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SICUREZZA: LA CACCIA AL DIVERSO PDF Stampa E-mail
domenica 25 maggio 2008

 

APCOM – 24 maggio RAID NEONAZISTA A ROMA, PESTAGGIO CONTRO UN BENGALESE Roma -

Un cittadino bengalese sarebbe stato aggredito nel tardo pomeriggio da un gruppo di 12-15 persone a volto coperto e armati di spranghe in via Ascoli Piceno, nel quartiere Pigneto di Roma. Secondo il racconto di alcuni testimoni che hanno assistito all'aggressione l'uomo, che lavora all'interno di una lavanderia, è rimasto vittima del pestaggio da parte del gruppo che indossava indumenti con simboli neonazisti. La polizia è intervenuta dopo che alcuni uomini, a volto coperto, hanno distrutto delle vetrine di alcuni negozi, tra i quali degli alimentari, in via Ascoli Piceno, danneggiando un frigo-bar. Il gruppo si è poi scagliato contro le vetrine di un call center nella stessa zona e poi, in via Macerata, contro il portone di un'abitazione e un altro negozio di generi alimentari, sempre di cittadini originari del Bangladesh.

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LA STAMPA.it – 24 maggio CONDUTTORE AGGREDITO PERCHÉ GAY

Christian Floris, del portale DeeGay.it: «Stessa matrice dei fatti del Pigneto» ROMA Christian Floris, 24 anni, conduttore di punta del portale DeeGay.it, è stato aggredito la scorsa notte a Roma mentre rincasava. Due persone gli hanno sbattuto la testa contro il muro minacciandolo perchè si occupa di tematiche legate al mondo dell’omosessualità e gli hanno intimato di smetterla. Il ragazzo, che è stato portato all’ospedale dove è stato giudicato guaribile in sette giorni, ha sporto denuncia contro ignoti. DeeGay.it è un portale che co-produce una trasmissione con Radio Città Futura, Eco tv e Nessuno tv. «Desidero confermare che in merito all’aggressione che ho subito la notte scorsa, noto delle correlazioni con quello che è accaduto al Pigneto a Roma. Credo che sia la stessa corrente di persone, che oltre ad aver aggredito me e di infondere terrore nel mondo omosessuale, si sia ora concentrato sugli extracomunitari». Lo afferma il conduttore di punta del portale DeeGay.it, aggredito la scorsa notte a Roma mentre rincasava. «La mia convinzione - aggiunge - proprio guardando le immagini televisive e ascoltando le dichiarazioni rilasciate sul posto da testimoni, è che gli aggressori appartengano alla stessa matrice».

