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Dietrofront delle FFS sulle Officine di Bellinzona, la lotta paga! PDF Stampa E-mail
lunedì 07 aprile 2008
FRIZZO: "MERCOLEDI’ TORNIAMO AL LAVORO"
TICINONEWS. ch - 6 aprile h. 12:32
Sabato a Berna raggiunto l'accordo tra le parti. Può iniziare la tavola rotonda
Le Ferrovie federali hanno accettato sabato di ritirare tutte le misure di ristrutturazione delle Officine di Bellinzona presentate il 6 marzo.
La decisione è stata comunicata nel corso della riunione convocata a Berna dal ministro Moritz Leuenberger. Il Comitato di sciopero ha da parte sua accettato di cessare l’astensione dal lavoro.

La proposta di cessare lo sciopero verrà comunicata lunedì prossimo all’assemblea dei lavoratori. Alla riunione, terminata nel tardo pomeriggio erano presenti, oltre a Leuenberger, i dirigenti delle FFS, con il presidente Lalive D’Epinay e il direttore Andreas Meyer, una delegazione del Consiglio di Stato, con Marco Borradori, Patrizia Pesenti e Laura Sadis, una delegazione della Deputazione alle Camere federali, tra cui Fulvio Pelli e Attilio Bignasca, i vertici cantonali e federali dei principali sindacati e naturalmente il Comitato di sciopero capeggiato da Gianni Frizzo.
“Si riparte dunque da zero - commenta Marco Borradori -. Siamo molto soddisfatti di essere riusciti a ottenere questo risultato. Le Ferrovie hanno deciso di ritirare ogni misura sulle Officine. A questo punto Leuenberger nominerà un mediatore e si potrà dare inizio alla tavola rotonda”.
Le Ferrovie, spiega Borradori, metteranno sul tappeto tutte le cifre che finora non hanno fornito, la stessa cosa faranno i lavoratori delle Officine.
Soddisfazione anche da parte sindacale: “Proporremo all’assemblea di smettere lo sciopero - dice il sindacalista Matteo Pronzini -. La tavola rotonda avrà lo scopo di discutere e di garantire il futuro delle Officine”.
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LE AGENZIE SULLE TRATTATIVE DI OGGI
ATS - 5 aprile
Dopo quattro settimane di sciopero incomincia ad intravvedersi uno spiraglio nella vertenza che oppone la direzione di FFS Cargo alle maestranze di Bellinzona. Dopo l'incontro odierno con rappresentanti degli operai, della direzione delle ferrovie e vari esponenti politici, il ministro dei trasporti Moritz Leuenberger ha detto davanti ai media che ci sono le condizioni per una tavola rotonda attorno alla quale dovranno sedersi le parti interessate per trovare una soluzione al prospettato taglio di personale.
Stando al consigliere federale è stato raggiunta un'intesa che permette l'inizio di negoziati. Da parte loro i sindacati si sono detti soddisfatti di questi nuovi sviluppi.
All'incontro hanno preso parte rappresentanti del Consiglio di stato ticinese e retico, nonché parlamentari a Berna sia ticinesi che grigionesi. Per le maestranze erano presenti sindacalisti di Unia, SEV e Transfair. Ieri il mediatore scelto da Leuenberger, Marco Solari, aveva informato il ministro sui risultati degli incontri con la direzione delle FFS e gli scioperanti, senza però lasciare trapelare nulla.
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ATS - 5 aprile
Dopo quattro settimane di sciopero incomincia ad intravvedersi uno spiraglio nella vertenza che oppone la direzione di FFS Cargo alle maestranze di Bellinzona. Dopo l'incontro odierno con rappresentanti degli operai, della direzione delle ferrovie e vari esponenti politici, il ministro dei trasporti Moritz Leuenberger ha detto davanti ai media che ci sono le condizioni per una tavola rotonda attorno alla quale dovranno sedersi le parti interessate per trovare una soluzione al prospettato taglio di personale.
Stando al consigliere federale è stato raggiunta un'intesa che permette l'inizio di negoziati. Da parte loro i sindacati si sono detti soddisfatti di questi nuovi sviluppi.
All'incontro hanno preso parte rappresentanti del Consiglio di stato ticinese e retico, nonché parlamentari a Berna sia ticinesi che grigionesi. Per le maestranze erano presenti sindacalisti di Unia, SEV e Transfair. Ieri il mediatore scelto da Leuenberger, Marco Solari, aveva informato il ministro sui risultati degli incontri con la direzione delle FFS e gli scioperanti, senza però lasciare trapelare nulla.
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ATS - 5 aprile
Si apre uno spiraglio nella vertenza tra la direzione delle FFS e le maestranze delle officine di Bellinzona, in sciopero da quattro settimane per protestare contro le misure di ristrutturazione della divisione FFS Cargo. Oggi a Berna, dopo tre ore di discussione, è stata trovata un'intesa per l'inizio di un negoziato volto al salvataggio del sito ticinese. Le parti coinvolte si sono date due mesi per giungere a una soluzione. L'avvio della tavola rotonda è subordinato al nullaosta della base degli operai e del Cda delle ferrovie.
