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Alitalia, ipotesi bipartisan per privatizzazione PDF Stampa E-mail
giovedì 17 aprile 2008

ANSA – 17 aprile
ROMA - Sulla vicenda Alitalia si lavora per trovare una soluzione bipartisan per garantire la massima continuita' aziendale che consenta di completare la privatizzazione in tempi brevi. E' quanto riferiscono fonti di Palazzo Chigi al termine dell'incontro tra Enrico Letta e Gianni Letta sul dossier della compagnia di bandiera.

Secondo le stesse fonti, la soluzione Air France e' tutt'ora sul tappeto, non e' decaduta, ma dal momento che Berlusconi ha piu' volte detto che potrebbe intervenire anche una cordata italiana e' probabile che il Pdl esperisca anche altre soluzioni. 



BERLUSCONI, RESTANO IN PIEDI TUTTE LE IPOTESI
''Restano in piedi tutte le ipotesi purchè l'Alitalia resti compagnia di bandiera e le decisioni vengano prese in Italia'': così Silvio Berlusconi, pochi attimi prima di ricevere il presidente russo Putin, su un possibile di ingresso di Aeroflot.

Di Alitalia, aveva detto Silvio Berlusconi lasciando Palazzo Grazioli per andare in Sardegna, "ne ho parlato ieri sera con Bruno Ermolli e Gianni Letta e credo che la prossima settimana avremo un incontro col governo in modo da esaminare le varie possibilità che saranno sul tavolo".

"Per quanto riguarda Air France - ha aggiunto il leader del Pdl - se si dovesse ritornare al primitivo progetto di una Alitalia con pari dignità, con una direzione italiana, rispetto alle due altre compagnie (Air France e Klm, ndr) questa è una ipotesi di cui si può discutere e di cui sarò lieto di discutere una volta che avrò l'incarico e che sarò a Palazzo Chigi anche con il presidente francese Nicolas Sarkozy". Alla domanda se intenda parlare di Alitalia anche con Putin, Berlusconi ha ribadito che l'agenda dell'incontro "non è fissata".

FORSE NUOVO INCONTRO GOVERNO-PDL PROSSIMA SETTIMANA

E' possibile, secondo quanto si apprende, che la prossima settimana si tenga un secondo incontro tra Enrico Letta e Gianni Letta per fare un nuovo punto sulla vicenda Alitalia. Al termine della riunione di questo pomeriggio con Gianni Letta e Bruno Ermolli, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta ha riferito l'esito dell'incontro al premier Romano Prodi, al ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa, al titolare del dicastero dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani e al ministro del Trasporti Alessandro Bianchi.
La riunione governo-Pdl, secondo quanto riferiscono fonti di governo, ha avuto un esito positivo ed e' servita a trovare un accordo sulla necessità che qualsiasi atto preso dall'attuale esecutivo sia condiviso anche dal successivo, in modo da garantire continuità agli interlocutori.
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LA REPUBBLICA.it – 17 aprile
ALITALIA, GOVERNO E PDL PER UN'INTESA BIPARTISAN
Incontro tra i due Letta, Enrico e Gianni, in rappresentanza di governo e Pdl
Restano sul tappeto tutte le soluzioni, ma prima si intende chiudere la privatizzazione
Alitalia, finito vertice a Palazzo Chigi
"Lavoriamo a soluzione bipartisan"
Oggi Berlusconi aveva ipotizzato un colloquio con Sarkozy sull'offerta Air France

ROMA - "Si lavorerà a un'ipotesi bipartisan per garantire la continuità aziendale, necessaria per completare la privatizzazione in tempi brevi". Secondo fonti di governo è questa la soluzione per Alitalia emersa al termine dell'incontro tenutosi a Palazzo Chigi tra il sottosegretario della presidenza del Consiglio, Enrico Letta, Gianni Letta e Bruno Ermolli, il presidente di Sinergetica incaricato da Silvio Berlusconi di studiare la fattibilità della formazione di una cordata di imprenditori italiani per l'offerta di acquisto della compagnia aerea.

Sbocco che secondo il leader del Pdl evidentemente resta in piedi, anche se proprio oggi il premier in pectore è sembrato riaprire la porta alla soluzione francese. "Restano in piedi tutte le ipotesi - ha detto il Cavaliere - purché l'Alitalia resti compagnia di bandiera e le decisioni vengano prese in Italia". "Per quanto riguarda Air France - aveva detto in precedenza Berlusconi - se si dovesse ritornare al primitivo progetto di una Alitalia con pari dignità, con una direzione italiana, rispetto alle due altre compagnie (Air France e Klm, ndr) questa è una ipotesi di cui si può discutere e di cui sarò lieto di discutere una volta che avrò l'incarico e che sarò a Palazzo Chigi anche con il presidente francese Nicolas Sarkozy". E che la compagnia franco-olandese sia ancora in campo è stato detto anche da Letta dopo il vertice a Palazzo Chigi.