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IL MANIFESTO - 24 maggio

Sicurezza BELPAESE 2008: GRIDA NEL SILENZIO ALEX ZANOTELLI

È agghiacciante quello che sta avvenendo sotto i nostri occhi in questo nostro paese. I campi rom di Ponticelli in fiamme, il nuovo pacchetto di sicurezza del ministro Maroni, il montante razzismo e la pervasiva xenofobia, la caccia al diverso, la fobia della sicurezza, la nascita delle ronde notturne offrono una impressionante fotografia dell'Italia 2008. «Mi vergogno di essere italiano e cristiano», fu la mia reazione rientrato in Italia da Korogocho, nel 2002, all'approvazione della legge Bossi-Fini. Questi sei anni hanno visto un notevole peggioramento nella società italiana, con la xenofobia cavalcata dalla Lega, vera vincitrice delle elezioni e incarnata oggi nel governo Berlusconi. (Posso dire questo perché sono stato altrettanto duro con il governo Prodi e con i sindaci di sinistra, da Cofferati a Dominici). Oggi doppiamente mi vergogno di essere italiano e cristiano. Mi vergogno di appartenere a una società sempre più razzista verso l'altro, il diverso, la gente di colore e soprattutto il musulmano che è diventato oggi il nemico per eccellenza. Mi vergogno di appartenere a un paese il cui governo ha varato un pacchetto-sicurezza dove essere clandestino è uguale a criminale. Ritengo che non sia un crimine migrare, ma che invece criminale è un sistema economico-finanziario mondiale (l'11% della popolazione consuma l'88% delle risorse) che forza la gente a fuggire dalla propria terra per sopravvivere. L'Onu prevede che entro il 2050 avremo un miliardo di rifugiati per i cambiamenti climatici. I ricchi inquinano, i poveri pagano. Dove andranno? Stiamo criminalizzando loro? Mi vergogno di appartenere a un paese che ha assoluto bisogno degli immigrati per funzionare , ma poi li rifiuta, li emargina, li umilia con un linguaggio leghista da far inorridire. Mi vergogno di appartenere a un paese che dà la caccia ai rom come se fossero la feccia della società. Questa è la strada che ci porta dritti all'Olocausto (ricordiamoci che molti dei cremati nei lager nazisti erano rom!). Noi abbiamo fatto dei rom il nuovo capro espiatorio. Mi vergogno di appartenere a un popolo che non si ricorda che è stato fino a ieri un popolo di migranti («quando gli albanesi eravamo noi»): si tratta di oltre sessanta milioni di italiani che vivono oggi all'estero. I nostri migranti sono stati trattati male un po' ovunque e hanno dovuto lottare per i loro diritti. Perché ora trattiamo allo stesso modo gli immigrati in mezzo a noi? Cos'è che ci ha fatto perdere la memoria in tempi così brevi? Il benessere? Come possiamo criminalizzare il clandestino in mezzo a noi? Come possiamo accettare che migliaia di persone muoiano nel tentativo di attraversare il Mediterraneo per arrivare nel nostro «Paradiso»? È la nuova tratta degli schiavi che lascia una lunga scia di cadaveri dal cuore dell'Africa all'Europa. Mi vergogno di appartenere a un paese che si dice cristiano ma che di cristiano ha ben poco. I cristiani sono i seguaci di quel povero Gesù di Nazareth crocifisso fuori le mura e che si è identificato con gli affamati, carcerati, stranieri. «Quello che avrete fatto a uno di questi miei fratelli più piccoli lo avrete fatto a me». Come possiamo dirci cristiani mentre dalla nostra bocca escono parole di odio e disprezzo verso gli immigrati e i rom? Come possiamo gloriarci di fare le adozioni a distanza mentre ci rifiutiamo di fare le «adozioni da vicino»? Come è possibile avere comunità cristiane che non si ribellano contro queste tendenze razziste? E quand'è che i pastori prenderanno posizione forte contro tutto questo, proprio perché tendenze necrofile? Come missionario, che da una vita si è impegnato a fianco degli impoveriti della terra, oggi che opero su Napoli, sento che devo schierarmi dalla parte degli emarginati, degli immigrati, dei rom contro ogni tendenza razzista della società e del nostro governo . Rimanere in silenzio oggi vuol dire essere responsabili dei disastri di domani. Vorrei ricordare le parole del pastore Martin Niemoeller della Chiesa confessante sotto Hitler: «Quando le SS sono venute ad arrestare i sindacalisti, non ho protestato perché non ero un sindacalista. Quando sono venute ad arrestare i Rom non ho protestato perché non ero un Rom.Quando sono venute ad arrestare gli Ebrei non ho protestato perché non ero un Ebreo... Quando alla fine sono venute ad arrestare me non c'era più nessuno a protestare». Non possiamo stare zitti, dobbiamo parlare, gridare, urlare. È in ballo il futuro del nostro paese, ma soprattutto quello dell'umanità, anzi della vita stessa. Diamoci da fare perché vinca la vita.

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REPUBBLICA.it - 24 maggio ROMA, RAID NEONAZISTA AL PIGNETO: PICCHIATO UN EXTRACOMUNITARIO