In caso di sì, durante il periodo di discussione, le misure di ristrutturazione verranno ritirate, mentre gli operai dovranno ritornare al lavoro. Lunedì, stando al rappresentante degli scioperanti Gianni Frizzo, gli operai di Bellinzona verranno consultati e, in caso di responso affermativo, dovrebbero riprendere l'attività. Frattanto i sindacati si sono detti soddisfatti di questi nuovi sviluppi.
Il cda delle FFS avrà una prima discussione telefonica questa sera, ha detto dal canto suo all'ATS il direttore di FFS Cargo Nicolas Perrin.
All'incontro odierno, voluto dal consigliere federale Moritz Leuenberger per tentare di sbloccare la situazione, hanno preso parte rappresentanti del Consiglio di stato ticinese e retico, nonché parlamentari a Berna sia ticinesi che grigionesi. Per le maestranze erano presenti sindacalisti di Unia, SEV e Transfair.
La tavola rotonda, ha dichiarato davanti ai media il ministro dei trasporti Moritz Leuenberger, deve essere "aperta al risultato e trasparente". Ciò significa che dovranno essere presentate tutte le cifre.
Scopo della tavola rotonda, ha spiegato Leuenberger, è preservare le officine di Bellinzona. Tuttavia le discussioni non saranno facili. "Anche oggi - ha detto il ministro socialista - si è avuta la prova che ci troviamo in una situazione difficile".
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ATS - 5 aprile
I negoziati per cercare una soluzione alla vertenza tra la direzione delle FFS e gli scioperanti delle officine di Bellinzona dureranno due mesi. Durante questo periodo le misure di ristrutturazione verranno ritirate, mentre gli operai dovranno ritornare al lavoro. L'accordo - prima di entrare in vigore - deve ancora ottenere l'avallo della base degli operai e del Cda delle ferrovie.
La tavola rotonda, ha dichiarato il consigliere federale Moritz Leuenberger al termine di tre ore di discussioni, deve essere "aperta al risultato e trasparente". Ciò significa che dovranno essere presentate tutte le cifre.
L'accordo raggiunto dovrà ancora ottenere il nullaosta del Cda delle FFS nonché della base degli scioperanti. Per il ministro dei trasporti non si può escludere che una delle parti si opporrà all'intesa. Lunedì, stando al rappresentante degli scioperanti Gianni Frizzo, gli operai di Bellinzona verranno consultati e, in caso di sì, dovrebbero tornare al lavoro.
Il cda delle FFS avrà una prima discussione telefonica questa sera, ha detto all'ATS il direttore di FFS Cargo Nicolas Perrin.
Scopo della tavola rotonda, ha spiegato Leuenberger, è preservare le officine di Bellinzona. Tuttavia le discussioni non saranno facili. "Anche oggi - ha detto il ministro socialista - si è avuta la prova che ci troviamo in una situazione difficile".
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NEW.TICINONEWS.ch - 4 aprile, 15:00
OFFICINE BELLINZONA: LE CAMICIE DEI CONTROLLORI PER FFS CARGO
Un "segno di solidarietà" per aiutare a riparare il buco milionario. Le FFS nel frattempo vietano di portare i pins "Giù le mani dalle Officine" ai controllori.
Un segno di solidarietà quello dei controllori FFS ticinesi verso le FFS Cargo.
Con l'arrivo degli Euro 08 sono pure arrivate le nuove divise per i controllori delle ferrovie. Che fare quindi con quelle vecchie mai usate ed ancora imballate? La risposta è sorta spontanea ai controllori delle Ferrovie ticinesi: aiutare FFS Cargo che, vendendo le camicie delle vecchie divise potrebbe così "coprire il buco milionario venutosi a creare da strategie aziendali errate". Questo in sintesi il messaggio inviato oggi dal Sindacato del personale dei trasporti (Sev) ai media ticinesi.
Raggiunto ai nostri microfoni, Angelo Stroppini del Sev ha parlato di "segno di solidarietà... ironico" e ci ha pure assicurato che due pacchi con oltre 100 camicie sono stati spediti pochi minuti fa.
E' notizia di questi giorni inoltre che le FFS hanno vietato al personale del treno ticinese di portare il famoso pins “Giù le mani dalle Officine”. "Una decisione assurda e deplorata dal Sev", si legge nella nota stampa, "anche perché solo le FFS, non hanno ancora capito come la solidarietà sia forte in tutte le categorie professionali ferroviarie ed in tutta la popolazione ticinese e le manifestazioni popolari di questi giorni ne sono state la prova".


vedi anche ‘Rassegna Stampa’ del 2 aprile e precedenti
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