Berlusconi, insomma, continua a tenere aperta la porta ad Air France, unica proposta concreta arrivata finora al Tesoro, viste le difficoltà di mettere assieme la famosa cordata italiana di cui ha più volte parlato durante la campagna elettorale. Bruno Ermolli avrebbe già trovato disponibilità da parte di manager del settore e da banche. Ma prima di mettere sul piatto un miliardo, i diretti interessati chiedono di commissariare Alitalia, tagliare i ponti con Az Servizi (di cui si dovrebbe occupare il governo) e dare ai nuovi soci italiani con un aumento di capitale un'azienda più leggera, con contratti di lavoro meno onerosi e nella sostanza già risanata. Per poi farla convolare a giuste nozze più tardi con un grande partner internazionale (Air France stessa, Lufthansa o Aeroflot). Ma la compagnia russa si tira indietro: "Improbabile nostro rientro in gara".

A palazzo Grazioli però si starebbe anche valutando una seconda ipotesi all'italiana, che permetterebbe di evitare il commissariamento grazie a un asse Air One- Banca Intesa (il tutto sempre con la regia di Ermolli). La compagnia aerea di Carlo Toto potrebbe anche rientrare in gioco per rilanciare Malpensa. Poi c'è l'ultima spiaggia, ovvero Air France. In ogni caso fonti di governo giudicano positivo l'esito dell'incontro di oggi e lasciano intendere che un nuovo vertice tra Enrico e Gianni Letta potrebbe svolgersi la prossima settimana.
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IL SOLE 24 ORE.com - 17 aprile
ALITALIA: PDL E PD AL LAVORO PER UNA SOLUZIONE BIPARTISAN
È durato circa un'ora l'incontro a Palazzo Chigi tra il sottosegretario alla presidenza del consiglio Enrico Letta, Bruno Ermolli e Gianni Letta sulla questione Alitalia. Ermolli e Gianni Letta hanno lasciato palazzo Chigi senza commentare, ma secondo quanto si è appreso si lavorerà a un'ipotesi bipartisan per garantire la continuità aziendale, necessaria per completare la privatizzazione in tempi brevi.

La soluzione Air France è tutt'ora sul tappeto, non è decaduta, ma dal momento che Berlusconi ha più volte detto che potrebbe intervenire anche una cordata italiana è probabile che il Pdl prospetti anche altre soluzioni. È quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi, al termine dell'incontro.
Che l'ipotesi di Air France sia « tutt'ora sul tappeto» lo aveva già detto lo stesso Silvio Berlusconi, il quale ha promesso, che una volta avuto l'incarico, ne parlerà direttamente con il presidente francese Nicolas Sarkozy. Ancor prima di essere insediato, il presidente del Consiglio in pectore assicura dunque il suo impegno per risolvere la vicenda dell'ex compagnia di bandiera e annuncia che la prossima settimana ci sarà un incontro con il Governo in modo tale da esaminare le varie possibilità che sono sul tavolo. Ma già questa sera, il futuro dell'aviolinea è stato oggetto di un incontro tra il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Enrico Letta e il braccio destro del Cavaliere, Gianni Letta. E comunque tutte le ipotesi «restano in piedi», anche quella di Aeroflot: il leader del Pdl lo ha tenuto a precisare, mentre in queste ora sta per incontrare Wladimir Putin con il quale, molto probabilmente, affronterà anche il tema di una possibile alleanza tra la compagnia russa e l'aviolinea italiano.
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ALITALIA: RITORNA IN PISTA L'OPZIONE AEROFLOT
Si attende un'eventuale via libera dopo l'incontro Berlusconi-Putin
Il numero 2 della compagnia russa: «Con una proposta la prenderemo in considerazione»
MOSCA (RUSSIA) - E ora ritorna in campo l'ipotesi russa. Con il ritorno del leader del Pdl Silvio Berlusconi al governo, la compagnia aerea russa Aeroflot si dice pronta a tornare in pista per la conquista di Alitalia. E’ in attesa di una "volontà politica", che potrebbe emergere nel corso dell’imminente incontro (17-18 aprile) tra Berlusconi e Vladimir Putin in Sardegna.L'IPOTESI - «Con nuove basi di gara, con la possibilita’ di una partecipazione di Aeroflot e con una proposta - spiega all'agenzia Apcom il numero due della compagnia di bandiera russa Lev Koshlyakov - senza dubbio prenderemo in considerazione» una nuova chance.