Un gruppo con il volto coperto da foulard con la svastica ha distrutto le vetrine di due alimentari e di un call center Alemanno: "Atto di gravità inaudita, puniremo i colpevoli" Gli abitanti del quartiere in piazza contro razzismo e xenofobia ROMA - Una vera e propria spedizione punitiva al grido di "Sporchi stranieri" e "Bastardi". Nel mirino gli extracomunitari del quartiere Pigneto a Roma. Simona Zappulla, cronista dell'Agi, si trovava per caso nella zona. Ecco il suo racconto a Radio Capital. Oggi pomeriggio un gruppo di venti ragazzi, guidati da un uomo, con i volti coperti da foulard con la svastica, ha fatto irruzione in un alcuni negozi di una delle zone più multietniche di Roma. In via Ascoli Piceno i teppisti hanno danneggiato due vetrine e un frigo bar di un negozio di alimentari e le vetrine di un call center. In via Macerata sono stati assaltati un altro alimentari ed è stata infranta la vetrata del portone di un'abitazione. Un extracomunitario del Bangladesh è stato picchiato dalla banda. "E' stato colpito da una bastonata e non ha avuto bisogno di andare a farsi medicare in ospedale", hanno raccontato alcuni testimoni. La squadraccia è arrivata improvvisamente di corsa, tenendo in mano assi di legno, e si è scagliata contro l'extracomunitario. Tanta la paura nel quartiere, dove sono molti gli immigrati che gestiscono attività commerciali. Tutti sono scappati e molti hanno chiuso le saracinesche dei negozi. Il primo ad essere assaltato è stato un negozio di alimentari in via Macerata, gestito da quattro anni da un immigrato indiano al quale sono state distrutte a bastonate le vetrine esterne. Successivamente, gli assalitori si sono diretti nella parallela via Ascoli Piceno, dove sono state mandate in frantumi le vetrine di una lavanderia-phone center e di un altro alimentari, entrambi gestiti da cingalesi. L'alimentari è stato il più colpito dal raid, con la distruzione di un frigo e della merce presente sugli scaffali, soprattutto bottiglie di birra e vino. Una cronista dell'Agi, testimone dell'episodio, ha tentato invano di chiamare il 113, per molti minuti, ma nessuno ha risposto. Dopo pochi minuti, la banda è scappata e molti abitanti del quartiere si sono riversati nelle strade e si sono affacciati dalle finestre per capire cosa fosse accaduto. "Non capiamo perché sia avvenuto questo attacco - hanno detto i bengalesi titolari della lavanderia di via Ascoli Piceno - Siamo da anni qui, lavoriamo, paghiamo le tasse e mandiamo i soldi a casa. Cosa abbiamo fatto?". Il Pigneto è un quartiere popolare della Capitale dove si trovano il centro sociale Snia Viscosa, uno dei più grandi e attivi della capitale, il Bar Necci, famoso per essere stato il bar di Pier Paolo Pasolini, e una storica sede dell'Associazione Nazionale Partigiani Italiani. Dopo l'aggressione gli abitanti del quartiere sono scesi in strada per manifestare il loro rifiuto di ogni forma di razzismo e xenofobia. Il quartiere, a metà anni '90, ha conosciuto una rinascita che lo ha portato a essere luogo di ritrovo di artisti e musicisti. E' stato proprio in virtù del suo passato di quartiere degradato che molti immigrati, prevalentemente dal Bangladesh, hanno scelto di aprire al Pigneto attività commerciali di vario tipo, bazar e bar in particolare, sfruttando il basso costo dei locali. Durissima la reazione delle autorità, a cominciare dal sindaco Gianni Alemanno: "Il raid e l'aggressione al Pigneto nei confronti di cittadini extracomunitari, ai quali va la mia solidarietà, è un atto di una gravità inaudita che mi lascia sdegnato e che non passerà sotto silenzio. Mi sono già attivato con le forze dell'ordine affinché i colpevoli di questo gesto siano presi e puniti in maniera esemplare". Sulla stessa lunghezza d'onda il presidente della Regione Piero Marazzo: "Roma è una città aperta e multiculturale che non ha nessuna intenzione di lasciare spazio a drammatici episodi di razzismo e intolleranza e di rivivere anni bui e dolorosi di un passato che vogliamo definitivamente vedere alle nostre spalle". E il presidente della Provincia Nicola Zingaretti sottolinea che quello del Pigneto è "un altro episodio di violenza e xenofobia che non è davvero più possibile tollerare" e che "tutte le istituzioni dovrebbero condannare duramente e con fermezza" perché "Roma ha bisogno di tornare a respirare un'aria di pace, libertà e di vero rispetto nei confronti del prossimo".

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ANSA – 24 maggio ROMA, RAID CONTRO NEGOZI DI IMMIGRATI ROMA -

Un gruppo di venti ragazzi, guidati da un uomo, tutti con i volti coperti, ha fatto irruzione a Roma verso in un alcuni negozi nel quartiere Pigneto, in via Ascoli Piceno e in via Macerata, gestiti da extracomunitari bengalesi e senegalesi, distruggendo le vetrine. Il gruppo che, a quanto raccontano alcuni testimoni presenti al momento dell'aggressione, prendeva ordini in italiano dall'uomo che li guidava, era armato di bastoni con i quali ha distrutto le vetrine e danneggiato gli interni di tre negozi, un bar, un call center e un negozio di generi alimentari. Gli aggressori dopo aver compiuto il raid sono scappati. Sul posto è intervenuta la polizia. Il Pigneto, un piccolo quartiere popolare, una sorta di paese, incastonato tra la via Prenestina e la via Casilina, nella prima periferia a sud est di Roma, da anni è uno dei quartieri più multietnici della città. Erano incappucciati e gridavano "Sporchi stranieri" e "Bastardi" i circa 20 componenti della squadra che hanno assalito e devastato tre negozi gestiti da stranieri. E' quanto hanno raccontato testimoni italiani e stranieri, oltre ai gestori dei negozi colpiti in via Macerata e in via Ascoli Piceno. Abitanti e testimoni hanno detto che non c'é stato alcun ferito". "Soltanto un bengalese - hanno riferito - è stato colpito da una bastonata e non ha avuto bisogno di andare a farsi medicare in ospedale". E' quanto ha accertato anche la polizia che ha ascoltato l'asiatico. Il primo ad essere assalito è stato un negozio di alimentari in via Macerata, gestito da quattro anni da un immigrato indiano al quale sono state distrutte a bastonate le vetrine esterne. Successivamente, gli assalitori si sono diretti alla parallela via Ascoli Piceno, dove sono state mandate in frantumi le vetrine di una lavanderia-phon center e di un altro alimentari, entrambi gestiti da cingalesi. L'alimentari è stato il più colpito dal raid, con la distruzione di un frigo e della merce presente sugli scaffali, soprattutto bottiglie di birra e vino. Testimoni italiani hanno spiegato che il raid può essere scaturito da uno scippo, vittima un italiano, avvenuto nei giorni scorsi. Per questo un uomo si sarebbe rivolto al titolare del negozio di alimentari di via Macerata, allo scopo di riavere indietro almeno i documenti scippati, con la convinzione che l'esercente conoscesse il ladro, ritenuto uno straniero. L'uomo avrebbe inoltre minacciato di rappresaglie il negoziante. "Non capiamo perché sia avvenuto questo attacco - hanno detto i bengalesi titolari della lavanderia di via Ascoli Piceno - Siamo da anni qui, lavoriamo, paghiamo le tasse e mandiamo i soldi a casa. Cosa abbiamo fatto?". Per capire cosa abbia spinto il gruppo di giovani a fare il raid, gli investigatori della Digos e del commissariato di Porta Maggiore hanno ascoltato immigrati e italiani. La polizia sta vagliando se l'aggressione sia opera di un gruppo con connotati razzisti o se l'episodio abbia altri moventi. Per questo si sta cercando di accertare se in passato ci siano stati fatti analoghi.

