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Alitalia convoca i sindacati PDF Stampa E-mail
venerd́ 04 aprile 2008
RAINEWS24.rai.it – 3 marzo
Prodi: auspico la ripresa delle trattative
Alitalia ha convocato i sindacati domani alle ore 11.00 per fare il punto sulla situazione dopo la rottura della trattativa con Air France-Klm. Filt Cgil, Fit Cisl, Ugl Trasporti e Sdl e Anpac, Unione Piloti, Anpav e Avia avevano chiesto "un incontro urgente per le necessarie valutazioni sulla situazione di Alitalia" anche con la presidenza del Consiglio. La richiesta non è sottoscritta dalla Uil Trasporti che ha abbandonato il tavolo delle trattative con Air France. A Palazzo Chigi, questa mattina, vertice sulla vicenda Alitalia presieduto dal sottosegretario Enrico Letta. Al tavolo, tra gli altri, i ministri dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa, dei Trasporti Alessandro Bianchi e delle attività produttive Pierluigi Bersani.
"Il Governo, preso atto dell'interruzione delle trattative per la vendita di Alitalia e delle dimissioni del Presidente Prato, è anzitutto impegnato a garantire la necessaria continuità di governo dell'azienda", si legge nel comunicato diffuso al termine dell'incontro.
"Il Governo, al contempo, procederà a verificare se gli sviluppi del negoziato nella giornata del 2 aprile e i conseguenti comunicati di Alitalia ed Air France significhino la caduta definitiva dell'ipotesi di concentrazione tra le due società o se esistano ancora possibilità di accordo con i sindacati". [….]
Commissariamento dietro l'angolo?
Il commissariamento di Alitalia, evocato dal ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, sembra sempre piu' vicino dopo la drammatica rottura, ieri pomeriggio, della trattativa tra la compagnia, Air France-Klm e i sindacati. Il presidente Maurizio Prato si e' dimesso e il cda è convocato in mattinata per "le necessarie e opportune determinazioni", mentre i sindacati chiedono un "confronto immediato" con il governo per salvare la compagnia dal commissariamento. Il presidente del Consiglio Romano Prodi da Bucarest parla di un "grave errore dei sindacati".
Air France ha abbandonato il tavolo dopo una controproposta avanzata dalle otto sigle sindacali al tavolo. Una proposta che per la compagnia franco-olandese e' "volta a mantenere nel perimetro di Alitalia attivita' pesantemente deficitarie" e "incompatibile con l'obiettivo di un rapido ritorno alla redditività". Per questo il presidente Jean Cyril Spinetta ha "preso atto con rammarico della rottura dei negoziati, che non dipende da noi" ed e' ripartito per Parigi.
I sindacati hanno chiesto di includere nel perimetro della nuova società anche Az Servizi, facendo partecipare all'aumento di capitale Alitalia anche Fintecna, che poi avrebbe conferito la sua quota della societa' nella nuova Alitalia, e di mantenere nel gruppo le attività cargo.
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IL MANIFESTO - 3 aprile
ROTTE LE TRATTATIVE ALITALIA SUL PRECIPIZIO
Controproposta dei sindacati. Air France la considera «negativa» e lascia il tavolo. Si dimette Prato, presidente Alitalia. Sotto accusa Padoa Schioppa: «inqualificabile»
FRANCESCO PICCIONI
Colpo di scena. Tragico. Al tavolo delle trattative Air France non porta le attese novità; i sindacati avanzano una controproposta strutturata sui cui Alitalia e Fintecna si dicono adirittura d'accordo; Jean-Cyril Spinetta raccoglie il cappello e se ne torna a Parigi, per riferire al suo cda. Ha comunque anticipato il suo parere negativo, spiegato con l'altrettanto ovvia considerazione che «le organizzazioni sindacali hanno formulato oggi una proposta nuova che si colloca in un quadro completamente diverso. Air France-Klm ha quindi dovuto constatare con dispiacere che non esistevano più le condizioni per il proseguimento delle trattative», perché «non ha ricevuto alcun mandato dal suo consiglio di amministrazione per dar seguito a questo schema completamente nuovo».