Il presidente uscente e prossimo premier russo Vladimir Putin (LaPresse)
Per ora «la questione non e’ presa in considerazione», perche’ ancora legata alle scelte del precedente governo italiano, sottolinea il vicedirettore di Aeroflot. «La politica non porta soldi alle compagnie di bandiera» ma quello che puo’ fare la differenza "sono gli interessi commerciali», osserva Koshlyakov. Quegli stessi interessi commerciali di cui ieri parlava lo stesso Berlusconi, proprio a proposito di Alitalia, facendo riferimento alla necessità di potenziare i flussi turistici dalla Cina e dalla Russia. Altri ingredienti che potranno giocare un ruolo importante sono l’amicizia di lunga data tra Putin e Berlusconi ma anche il comune senso degli affari dei due leader. E Aeroflot resta un player di primo piano. Anche alla luce dello sviluppo del vettore russo negli ultimi anni, con un vero salto di qualità prodotto dalle capacita’ manageriali di Valery Okulov, direttore generale della compagnia. La sua presenza in Sardegna ufficialmente non e’ prevista, ma la portavoce Irina Dannenberg, alla domanda di Apcom, se il top manager partirà alla volta dell’isola, invece di un "no" secco, risponde con un laconico «Non lo so. Al momento non ci sono informazioni a riguardo».

BERLUSCONI - Intanto Berlusconi nella conferenza stampa al termine del vertice tra il Pdl e gli alleati ha annunciato: «Avrò entro oggi un incontro con chi ha portato avanti la pratica di Alitalia». «Mi riferivo a Bruno Ermolli e ai nostri che si sono occupati del dossier, cioè anche Gianni Letta» ha chiarito poi il leader del Pdl rispondendo in conferenza stampa ad una domanda su una sua visita a Palazzo Chigi per la questione Alitalia spiegando quindi che non avrebbe incontrato gli esponenti del governo uscente.
«Si potrebbe tornare all'ipotesi iniziale della ricerca di un grande gruppo internazionale ma che assicuri ad Alitalia pari dignità», ha risposto successivamente Berlusconi ai giornalisti che gli hanno chiesto che cosa conta di fare per togliere Alitalia dall'empasse in cui si trova.
Sul dossier Alitalia comunque ha anche aggiunto il Cavaliere «c'è anche un'altra possibilità che è quella di tornare alla primitiva soluzione e cioè la formazione di un grande gruppo internazionale con pari dignità delle tre compagnie aeree», Alitalia-Klm-Air France.
E sulla possibilità di parlare del caso Alitalia con Putin Berlusconi ha sottolineato: «L'agenda non è fissata, sarà un incontro tranquillo...».
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ANSA – 16 aprile h. 00:07
ALITALIA: BERLUSCONI, ENTRO UN MESE SOLUZIONE ITALIANA
''Molti imprenditori di grande rilievo si sono fatti avanti per garantire un impegno perche' l'Alitalia resti italiana. E' un'offerta senza possibilità di ritorno all'indietro e prevedo una soluzione entro un mese''. Lo annuncia il futuro presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel corso di Porta a porta, ricordando che questa squadra di imprenditori e' appoggiata ''da una società che il giusto know how nel trasporto aereo e da un importante istituto bancario a livello nazionale''. A Bruno Vespa che gli chiedeva se anche Lufthansa potrà entrare nella partita, Berlusconi risponde: ''Non lo so. Gli imprenditori hanno risposto ad un appello perche' la compagnia rimanga italiana, ma cio' non esclude una presenza straniera che lasci la compagnia in mani italiane''Dal Palco dell'Auditorium della Tecnica, dove ha tenuto la prima conferenza stampa da premier in pectore, tuttavia Berlusconi non se l'era sentita di escludere che vi sia ancora un margine, magari piccolo, per chiudere la trattativa con Air France. ''Non posso dare una risposta al riguardo, me ne occuperò - replica - quando avrò responsabilità di governo''. Il governo, dimissionario, ascolta e poi decide che e' ora di fare chiarezza: fa quindi sapere, con una nota ufficiale della presidenza del Consiglio, di volere un incontro con la nuova maggioranza.

