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Alitalia: oggi incontro sindacati-CDA. SdL intercategoriale contesta dati produttività PDF Stampa E-mail
martedì 15 aprile 2008
REPUBBLICA.it – 15 aprile
L'avvertimento di Bisignani: "Se la compagnia non dà garanzie esce dal sistema"
Riprende il confronto tra i vertici dell'azienda e i rappresentanti dei lavoratori
ALITALIA, L'ULTIMATUM DELLA IATA
Oggi faccia a faccia sindacati-Cda
Giovanni Bisignani
ROMA - Neanche il tempo di archiviare la tornata elettorale che l'attenzione si sposta sulla vicenda Alitalia. Oggi riprende il confronto tra i vertici della compagnia di bandiera e i sindacati. Dopo il voto sarà possibile capire se i risultati delle elezioni politiche porteranno ad un cambio di rotta rispetto all'unica soluzione sul tavolo del governo uscente: salvare Alitalia recuperando in extremis il progetto di cessione ad Air France-Klm. Uno scenario che in poche ore può radicalmente cambiare.vicenda».

Proprio ieri intanto è arrivato da Bruxelles l'ultimatum di Giovanni Bisignani, direttore generale e amministratore delegato della Iata, l'organizzazione che rappresenta le principali compagnie aeree mondiali. "Se l'Alitalia non darà le garanzie adeguate - ha detto Bisignani - uscirà dal sistema Iata". Un'eventualità che ne complicherebbe irrimediabilmente la sopravvivenza.

L'incontro di oggi. Con il risultato delle urne ormai acquisito oggi alle 15 è previsto il nuovo round tra i vertici della compagnia di bandiera e i sindacati. In mezzo, la settimana scorsa, c'è stato il tentativo di mediazione del governo uscente che aveva rilanciato la possibilità di un'intesa con Air France -Klm cercando di strappare il sì dei sindacati. Adesso che il risultato elettorale ha assegnato la vittoria alla coalizione di Berlusconi bisognerà valutare eventuali nuovi sviluppi.

Potrebbe concretizzarsi l'ipotesi di una cordata di imprenditori italiani alternativa ad Air France-Klm, cavallo di battaglia del leader del Pdl, Silvio Berlusconi. Mentre il risultato della Lega potrebbe dare più forza al fronte in difesa dell'aeroporto di Milano Malpensa che ha perso il ruolo di hub per una scelta di Alitalia (dettata dall'esigenza di tagliare le perdite) condivisa dal progetto di Air France-Klm. "Malpensa ritorna in gioco? Altrochè! - dice il leader della Lega Umberto Bossi commentando i risultati elettorali - Non si può chiudere un aeroporto costato così tanto e così importante per il nord". Quale che sia la rotta da seguire, quello che è certo è che Alitalia resta in corsa contro il tempo: giorno dopo giorno, con forti perdite, ed il peso di un indebitamento oltre quota 1,36 miliardi, consuma quel minimo di liquidità che le consente ancora di operare.

L'ultimatum di Bisignani. Giovanni Bisignani conosce bene le vicende di Alitalia per esserne stato amministratore tra il 1989 e il 1994, proprio per volere di Romano Prodi. Per questo suona ancora più allarmante l'ultimatum che il presidente della Iata ha lanciato ieri da Bruxelles incontrando il commissario europeo ai trasporti, Jacques Barrot. "Abbiamo discusso della difficile situazione - ha spiegato - ed entrambi ci auguriamo che venga al più presto presa una decisione. La situazione finanziaria della compagnia si è estremamente deteriorata e noi siamo in quotidiano contatto con Alitalia per monitorare costantemente la situazione".

"E' chiaro - ha sottolineato il numero uno della Iata riferendosi al rischio di un imminente commissariamento - che se Alitalia non ci darà il giusto livello di garanzie sia sul fronte della efficienza della compagnia che su quello della tutela dei passeggeri allora sarà inevitabile la sua uscita dal sistema Iata. E uscire dal sistema Iata significa non poter sopravvivere, e dunque chiudere".
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ANSA - 14 aprile h. 23:45
BERLUSCONI,LA FAREMO RESTARE COMPAGNIA DI BANDIERA - Insieme a quello dei rifiuti in Campania, Alitalia è la "priorità che affronteremo una volta al governo, per farla restare compagnia di bandiera". Lo ha detto Silvio Berlusconi, leader del Pdl, in collegamento telefonico con lo speciale di 'La 7'.
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TRASPORTOEUROPA.IT - 14 aprile
Il sindacato SdL contesta i giudizi sulla bassa produttività del personale. Le cifre mostrerebbero che è analoga a quella di Air France-Klm. Il buco si apre negli "altri costi".