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L’UNITÀ.it – 24 maggio ROMA, ASSALTO NEONAZISTA: PESTATO UN EXTRACOMUNITARIO

Un gruppo di venti ragazzi, guidati da un uomo, tutti con i volti coperti da foulard con il segno della svastica, ha fatto irruzione a Roma verso le 17:30 in un alcuni negozi nel quartiere Pigneto gestiti da extracomunitari bengalesi e senegalesi. Il gruppo che, a quanto raccontano alcuni testimoni presenti al momento dell'aggressione, prendeva ordini in italiano dall'uomo che li guidava, era armato di bastoni. Il gruppo ha colpito alcuni esercizi commerciali e un'abitazione tra via Macerata e via Ascoli Piceno. In questa seconda via hanno danneggiato due vetrine e un frigo bar di un negozio di alimentari ed le vetrine di un call center. In via Macerata sono stati assaltati un altro locale di alimentari e la vetrata di un portone di un'abitazione. Un cittadino del Bangladesh, che gestisce un bar, è stato pestato a sangue. Paura nel quartiere, dove sono molti gli extracomunitari che gestiscono attività commerciali. Tutti sono scappati e molti hanno chiuso le saracinesche dei negozi. Una cronista dell'Agi, testimone dell'episodio, ha tentato invano di chiamare il 113, per molti minuti, ma nessuno ha risposto. Dopo un po', la banda di neonazisti è scappata e molti abitanti del quartiere si sono riversati nelle strade e si sono affacciati dalle finestre per capire cosa fosse accaduto. Il fatto che un agguato neonazista ai danni di un migrante si sia consumato al Pigneto assume un significato politico forte: il Pigneto è un quartiere popolare della Capitale fortemente simbolico dell'identità di sinistra e della capacità d'integrazione degli immigrati nella capitale. Vi si ritrovano luoghi di aggregazione come il centro sociale Snia Viscosa, uno dei più grandi e attivi della capitale, il Bar Necci, famoso per essere stato il bar di Pier Paolo Pasolini, e una storica sede dell'Associazione Partigiani Italiani. Set "naturale" di film del neorealismo - Rossellini scelse un suo condominio per ambientare «Bellissima» - ha conosciuto lunghi anni di degrado, fino alla «rinascita», a metà anni '90, che lo ha portato ad essere luogo di ritrovo di artisti e musicisti che sfruttano gli spazi del Circolo degli Artisti per proporre le loro performance. È stato proprio in virtù del suo passato di quartiere degradato che molti immigrati, prevalentemente dal Bangladesh, hanno scelto di aprire al Pigneto attività commerciali di vario tipo, bazar e bar in particolare, sfruttando il basso costo dei locali. Il bar in cui si è consumato l'agguato, in particolare, è luogo prescelto da immigrati bengalesi, cingalesi, indiani e pakistani della Capitale per seguire i mondiali di cricket, sport nazionale in quei Paesi, con in più una piccola delegazione di studenti italiani fuori sede, anche loro assai numerosi nei condomini che affacciano sulla Circonvallazione Casilina. Non lontano dal Pigneto, a Casal Bertone, lo scorso anno un aggressione simile è stata subita dal laboratorio teatrale autogestito «Caslab», in via di Portonaccio. Un episodio duramente contestato dai cittadini, oltre che dai frequentatori del laboratorio, che accusarono il Circolo Futurista, vicino a posizioni di destra, che ha sede nella stessa zona.

 
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