E' il momento delle decisioni, spiega Palazzo Chigi, e' quindi e' ''indispensabile che la situazione venga approfondita in un incontro urgente con un rappresentante delegato dal leader della coalizione che ha vinto le elezioni''. Ambasciatore anche in questo caso, il sottosegretario Enrico Letta.
Tra le tre e le quattro settimane e il nuovo Esecutivo sarà insediato. Non e' detto pero' che la compagnia di bandiera abbia tutto questo tempo a disposizione. Oggi il presidente Aristide Police ha ribadito che il conto alla rovescia e' iniziato e che di soldi in cassa sono sempre meno. Il rischio che il Cda dell'azienda invochi la Legge Marzano diventa ogni giorno piu' alto. Strada, tra l'altro, preferita dalla Lega.
Berlusconi della Legge Marzano non parla mai. Il dossier Alitalia e' pero' in cima alla sua agenda, a tal punto che a poche ore dal verdetto delle urne ha incontrato Bruno Ermolli, ''il responsabile della società di consulenza - spiega il Cavaliere - che ha tenuto i rapporti con decine di imprenditori italiani medi e piccoli che si sono dichiarati disponibili al mio appello''. Un interesse, prosegue il leader del Pdl, che nasce dalla convinzione che ''non avere una compagnia di bandiera sarebbe un grave danno''.
Ma conservare l'italianità del vettore nazionale non e' detto significhi per forza mandare all'aria la trattativa con i
francesi. Il ragionamento del Cavaliere, secondo quanto si apprende in ambienti parlamentari del Pdl, ruoterebbe intorno alla quota che deve restare in mano italiana. L'idea sarebbe di tenere una sorta di 'golden share', conservando dunque una 'quota riconoscibile e rispettabile'. Se cosi' fosse, allora forse anche Parigi potrebbe andare bene. E se a Air France resterebbe il controllo dell'operatività, Alitalia limiterebbe il rischio di sorprese in futuro per quanto riguarda le rotte strategiche per il nostro paese e anche la riconoscibilità del marchio tricolore.
La partita resta comunque delicata e non e' escluso che il futuro premier italiano e Nicolas Sarkozy abbiano affrontato anche questo tema nel corso del colloquio telefonico avuto oggi. I destini di Alitalia sono poi incrociati con quelli di Malpensa. In questo caso, pero', entra in gioco la politica nostrana, considerando che per la Lega la difesa dello scalo milanese e' una priorità. In questo caso, l'idea di Berlusconi sarebbe quella di garantire a Malpensa il rango di hub e la sua appetibilità, a prescindere da Alitalia, magari anche aprendo nuovi slot.
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CORRIERE.it – 15 aprile
ALITALIA, BERLUSCONI: «LA CORDATA C'È»
PALAZZO CHIGI: INCONTRO URGENTE CON PDL
Il presidente della compagnia: pochi soldi, un dramma
Il governo: decisioni non rinviabili, il leader della coalizione vincente deleghi un rappresentante
MILANO - «Non ci saranno difficoltà nell’avere una cordata di imprenditori per salvare Alitalia». Così il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, nel corso della conferenza stampa all’Auditoium della Tecnica. «Sarebbe il colmo - ha aggiunto - se, dopo che Milano si è aggiudicata l’Expo 2015, non avessimo un hub vicino all’Expo e una compagnia di bandiera. La questione si risolverà certamente».
Parole che hanno indotto il governo a chiedere un incontro urgente con un rappresentante delegato dal leader della coalizione che ha vinto le elezioni, non essendo ulteriormente rinviabili decisioni dirimenti sul futuro dell'azienda. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta, sta operando in questa direzione. Lo rende noto un comunicato di palazzo Chigi mentre è in corso una riunione di governo a Palazzo Chigi su Alitalia. Presenti lo stesso Letta, i ministri dimissionari dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa, delle Attività produttive Pierluigi Bersani e dei Trasporti Alessandro Bianchi, il sottosegretario dimissionario all'Economia Tononi.
POLICE - Meno ottimista nel pomeriggio Aristide Police, presidente di Alitalia: «Ci sono pochi soldi, poco tempo e la situazione è drammatica. Peraltro il governo uscente non ha dato disponibilità a prestiti».
IN BORSA - Per Alitalia, a Piazza Affari, è stata però una giornata positiva. Il titolo della compagnia di bandiera, trattato con il sistema dell'unica fase d'asta, ha terminato la seduta in rialzo del 18% a 0,59 euro. Il titolo è cresciuto, assicurano dalle sale operative, dopo che Silvio Berlusconi, futuro premier, ha assicurato che il nuovo governo farà tutto il necessario per salvare la compagnia di bandiera.

L'INTESA - La scorsa settimana il governo aveva rilanciato la possibilità di un'intesa con Air France-Klm. Il tutto mentre da Parigi ci si trincera dietro un «no comment» e mentre continuano ad arrivare gli avvertimenti dalla Comissione Ue, non disposta ad autorizzare aiuti finanziari, e della Iata, che ha minacciato l'uscita della compagnia dal sistema senza le necessarie garanzie.

LO SCALO - Intanto resta anche aperta l'incognita Malpensa alla luce della strenua difesa della Lega Nord. Giuseppe Bonomi, presidente della Sea, la società che gestisce gli scali milanesi, intervistato da «Affaritaliani», non crede che ci possano essere grandi novità: «Noi andiamo avanti per la nostra strada, tanto ormai Alitalia ha già abbandonato lo scalo; le elezioni sono un fatto che dobbiamo ancora valutare, ma non credo che possa cambiare molto per Malpensa. Bisogna capire - ha spiegato Bonomi - cosa vuole fare Alitalia, che tuttavia ci ha lasciati già da mesi. Non credo in un grande cambiamento per Malpensa».
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LA STAMPA.it - 15 aprile
BERLUSCONI IMPUGNA IL DOSSIER ALITALIA
Il Cavaliere: «La compagnia resti a supporto dell'economia italiana»
Parigi si trincea in un "no comment"
MILANO
Silvio Berlusconi non ha ancora archiviato la sua vittoria elettorale che già «prende in mano» il dossier Alitalia. E nel giorno dell’incontro dell’azienda con i sindacati si impegna: «Saranno coperti i servizi passeggeri di Alitalia - ha affermato stamane a Radio Anch’io - . Tutto il necessario perchè la compagnia di bandiera funzioni e resti a supporto del turismo e dell’economia italiana sarà fatto».