Mentre i giochi su Alitalia sono fermi, nell'attesa del nuovo Governo, il sindacato autonomo SdL ha diramato una nota per contestare le affermazioni sulla bassa produttività dei dipendenti di Alitalia rispetto a quelli di Air France-Klm. Nel testo, l'organizzazione sindacale confronta innanzitutto il numero degli aerei e del personale in servizio: 246 dipendenti per aereo di Air France-Klm, ci sono 100 dipendenti per aereo del gruppo Alitalia. Quanto alla produttività, Sdl evidenzia che Air France-Klm nel 2006 ha trasportato 71.715.000 passeggeri, mentre Alitalia 24.090.800: "Ciò si traduce in 696 passeggeri/dipendente per Air France-Klm, contro i 1.295 passeggeri/dipendente per il gruppo Alitalia", commenta la nota.

Produttività sul traffico - La fonte sindacale si ferma qua e non riporta un altro importante dato relativo alla produttività, ossia quello relativo ai passeggeri per chilometri. Abbiamo cercato di farlo a TrasportoEuropa. I dati (relativi al 2006) mostrano che Air France e Klm hanno sommato un traffico di linea (escluse attività charter) pari a 195,105 miliardi di passeggeri per chilometri, contro i 37,740 miliardi di Alitalia. Per quanto riguarda le attività cargo, la somma delle compagnie franco-olandesi porta a 29,149 miliardi di tonnellate per chilometri, contro i 5,288 miliardi di tonnellate per chilometri di Alitalia. Considerando solamente i passeggeri, risulta una produttività di 1.893.304 di passeggeri per chilometri per ciascun dipendente di Air France-Klm, contro un valore di 3.301.837 passeggeri per chilometri per ciascun dipendente Alitalia. Anche in questo caso, quindi, Alitalia va meglio della concorrente franco-olandese.

Produttività sul fatturato - Se vediamo le cifre dal punto di vista del fatturato, Air France-Klm ha prodotto, nell'anno fiscale 2006-2007 (da aprile a marzo), un fatturato di 23.073 miliardi di euro (pari a 223.901 euro per dipendente), mentre Alitalia ha prodotto nell'anno fiscale 2006 (da gennaio a dicembre) un fatturato di 4,724 miliardi di euro (pari a 413.561 euro per dipendente). Anche in questo caso, andrebbe meglio Alitalia. Ma queste statistiche - sia quelle mostrate dallo SdL, sia quelle elaborate dalla nostra redazione - utilizzano solamente i dati relativi ad Alitalia Fly (tratti dall'annuario 2007 della Association of European Airlines). Ma lo stesso SdL, in un comunicato del febbraio 2007, sottolinea che i dipendenti del gruppo Alitalia sono in realtà 19.800, comprendendo gli addetti di tutti i servizi a terra e di Alitalia Express. Utilizzando questo parametro, si ottengono nuovi dati sulla produttività di Alitalia: 1.906.060 passeggeri per chilometri prodotti da ciascun dipendente del gruppo e 238.585 euro di fatturato per ciascun dipendente.

