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Brescia: le ex IPAB vogliono risparmiare sulla pelle dei lavoratori PDF Stampa E-mail
mercoledì 16 aprile 2008
BRESCIAOGGI - 16 aprile
«UNA SCURE SUI RICOVERI»
L’ACCUSA. Secondo i sindacati le Fondazioni vogliono contenere i costi a danno dei dipendenti
L’SdL «Per i nuovi assunti stipendi sempre più bassi»

Che la privatizzazione delle Case di riposo per anziani, ex Ipab trasformate in Fondazioni di diritto privato, avrebbe prodotto a breve una corsa al contenimento dei costi e che la scure si sarebbe abbattuta sui dipendenti era previsione fin troppo facile». A parlare così è l’Sdl, il Sindacato dei lavoratori intercategoriale di Brescia.
La contrarietà dell’Sdl all’operazione - spiega una nota - «non era basata su prevenzioni astratte, ma su esperienze concrete già viste in alcune realtà, che avevano privatizzato i servizi agli anziani o più in generale i servizi alla persona. La nostra scarsa presenza sindacale nelle ex Ipab bresciane - continua la nota - non ci ha consentito di andare molto oltre la semplice dichiarazione di contrarietà, importante ma insufficiente a contrastare il luogo comune secondo cui “privato è bello”, diffuso ad arte dalle amministrazioni pubbliche»,
E adesso, secondo l’Sdl, è arrivata la «resa dei conti»: le nuove Residenze per anziani trasformate in Fondazioni «hanno cominciato una dopo l’altra (prima quelle minori sparse sul territorio della provincia, poi la Fondazione bresciana di iniziative sociali, di cui fanno parte Luzzago, Residenza e Casa di Dio) a dichiarare la loro intenzione di non applicare più ai nuovi assunti il contratto degli enti locali, ma il Ccnl Uneba. Un contratto peggiorativo in termini sia salariali, sia normativi».
La recente trasformazione in Fondazione (Brescia solidale) delle Residenze per anziani del Comune, «che Sdl intercategoriale ha cercato di contrastare con tutte le proprie forze – altrettanto impegno non ci pare sia stato profuso dalle altre sigle sindacali presenti nell’ente – rischia di ripercorrere questa stessa strada, e alcune avvisaglie si sono già viste».
I sindacati che nelle scorse settimane hanno partecipato alle trattative per la contrattazione integrativa nella nuova Fondazione, a detta di Sdl «hanno sottoscritto un’intesa che dimezza la produttività contrattata a livello decentrato rispetto a quella in vigore per i dipendenti comunali, escludendo la nostra organizzazione sindacale dal tavolo della trattativa e senza alcuna informazione preventiva alla stessa Rsu del Comune di Brescia, ancora titolare della contrattazione per i dipendenti delle Fondazione Brescia solidale». Evidentemente, osserva la nota, «la nostra presenza era considerata un ostacolo rispetto al “nuovo corso” che deve vedere il "sindacato" ancora più “responsabile” e “collaborativo” per fare tornare i conti in strutture ad “alto contenuto di lavoro umano”».
La spaccatura tra vecchi e nuovi dipendenti, insieme alla qualità del servizio erogato, sono i temi all’ordine del giorno. E se i «vecchi» potranno forse mantenere l’attuale contratto e scivolare lentamente verso la pensione, «per i nuovi assunti si preannunciano condizioni di lavoro di gran lunga peggiori e retribuzioni ancora più basse di quelle in vigore».
 
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