Dichiarazioni che hanno fatto "volare" il titolo a Piazza Affari che ha registrato a fine mattina un progresso "teorico" del 20% con un prezzo di riferimento pari a 0,6 euro, contro gli 0,5 della vigilia. Berlusconi, ha spiegato di aver avuto «una seduta di lavoro con Bruno Ermolli, che ha tenuto i rapporti con le decine di imprenditori importanti medi e piccoli che si sono dichiarati disponibili non solo dopo il mio appello, ma anche per un fatto di interesse». Insomma, ha assicurato il leader del Pdl stamane dai microfoni di Radio Anch’io, «prendo in mano la situazione perchè la compagnia di bandiera funzioni e resti a supporto del turismo e dell’economia italiana sarà fatto».

E mentre lo scenario per Alitalia sembra destinato a cambiare radicalmente, oggi i sindacati incontreranno l’azienda alle 15.00 dopo che la scorsa settimana il governo aveva rilanciato la possibilità di un’intesa con Air France-Klm. Il tutto mentre da Parigi ci si trincera dietro un "no comment" e mentre continuano ad arrivare gli avvertimenti dalla Comissione Ue, non disposta a dare aiuti finanziari, e della Iata che ieri aveva minacciato l’uscita della compagnia dal sistema senza le necessarie garanzie.

Intanto resta anche aperta l’incognita Malpensa alla luce della strenua difesa della Lega Nord. Giuseppe Bonomi, presidente della Sea, la società che gestisce gli scali milanesi, intervistato da Affaritaliani, non crede ci saranno grandi novità: «Noi andiamo avanti per la nostra strada, tanto ormai Alitalia ha già abbandonato lo scalo; le elezioni sono un fatto che dobbiamo ancora valutare, ma non credo che possa cambiare molto per Malpensa. Bisogna capire - ha spiegato Bonomi - cosa vuole fare Alitalia, che tuttavia ci ha lasciati già da mesi. Non credo in un grande cambiamento per Malpensa».
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ALITALIA: SINDACATI, TEMA DOPO-VOTO SI IMPONE AL TAVOLO
ANSA - 15 aprile
ROMA - E' ripreso da pochi minuti il confronto tra i vertici di Alitalia e le organizzazioni sindacali sulla situazione della compagnia. E' presente il nuovo presidente di Alitalia, Aristide Police. I sindacalisti, arrivando nella sede della compagnia, hanno sottolineato l'importanza di verificare quanto in concreto i risultati del voto incideranno sul futuro di Alitalia. Per il segretario nazionale Filt-Cgil, Mauro Rossi "a giudicare dalla campagna elettorale Berlusconi aveva un sacco di idee. Ora vanno verificate. Al momento si è verificato solo il progetto Air France ma se si verificheranno altre ipotesi andranno verificate e confrontate". Intanto "i problemi pressanti che c'erano restano sul tavolo: non è la cornice che cambia il quadro". Per Claudio Genovesi, segretario nazionale della Fit-Cisl "oggi c'é un quadro diverso da valutare: siamo abituati a credere solo a quello che è sostanza e l'ipotesi di una nuova cordata è finora solo in dichiarazioni che ascoltiamo da tempo ma che dopo il voto possono avere un peso diverso". Per il sindacalista le elezioni e la posizione del leader del Pdl, Silvio Berlusconi, in particolare per la possibilità di una cordata di imprenditori italiani alternativa ad Air France, rappresentano "novità che devono essere concretizzate in una proposta strutturata". I risultati del voto per i sindacati possono imprimere una svolta anche nella trattativa con Air France che, dice Genovesi, "dovrà prendere atto del nuovo scenario che può spingere i francesi a fare una proposta più solida". Anche per l'Anpac, dice il presidente Fabio Berti, "il nuovo quadro politico può aiutare, è molto diverso: le dichiarazioni di Berlusconi e di Fini possono mettere pressione su Air France che fino ad oggi ha sempre evitato una vera trattativa mentre oggi potrebbe riaprire un confronto". Il progetto del gruppo franco-olandese "può essere ancora una soluzione, la strada giusta, ma la compagnia francese deve essere disponibile a scendere a compromessi e la forza con la quale si è imposto il nuovo governo può aiutare anche in questa direzione". Per Andrea Cavola, segretario nazionale Sdl, "le novità annunciate da Berlusconi peseranno sulla trattativa". Ma se c'é realmente una cordata di imprenditori pronta a salvare Alitalia "deve uscire allo scoperto. Vogliamo una comunicazione ufficiale e un piano industriale sul quale discutere". Intanto le sigle chiedono più tempo auspicando un prestito-ponte del governo che possa dare fiato alle casse vuote della compagnia.
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REPUBBLICA.it – 15 aprile
ALITALIA : OGGI FACCIA A FACCIA SINDACATI-CDA L'avvertimento di Bisignani: "Se la compagnia non dà garanzie esce dal sistema"
Riprende il confronto tra i vertici dell'azienda e i rappresentanti dei lavoratori
ALITALIA, L'ULTIMATUM DELLA IATA
Oggi faccia a faccia sindacati-Cda
Giovanni Bisignani
ROMA - Neanche il tempo di archiviare la tornata elettorale che l'attenzione si sposta sulla vicenda Alitalia. Oggi riprende il confronto tra i vertici della compagnia di bandiera e i sindacati. Dopo il voto sarà possibile capire se i risultati delle elezioni politiche porteranno ad un cambio di rotta rispetto all'unica soluzione sul tavolo del governo uscente: salvare Alitalia recuperando in extremis il progetto di cessione ad Air France-Klm. Uno scenario che in poche ore può radicalmente cambiare.

