sindacale PDF Stampa E-mail
mercoledì 28 maggio 2008
ImageCgil, Cisl e Uil hanno approvato il documento che sarà alla base della trattativa con Confindustria e Governo e con il quale si intende ridisegnare il modello di contrattazione ed il sistema della rappresentanza. Nei prossimi giorni dovrebbero svolgersi le Assemblee dei lavoratori. 

SdL intercategoriale dice NO al documento di Cgil, Cisl e Uil ed invita tutti i lavoratori ad esprimere il proprio forte dissenso verso una politica sindacale che vorrebbe cancellare il Contratto Nazionale e sancire definitivamente il monopolio della rappresentanza sindacale di queste organizzazioni.

I contratti di lavoro

Sul tema della contrattazione Cgil, Cisl e Uil, seguendo le chiare indicazioni della Confindustria, vogliono depotenziare al massimo il Contratto Nazionale, limitandolo all'esclusivo recupero di un'inflazione definita “realisticamente prevedibile” (da chi non è dato sapere) e lasciando alla contrattazione aziendale l'eventuale ulteriore recupero salariale, soltanto a fronte di aumenti della produttività e della flessibilità. Si confermano e si peggiorano quindi gli accordi del 1992 e del 1993 che hanno abolito la scala mobile, prodotto anni di arretramento del mondo del lavoro, dei salari, dei diritti, della certezza e della qualità del lavoro, della sicurezza e della democrazia.

Tutto ciò rende quindi il contratto nazionale un semplice atto notarile e non più il reale strumento di redistribuzione del reddito e di conquista di diritti, come era invece alcuni anni fa.

Dopo anni di sacrifici e bassi salari, dopo che la ricchezza di questo Paese è stata spostata in modo inaccettabile dal lavoro al capitale ed alla rendita finanziaria (7.000 euro medie all'anno negli ultimi 20 anni passati dalle buste paga al padronato italiano), invece di pensare ad una ormai non più rinviabile redistribuzione del reddito, si sancisce definitivamente che per avere qualche euro in più in busta paga ... è necessario lavorare di più !

La contrattazione aziendale, è bene chiarirlo, non toccherà poi la maggioranza delle aziende e dei lavoratori italiani, in quanto si riuscirà a farla soltanto nelle aziende medio-grandi (circa il 20% del totale delle aziende) e soltanto quando i bilanci aziendali saranno più che positivi.

I criteri e le regole di rinnovo dei contratti di 2° livello saranno definiti nel contratto nazionale e gli eventuali aumenti dovranno comunque essere legati a produttività, qualità, redditività, efficienza ed efficacia, tutti termini che si traducono poi in maggiore precarietà e maggior rischio per la sicurezza sui posti di lavoro.

Inoltre la durata del contratto nazionale sarà di tre anni, allungando quindi il rinnovo della parte economica di un anno, con le conseguenze negative anche in termini di adeguamento dell'inflazione.

Democrazia e Rappresentanza sindacale

Per quanto riguarda democrazia e rappresentanza, la proposta di Cgil Cisl Uil lascia libere le aziende di continuare a scegliersi il sindacato con il quale trattare.

Ma c'è di più: le regole sulle quali eleggere le RSU nel privato, invece di essere previste in una legge come per il pubblico impiego, vengono determinate da Cgil, Cisl e Uil ed in gran parte delegate alle singole categorie. Ciò produrrà una diversificazione di norme e codici, che saranno tarati allo scopo di assicurare a questi tre sindacati la rappresentatività sempre e comunque, colpendo invece il sindacalismo di base ed indipendente.

Alla faccia della democrazia e della libertà di associazione sindacale.

Inoltre si stabilisce che i lavoratori non saranno chiamati a decidere preventivamente su accordi e su piattaforme contrattuali attraverso referendum, ma soltanto su accordi già sottoscritti con una “consultazione certificata”, cioè un meccanismo di consenso forzato ed assolutamente non controllabile da chi non è d'accordo con Cgil, Cisl e Uil.

SdL intercategoriale dice NO al documento di Cgil, Cisl e Uil

  • SI ad aumenti contrattuali consistenti ed alla redistribuzione della ricchezza del paese.
  • NO allo svuotamento del Contratto Nazionale e SI ad una sua estensione nei posti di lavoro dove non esiste.
  • SI ad un meccanismo automatico di recupero dell'inflazione su salari e pensioni.
  • NO all'allungamento della durata contrattuale.
  • SI alla contrattazione di secondo livello che non sia legata ad una politica di scambio e che tratti di salario, ma anche di orario, organizzazione e condizioni di lavoro, salute, sicurezza.  NO al restringimento della democrazia e delle libertà sindacali.
  • SI a piattaforme contrattuali ed accordi votati dai lavoratori.
  • NO al monopolio sindacale di Cgil, Cisl e Uil.
  • SI a regole democratiche e trasparenti che consentano ai lavoratori di poter scegliere da chi farsi rappresentare.

Ultima considerazione: il documento di Cgil, Cisl e Uil, se sarà accettato dai lavoratori, dovrà poi essere discusso con la Confindustria ed il risultato finale sarà peggiore della proposta iniziale. Si tratterebbe di una ulteriore e pesantissima sconfitta ad un anno dal pessimo accordo del Luglio 2007 che ha peggiorato le pensioni e sancito la “bontà” delle attuali leggi sulla precarietà.

E' indispensabile che i lavoratori dicano NO a questo documento e che nelle Assemblee esprimano tutto il loro dissenso.

E' tempo di riprendere e rilanciare le mobilitazioni per il salario, la sicurezza, contro la precarietà e per tutti i diritti ed i bisogni di chi lavora, di chi è pensionato o disoccupato.

E' tempo che i lavoratori abbandonino Cgil, Cisl e Uil e facciano sentire la loro voce nelle piazze e sui posti di lavoro

E' tempo di avviare un percorso che porti allo SCIOPERO GENERALE

Segreteria Nazionale SdL intercategoriale

 
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