Dove vanno i soldi? - In questo modo, le compagnie tornano a valori simili, ma poi sono le spese fare la differenza. Sempre nell'anno finanziario 2006, Alitalia ha registrato uscite per 5,190 miliardi di euro (di cui 739 milioni per il personale, 1013 milioni per il carburante e 3438 milioni sotto la voce "altri costi operativi"), mentre le uscite del gruppo Air France-Klm sono state (aprile 2006-marzo 2007) di 13,1 miliardi di euro (di cui 6689 milioni per il personale e 4258 milioni per il carburante, mentre gli altri costi ammontano a 2153 milioni). Forse le cause della crisi della compagnia italiana andrebbero cercato proprio in quella voce, apparentemente anonima, degli "altri costi operativi".
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AGI – 14 aprile
ALITALIA: SI RIPARTE TRA ULTIMATUM E INCOGNITA VOTO
Roma - Nonostante la "pausa elettorale", che ha congelato momentaneamente la partita Alitalia in attesa del responso delle urne, sulla compagnia di bandiera continuano a piovere ultimatum. Dopo l'allarme sulla licenza a rischio lanciato sabato scorso dal presidente dell'Enac, Vito Riggio, arriva oggi l'avvertimento del direttore generale della Iata Giovanni Bisignani: "Se Alitalia entra in amministrazione controllata - ha detto - noi dobbiamo avere delle garanzie finanziarie altrimenti, dal momento in cui si avvierà la procedura, la compagnia non potrà più partecipare al nostro sistema finanziario" e "fuori dal sistema Iata e' molto difficile operare". Intanto e' previsto per domani un nuovo incontro tra azienda e sindacati, che servirà a fare il punto della situazione, con l'orecchio teso ai risultati elettorali. Nel frattempo il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Enrico Letta, proseguirà i contatti con Air France per portare Jean-Cyril Spinetta di nuovo al tavolo delle trattative. Su questa ipotesi pesa però l'incognita del voto: se, some sembra in queste ore, il Pdl dovesse affermarsi con un largo consenso sia alla Camera che al Senato, la trattativa con Parigi potrebbe essere rimessa in discussione. Nel caso in cui i francesi uscissero definitivamente di scena, in attesa del piano industriale di una eventuale nuova cordata, il governo dovrebbe trovare un modo per garantire la continuità aziendale di Alitalia, che ormai ha le casse praticamente vuote. Per poter sopravvivere la compagnia avrebbe bisogno di un aumento di capitale pari a circa 750 milioni di euro entro l'estate. Improbabile l'ipotesi di un prestito-ponte da parte del Tesoro, che sarebbe destinato a scontrarsi con il 'niet' di Bruxelles.
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CORRIERE ADRIATICO - 14 aprile
ALITALIA, CONFTURISMO PRONTA ALLA CORDATA
Il presidente Bocca ieri a “Domenica In”
GLI IMPRENDITORI DEL TURISMO “PRONTI A FARE LA NOSTRA PARTE”
Roma - Anche gli imprenditori del settore turistico italiano sono pronti a scendere in campo per salvare Alitalia. Lo ha sottolineato a “Domenica In” su Rai Uno il presidente di Confturismo e Federalberghi, Bernabò Bocca. Il presidente del gruppo Sina Hotel (oltre 100 milioni di euro di fatturato) ha spiegato che “qualora la trattativa con Air France non dovesse andare in porto, credo che da parte degli operatori del turismo sia un dovere valutare Alitalia anche da un punto di vista commerciale. Sono pronto ad impegnarmi come imprenditore con il mio gruppo e spero ci si siano molti colleghi interessati ad investire in un piano industriale serio che salvaguardi l’italianità della compagnia aerea”.
Intanto il sindacato SdL torna a contestare le affermazione del presidente dell’Enac Vito Riggio che, ad avviso dell’organizzazione dei lavoratori, “gettano benzina sul fuoco e rappresentano una turbativa“ sulla vicenda Alitalia. SdL torna poi a chiedere alla Consob di sospendere il titolo in Borsa. “In questa fase delicatissima di Alitalia - dichiara Fabrizio Tomaselli coordinatore nazionale SdL intercategoriale - invece di fare quadrato e cercare di rendere la situazione la meno problematica possibile, non si perde occasione di intervenire pubblicamente con annunci e prese di posizione, con interpretazioni e parole in libertà che non fanno altro che drammatizzare l’intera vicenda”. “Passi forse per i politici in campagna elettorale”, prosegue il sindacalista, “ma ciò che non è assolutamente sopportabile è che le istituzioni stiano operando in modo inconcepibile”. Per Tomaselli “Riggio sta gettando benzina sul fuoco”.
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IL MATTINO - 14 aprile
IL RISIKO DEI CIELI
Anche Alitalia attende il risultato elettorale per vedere chiari gli scenari che si profilano. Martedì è previsto un incontro di ricognizione tra l’azienda e i sindacati. Resta l’attesa per il possibile incontro preannunciato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta, che ha riportato in campo il governo con un ruolo attivo volto a un accordo quadro con Air France che sia «a portata di firma» già in settimana. Il governo, infatti, resterà in carica fino alla nomina del prossimo esecutivo ma è ovvio che le decisioni che prenderà non potranno non tenere conto dell’esito delle urne. E qui si aprono i tre possibili scenari. La vittoria del Pdl con largo consenso anche al Senato secondo gli osservatori rimetterebbe in discussione la trattativa con Air France. La messa a punto di un piano alternativo però renderebbe necessario trovare subito il modo per garantire la continuità aziendale con iniezioni di liquidità nelle casse della compagnia. Con Veltroni al governo si rafforzerebbe l’opzione Air France, con il vantaggio, dicono i sindacati, di riaprire una trattativa senza le strettoie imposte dall’attuale ministero dell’Economia. In caso di pareggio al Senato tra Pd e Pdl entrambe le parti avrebbero interesse a risolvere subito il nodo Alitalia senza addossare all’altra l’esito della vendita. L’opzione bipartisan punterebbe comunque su Air France e potrebbe affidare la mediazione ad Enrico Letta, accelerando la vendita. E il sindacato si troverà a fare un passo indietro. Intanto, anche gli imprenditori del settore turistico sono pronti a scendere in campo. Lo ha annunciato a «Domenica In Attualità» il presidente di Confturismo e Federalberghi, Bernabò Bocca: «Credo che da parte degli operatori del turismo sia un dovere valutare Alitalia anche da un punto di vista commerciale. Sono pronto a impegnarmi come imprenditore con il mio gruppo». Il presidente dell’Enac Vito Riggio ha rilanciato l’allarme per possibili sospensioni della licenza o di autorizzazioni provvisorie per non bloccare i voli se per Alitalia non sarà garantita liquidità per almeno un anno. Allarme che il sindacato SdL contesta: affermazioni che «gettano benzina sul fuoco, una turbativa. La Consob non dice nulla, noi crediamo che il titolo dovrebbe essere sospeso in Borsa almeno sino a quando non si chiarirà la
 
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