Proprio ieri intanto è arrivato da Bruxelles l'ultimatum di Giovanni Bisignani, direttore generale e amministratore delegato della Iata, l'organizzazione che rappresenta le principali compagnie aeree mondiali. "Se l'Alitalia non darà le garanzie adeguate - ha detto Bisignani - uscirà dal sistema Iata". Un'eventualità che ne complicherebbe irrimediabilmente la sopravvivenza.

L'incontro di oggi. Con il risultato delle urne ormai acquisito oggi alle 15 è previsto il nuovo round tra i vertici della compagnia di bandiera e i sindacati. In mezzo, la settimana scorsa, c'è stato il tentativo di mediazione del governo uscente che aveva rilanciato la possibilità di un'intesa con Air France -Klm cercando di strappare il sì dei sindacati. Adesso che il risultato elettorale ha assegnato la vittoria alla coalizione di Berlusconi bisognerà valutare eventuali nuovi sviluppi.

Potrebbe concretizzarsi l'ipotesi di una cordata di imprenditori italiani alternativa ad Air France-Klm, cavallo di battaglia del leader del Pdl, Silvio Berlusconi. Mentre il risultato della Lega potrebbe dare più forza al fronte in difesa dell'aeroporto di Milano Malpensa che ha perso il ruolo di hub per una scelta di Alitalia (dettata dall'esigenza di tagliare le perdite) condivisa dal progetto di Air France-Klm. "Malpensa ritorna in gioco? Altrochè! - dice il leader della Lega Umberto Bossi commentando i risultati elettorali - Non si può chiudere un aeroporto costato così tanto e così importante per il nord". Quale che sia la rotta da seguire, quello che è certo è che Alitalia resta in corsa contro il tempo: giorno dopo giorno, con forti perdite, ed il peso di un indebitamento oltre quota 1,36 miliardi, consuma quel minimo di liquidità che le consente ancora di operare.

L'ultimatum di Bisignani. Giovanni Bisignani conosce bene le vicende di Alitalia per esserne stato amministratore tra il 1989 e il 1994, proprio per volere di Romano Prodi. Per questo suona ancora più allarmante l'ultimatum che il presidente della Iata ha lanciato ieri da Bruxelles incontrando il commissario europeo ai trasporti, Jacques Barrot. "Abbiamo discusso della difficile situazione - ha spiegato - ed entrambi ci auguriamo che venga al più presto presa una decisione. La situazione finanziaria della compagnia si è estremamente deteriorata e noi siamo in quotidiano contatto con Alitalia per monitorare costantemente la situazione".

"E' chiaro - ha sottolineato il numero uno della Iata riferendosi al rischio di un imminente commissariamento - che se Alitalia non ci darà il giusto livello di garanzie sia sul fronte della efficienza della compagnia che su quello della tutela dei passeggeri allora sarà inevitabile la sua uscita dal sistema Iata. E uscire dal sistema Iata significa non poter sopravvivere, e dunque chiudere".
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ANSA - 14 aprile h. 23:45
BERLUSCONI,LA FAREMO RESTARE COMPAGNIA DI BANDIERA - Insieme a quello dei rifiuti in Campania, Alitalia è la "priorità che affronteremo una volta al governo, per farla restare compagnia di bandiera". Lo ha detto Silvio Berlusconi, leader del Pdl, in collegamento telefonico con lo speciale di 'La 7'.
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TRASPORTOEUROPA.IT - 14 aprile
Il sindacato SdL contesta i giudizi sulla bassa produttività del personale. Le cifre mostrerebbero che è analoga a quella di Air France-Klm. Il buco si apre negli "altri costi".

