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Inflazione al 3,3%. Aumento congiunturale più alto dal 1996 PDF Stampa E-mail
martedì 15 aprile 2008
ANSA – 15 aprile
INFLAZIONE, A MARZO SALE AL 3,3%
ROMA - A marzo l'inflazione è salita al 3,3% dal 2,8% di febbraio. E' il dato più alto da settembre 1996 quando fu del 3,4%. Lo comunica l'Istat confermando la precedente stima provvisoria. Su base congiunturale, la variazione è +0,5%.

L'aumento congiunturale registrato a marzo è il più alto dal gennaio 1996 quando fu dello 0,5%. Al netto dei prodotti energetici la variazione dell'indice dei prezzi al consumo è stata del +2,8% contro il +2,4% di febbraio scorso. L'indice armonizzato registra una variazione congiunturale pari a +1,6% e tendenziale del +3,6%. Gli aumenti congiunturali più significativi si sono avuti nei capitoli trasporti (+1,4%), servizi ricettivi e di ristorazione (+0,7%), e alimentari e bevande analcoliche (+0,6%). Variazioni nulle per servizi sanitari e spese per la salute e per il capitolo istruzione. Gli incrementi più elevati su base annua si sono registrati nei capitoli trasporti (+5,8%), alimentari e bevande analcoliche (+5,5%) e abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+4,3%). In calo invece i capitoli comunicazioni (-2,1%) e servizi sanitari e spese per la salute (-0,3%).

PER ALIMENTARI, CASA E CARBURANTI SALE AL 5,2%
Per alimentari, carburanti e spese per la casa a marzo l'inflazione tendenziale è salita al 5,2% contro il +5% registrato a febbraio. Lo comunica l'Istat fornendo i dati relativi ai prodotti acquistati con maggior frequenza, una voce in cui rientrano generi alimentari, tabacchi, spese per l'affitto, beni per la casa, carburanti, trasporti urbani e servizi di ristorazione. L'incremento congiunturale, cioé rispetto a febbraio 2008, è stato dello 0,6%. A spingere l'inflazione sono soprattutto alimentari ed energia confermando una tendenza a cui si assiste già da diversi mesi. I tecnici dell'Istat precisano inoltre che sull'aumento tendenziale dell'inflazione hanno inciso in particolare i recenti aumenti registrati in questi capitoli e quindi lo scatto in avanti dell'incremento congiunturale ha un impatto direttamente sul dato su base annua. In particolare il capitolo alimentari e bevande analcoliche registra un incremento del 5,5% rispetto a marzo 2007 contro il +4,9% registrato lo scorso mese e quello dell'energia un aumento del 9,6% contro l'8,9% del febbraio scorso. Più in dettaglio per pane e cereali i prezzi sono cresciuti del 10,1% su base annua contro il +9,2% di febbraio. L'incremento congiunturale è stato dell'1,1%. Il pane ha avuto un aumento congiunturale dello 0,7% che porta al 13% l'aumento tendenziale (era +12,5% a febbraio). La pasta è salita del 2,9% rispetto a febbraio 2008 e del 16,8% rispetto a marzo 2007, contro un incremento tendenziale del 14% a febbraio. In accelerazione anche latte, formaggi e uova (+8% su base annua), la frutta (+5,7%), gli ortaggi (+4,2%), la carne (+3,9%). Passando ai prodotti energetici la benzina verde fa un balzo in avanti del 2,1% su base mensile con un incremento tendenziale del 12,7%. Il gasolio aumenta del 4,8% su febbraio e del 20,2% su marzo 2007 (a febbraio l'aumento tendenziale era stato del 16,9%).
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LA STAMPA.it - 15 aprile
ISTAT, L'INFLAZIONE ACCELERA
I prezzi a marzo sono aumentati del 3,3% rispetto allo stesso mese del 2007.
È il dato più alto degli ultimi 12 anni
ROMA
Accelera ancora l’inflazione a marzo, toccando il massimo da quasi 12 anni, precisamente da settembre 1996. Secondo l’Istat, che conferma le stime preliminari diffuse alla fine del mese scorso, i prezzi a marzo sono aumentati del 3,3% rispetto allo stesso mese del 2007 (contro il 2,9% di febbraio). A settembre 1996 si registrò un più 3,4%. Rispetto a febbraio i prezzi sono cresciuti dello 0,5% (contro il +0,2% registrato il mese scorso). Per trovare un aumento mensile altrettanto elevato bisogna risalire a gennaio 1996.

A determinare forti pressioni inflazionistiche sono ancora il comparto energetico (+9,6%), gli alimentari (+5,5%) e i trasporti (+5,8%). L’indice al netto dell’energia, aggiunge l’Istituto di statistica, aumenta del 2,8%, contro il +2,4% registrato a febbraio. L’inflazione di fondo, (l’incremento dell’indice esclusi energia e alimentari non lavorati) invece, è pari a 2,5%, contro il 2,1% di febbraio.

L’indice armonizzato (quello utilizzato per fare i confronti con gli altri paesi europei) cresce su base annua del 3,6% (contro il +3,1% del mese precedente), il livello più alto dall’inizio delle serie storiche, che risale al 1997. Su base mensile, dopo l’aumento dello 0,1% di febbraio, segna una forte accelerazione registrando un più 1,6%.

Accelera ancora l’inflazione per la spesa di tutti i giorni, che a marzo costa il 5,2% in più rispetto a un anno prima (molto più del tasso di inflazione, pari al 3,3%), contro il +5% registrato a febbraio. Si tratta del valore più alto almeno dal 1997. Lo rende noto l’Istat, spiegando che alimentari, carburanti, prodotti di consumo per la casa, trasporti urbani, servizi di ristorazione, e tutti quei beni e servizi che si acquistano regolarmente sono inseriti nella fascia dei prodotti «ad alta frequenza di acquisto», contrapposti a quelli a «bassa» e «media frequenza», che a marzo hanno subito un rincaro rispettivamente dell’1,7% e del 2,3%.
 
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