Il contropiano sindacale (Cgil, Cisl, Sdl, Anpac, Anpav, Avia, Up, Ugl) è imperniato sul ruolo di Fintecna, società di proprietà dello stato che possiede il 49% di Az Servizi. «Fintecna trasferirà l'intera quota nella Nuova Alitalia», determinando così una «maggiore capitalizzazione della nuova azienda, rendendo più solida la prospettiva di rilancio». Più soldi permetterebbero di «mantenere il settore Cargo, la dismissione di un numero minore di aerei di medio raggio, l'ingresso di nuovi aerei di lungo raggio». In pratica, il «perimetro aziendale» della nuova compagnia comprenderebbe tutto quello che già c'è (spezzettato in più società). Ma non viene negata la necessità di «condividere il necessari processi di riorganizzazione ed efficientamento», compresi «eventuali esuberi di personale».
Materia di trattativa, certamente, ma non una porta chiusa. Una proposta che avrebbe garantito addirittura meglio Air France, perché la ricapitalizzazione (un miliardo, prevedevano i francesi) riceverebbe l'apporto di una società pubblica. E qui si torna a regista negativo di tutta la vicenda Alitalia nell'ultimo anno e mezzo: Tommaso Padoa Schioppa, ministro dell'economia e perciò titolare del pacchetto azionario in vendita (il 49,9%). Ancora ieri, in parlamento, ha subordinato la concessione di un prestito-ponte (300 milioni) al raggiungimento dell'accordo dei sindacati. Una condizione che ha favorito l'irrigidimento di Spinetta (ovvio che un acquirente cerchi di pagare il meno possibile e ottenere il massimo da un antagonista debolissimo) e, quindi, l'incartarsi del confronto.
La rottura del tavolo ha aperto una serie di reazioni a catena. Il presidente dell'Alitalia, Maurizio Prato, si è dimesso subito dopo, prendendo atto che «scade oggi (ieri, ndr) il termine di avveramento delle condizioni di efficacia del contratto concluso con Air France-Klm». Per stamane (alle 13) è stato convocato il consiglio di amministrazione della compagnia. Le dimissioni sono anche un segnale alla politica. Al ministro Padoa Schioppa in particolare. E' infatti come se avesse detto all'azionista «mi hai mandato lì e mi hai lavorato contro».
A questo punto il cerino torna per intero nelle mani del governo, a soli dieci giorni dalle elezioni politiche. E' immaginabile che ci sarà un consiglio dei ministri straordinario e che il «cerbero dei conti» dovrà giustificare la sua incredibile incapacità di prevedere gli effetti delle proprie scelte. Soprattutto quella di non fornire (col prestito-ponte, per garantire la liquidità nei prossimi mesi) quel margine di trattativa che tutti chiedevano. I sindacati lo accusano apertamente: «ancora nelle ultime ore preannunciava il fallimento di Alitalia; atteggiamento questo inqualificabile per chi ha responsabilità istituzionali e di tutela del bene pubblico».
Nella previsione (scontata) che da oggi ci sia un crollo delle prenotazioni, i sindacati ganno diramato una nota unitaria i cui invitano tutti i lavoratori a lavorarere regolarmente, per garantire la continuità aziendale. Dal governo pretendono invece di «assumersi la responsabilità piena del futuro di Alitalia unitamente ai lavoratori ed a proseguire nel piano stand-alone ricercando condizioni di rinnovato interesse, in un contesto europeo, per un processo industriale di ampio respiro attraverso una vera negoziazione».
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LIBERAZIONE – 3 aprile
Nel pomeriggio i sindacati avevano presentato una loro proposta
Alitalia, Air France via Prato: è il caos
Commissario in vista
Roberto Farneti
Se Tommaso Padoa Schioppa è davvero convinto che la vendita ad Air France sia l'unica alternativa al fallimento di Alitalia, come ha dichiarato davanti alle Commissioni Bilancio, Trasporti e Attività Produttive della Camera, non gli resta che rassegnare lui le dimissioni. La rottura, non si sa se definitiva, che si è consumata nella serata di ieri tra Air France e i sindacati, è infatti anche il frutto dell'assoluta incapacità del ministro dell'Economia - e del presidente del Consiglio Romano Prodi - di creare le condizioni per una trattativa che non si dovesse necessariamente concludere con un accordo capestro. Tanto più che è in gioco il futuro di una azienda che, malgrado i conti in rosso, rappresenta il perno su cui ruota l'intero settore del trasporto aereo italiano.
Per il momento, l'unico che ha già deciso di assumersi le proprie responsabilità è il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, uomo messo lì da Padoa Schioppa: «Ora va data una scossa, va presa una decisione forte. Ho fallito e devo dare un segnale personale», si sarebbe sfogato Prato con i sindacati, subito dopo che il numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, aveva abbandonato il tavolo con parole senza speranze: «La trattativa è finita».