Mentre i giochi su Alitalia sono fermi, nell'attesa del nuovo Governo, il sindacato autonomo SdL ha diramato una nota per contestare le affermazioni sulla bassa produttività dei dipendenti di Alitalia rispetto a quelli di Air France-Klm. Nel testo, l'organizzazione sindacale confronta innanzitutto il numero degli aerei e del personale in servizio: 246 dipendenti per aereo di Air France-Klm, ci sono 100 dipendenti per aereo del gruppo Alitalia. Quanto alla produttività, Sdl evidenzia che Air France-Klm nel 2006 ha trasportato 71.715.000 passeggeri, mentre Alitalia 24.090.800: "Ciò si traduce in 696 passeggeri/dipendente per Air France-Klm, contro i 1.295 passeggeri/dipendente per il gruppo Alitalia", commenta la nota.

Produttività sul traffico - La fonte sindacale si ferma qua e non riporta un altro importante dato relativo alla produttività, ossia quello relativo ai passeggeri per chilometri. Abbiamo cercato di farlo a TrasportoEuropa. I dati (relativi al 2006) mostrano che Air France e Klm hanno sommato un traffico di linea (escluse attività charter) pari a 195,105 miliardi di passeggeri per chilometri, contro i 37,740 miliardi di Alitalia. Per quanto riguarda le attività cargo, la somma delle compagnie franco-olandesi porta a 29,149 miliardi di tonnellate per chilometri, contro i 5,288 miliardi di tonnellate per chilometri di Alitalia. Considerando solamente i passeggeri, risulta una produttività di 1.893.304 di passeggeri per chilometri per ciascun dipendente di Air France-Klm, contro un valore di 3.301.837 passeggeri per chilometri per ciascun dipendente Alitalia. Anche in questo caso, quindi, Alitalia va meglio della concorrente franco-olandese.

Produttività sul fatturato - Se vediamo le cifre dal punto di vista del fatturato, Air France-Klm ha prodotto, nell'anno fiscale 2006-2007 (da aprile a marzo), un fatturato di 23.073 miliardi di euro (pari a 223.901 euro per dipendente), mentre Alitalia ha prodotto nell'anno fiscale 2006 (da gennaio a dicembre) un fatturato di 4,724 miliardi di euro (pari a 413.561 euro per dipendente). Anche in questo caso, andrebbe meglio Alitalia. Ma queste statistiche - sia quelle mostrate dallo SdL, sia quelle elaborate dalla nostra redazione - utilizzano solamente i dati relativi ad Alitalia Fly (tratti dall'annuario 2007 della Association of European Airlines). Ma lo stesso SdL, in un comunicato del febbraio 2007, sottolinea che i dipendenti del gruppo Alitalia sono in realtà 19.800, comprendendo gli addetti di tutti i servizi a terra e di Alitalia Express. Utilizzando questo parametro, si ottengono nuovi dati sulla produttività di Alitalia: 1.906.060 passeggeri per chilometri prodotti da ciascun dipendente del gruppo e 238.585 euro di fatturato per ciascun dipendente.

Dove vanno i soldi? - In questo modo, le compagnie tornano a valori simili, ma poi sono le spese fare la differenza. Sempre nell'anno finanziario 2006, Alitalia ha registrato uscite per 5,190 miliardi di euro (di cui 739 milioni per il personale, 1013 milioni per il carburante e 3438 milioni sotto la voce "altri costi operativi"), mentre le uscite del gruppo Air France-Klm sono state (aprile 2006-marzo 2007) di 13,1 miliardi di euro (di cui 6689 milioni per il personale e 4258 milioni per il carburante, mentre gli altri costi ammontano a 2153 milioni). Forse le cause della crisi della compagnia italiana andrebbero cercato proprio in quella voce, apparentemente anonima, degli "altri costi operativi".
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AGI – 14 aprile
ALITALIA: SI RIPARTE TRA ULTIMATUM E INCOGNITA VOTO
Roma - Nonostante la "pausa elettorale", che ha congelato momentaneamente la partita Alitalia in attesa del responso delle urne, sulla compagnia di bandiera continuano a piovere ultimatum. Dopo l'allarme sulla licenza a rischio lanciato sabato scorso dal presidente dell'Enac, Vito Riggio, arriva oggi l'avvertimento del direttore generale della Iata Giovanni Bisignani: "Se Alitalia entra in amministrazione controllata - ha detto - noi dobbiamo avere delle garanzie finanziarie altrimenti, dal momento in cui si avvierà la procedura, la compagnia non potrà più partecipare al nostro sistema finanziario" e "fuori dal sistema Iata e' molto difficile operare". Intanto e' previsto per domani un nuovo incontro tra azienda e sindacati, che servirà a fare il punto della situazione, con l'orecchio teso ai risultati elettorali. Nel frattempo il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Enrico Letta, proseguirà i contatti con Air France per portare Jean-Cyril Spinetta di nuovo al tavolo delle trattative. Su questa ipotesi pesa però l'incognita del voto: se, some sembra in queste ore, il Pdl dovesse affermarsi con un largo consenso sia alla Camera che al Senato, la trattativa con Parigi potrebbe essere rimessa in discussione. Nel caso in cui i francesi uscissero definitivamente di scena, in attesa del piano industriale di una eventuale nuova cordata, il governo dovrebbe trovare un modo per garantire la continuità aziendale di Alitalia, che ormai ha le casse praticamente vuote. Per poter sopravvivere la compagnia avrebbe bisogno di un aumento di capitale pari a circa 750 milioni di euro entro l'estate. Improbabile l'ipotesi di un prestito-ponte da parte del Tesoro, che sarebbe destinato a scontrarsi con il 'niet' di Bruxelles.
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CORRIERE ADRIATICO - 14 aprile
ALITALIA, CONFTURISMO PRONTA ALLA CORDATA
Il presidente Bocca ieri a “Domenica In”
GLI IMPRENDITORI DEL TURISMO “PRONTI A FARE LA NOSTRA PARTE”
Roma - Anche gli imprenditori del settore turistico italiano sono pronti a scendere in campo per salvare Alitalia. Lo ha sottolineato a “Domenica In” su Rai Uno il presidente di Confturismo e Federalberghi, Bernabò Bocca. Il presidente del gruppo Sina Hotel (oltre 100 milioni di euro di fatturato) ha spiegato che “qualora la trattativa con Air France non dovesse andare in porto, credo che da parte degli operatori del turismo sia un dovere valutare Alitalia anche da un punto di vista commerciale. Sono pronto ad impegnarmi come imprenditore con il mio gruppo e spero ci si siano molti colleghi interessati ad investire in un piano industriale serio che salvaguardi l’italianità della compagnia aerea”.
Intanto il sindacato SdL torna a contestare le affermazione del presidente dell’Enac Vito Riggio che, ad avviso dell’organizzazione dei lavoratori, “gettano benzina sul fuoco e rappresentano una turbativa“ sulla vicenda Alitalia. SdL torna poi a chiedere alla Consob di sospendere il titolo in Borsa. “In questa fase delicatissima di Alitalia - dichiara Fabrizio Tomaselli coordinatore nazionale SdL intercategoriale - invece di fare quadrato e cercare di rendere la situazione la meno problematica possibile, non si perde occasione di intervenire pubblicamente con annunci e prese di posizione, con interpretazioni e parole in libertà che non fanno altro che drammatizzare l’intera vicenda”. “Passi forse per i politici in campagna elettorale”, prosegue il sindacalista, “ma ciò che non è assolutamente sopportabile è che le istituzioni stiano operando in modo inconcepibile”. Per Tomaselli “Riggio sta gettando benzina sul fuoco”.
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IL MATTINO - 14 aprile
IL RISIKO DEI CIELI
Anche Alitalia attende il risultato elettorale per vedere chiari gli scenari che si profilano. Martedì è previsto un incontro di ricognizione tra l’azienda e i sindacati. Resta l’attesa per il possibile incontro preannunciato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta, che ha riportato in campo il governo con un ruolo attivo volto a un accordo quadro con Air France che sia «a portata di firma» già in settimana. Il governo, infatti, resterà in carica fino alla nomina del prossimo esecutivo ma è ovvio che le decisioni che prenderà non potranno non tenere conto dell’esito delle urne. E qui si aprono i tre possibili scenari. La vittoria del Pdl con largo consenso anche al Senato secondo gli osservatori rimetterebbe in discussione la trattativa con Air France. La messa a punto di un piano alternativo però renderebbe necessario trovare subito il modo per garantire la continuità aziendale con iniezioni di liquidità nelle casse della compagnia. Con Veltroni al governo si rafforzerebbe l’opzione Air France, con il vantaggio, dicono i sindacati, di riaprire una trattativa senza le strettoie imposte dall’attuale ministero dell’Economia. In caso di pareggio al Senato tra Pd e Pdl entrambe le parti avrebbero interesse a risolvere subito il nodo Alitalia senza addossare all’altra l’esito della vendita. L’opzione bipartisan punterebbe comunque su Air France e potrebbe affidare la mediazione ad Enrico Letta, accelerando la vendita. E il sindacato si troverà a fare un passo indietro. Intanto, anche gli imprenditori del settore turistico sono pronti a scendere in campo. Lo ha annunciato a «Domenica In Attualità» il presidente di Confturismo e Federalberghi, Bernabò Bocca: «Credo che da parte degli operatori del turismo sia un dovere valutare Alitalia anche da un punto di vista commerciale. Sono pronto a impegnarmi come imprenditore con il mio gruppo». Il presidente dell’Enac Vito Riggio ha rilanciato l’allarme per possibili sospensioni della licenza o di autorizzazioni provvisorie per non bloccare i voli se per Alitalia non sarà garantita liquidità per almeno un anno. Allarme che il sindacato SdL contesta: affermazioni che «gettano benzina sul fuoco, una turbativa. La Consob non dice nulla, noi crediamo che il titolo dovrebbe essere sospeso in Borsa almeno sino a quando non si chiarirà la vicenda».

 
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