La scelta di Prato di dare le dimissioni, per quanto apprezzabile, spaventa però i sindacati, per quello che ne potrebbe conseguire. Oggi infatti si riunirà il cda di via della Magliana, che potrebbe decidere per il commissariamento. «Una eventualità da scongiurare assolutamente», chiarisce il coordinatore nazionale di Sdl, Fabrizio Tomaselli, secondo cui «ora il governo deve convincere Padoa Schioppa, che non è il padrone di Alitalia, a creare le condizioni per la continuità aziendale e per la ripresa della trattativa con Air France o con chi ha proposte serie». Malgrado la rottura, qualche spiraglio aperto è ancora rimasto. Se infatti la controproposta presentata ieri dalle otto sigle sindacali (la Uil non ha partecipato al tavolo) è stata definita «inaccettabile» da Spinetta, è pur vero che il numero uno del colosso franco-olandese ha anche detto che la porterà comunque all'attenzione del cda del gruppo. «Ma dubito che sarà accettata», ha subito precisato. [……..]
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ADNKRONOS.com - 2 aprile
ALITALIA, CDA NOMINA PRESIDENTE ARISTIDE POLICE

Aristide Police è il nuovo presidente di Alitalia, dopo le dimissioni rassegnate ieri dal presidente e amministratore delegato Maurizio Prato.
A nominare Police, docente di diritto amministrativo e già membro del Cda della compagnia è stato oggi il consiglio di amministrazione di Alitalia. Il cda ha ''verificato la sussistenza di un adeguato sistema di governo dell'azienda e l'imprescindibile continuità nelle azioni dell'alta drezione della stessa e ha nominato - riferisce la società - presidente della società il prof. avv. Aristide Police''.
La situazione finanziaria dell'aviolinea sarà invece esaminata nella riunione del consiglio di amministrazione convocata per l'8 aprile prossimo. A deliberarlo è stato il board nel corso della lunga riunione che si è svolta oggi pomeriggio.
''Il consiglio di amministrazione - si legge nel comunicato diffuso dalla compagnia - ha approfondito, nel nuovo contesto, la situazione finanziaria e patrimoniale della società, il cui esame ha deliberato di completare, anche con il supporto di primari advisor, finanziario e legale, nella prossima riunione già prevista per l'8 aprile prossimo''.
Il cda ha dunque preso atto che il contratto concluso con Air France-Klm è venuto meno, dal momento che non si sono avverate le condizioni di efficacia del contratto in esso previste. Ma la proposta del gruppo franco-olandese è quella che garantisce una ''crescita profittevole'' della compagnia.
Intanto ''il governo procederà a verificare se gli sviluppi del negoziato nella giornata del 2 aprile e i conseguenti comunicati di Alitalia e Air France significhino ''la caduta definitiva dell'ipotesi di concentrazione tra le due società o se esistano ancora possibilità di accordo con i sindacati''. E' quanto si legge in una nota della presidenza del Consiglioal termine dell'incontro tenutosi a palazzo Chigi per fare il punto della situazione dopo l'abbandono da parte del presidente di Air France-Klm, Jean Ciryll Spinetta, al tavolo delle trattative.
"Il governo, preso atto dell'interruzione delle trattative per la vendita di Alitalia e delle dimissioni del presidente Prato - si legge ancora nel comunicato -, è anzitutto impegnato a garantire la necessaria continuità di governo dell'azienda".
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta, secondo quanto s'apprende da fonti governative, avrebbe già avviato una serie di contatti a tutto campo per riallacciare le fila del confronto. Una ricognizione, spiegano le stesse fonti, che non risponde a un mandato formale affidato a Letta e che, pur non avendo una precisa scadenza temporale, dovrebbe svolgersi in tempi molto brevi.
Da parte loro i sindacati, che hanno chiesto un incontro urgente al governo e ad Alitalia, mettono in chiaro che la proposta presentata ieri è negoziabile e non ultimativa. La precisazione è arrivata dai rappresentanti delle 8 sigle sindacali in una conferenza stampa nel corso della quale hanno spiegato i motivi che hanno portato ieri alla rottura del negoziato con Air France-Klm. E, come hanno sottolineato, il documento unitario aveva avuto anche il consenso del presidente di Alitalia Maurizio Prato e dei vertici di Fintecna.
Per ora le parti sociali sono state convocate da Alitalia per domani mattina alle 11 per un aggiornamento e una valutazione della situazione della compagnia.
La Borsa di Milano ha intanto deciso di prorogare la sospensione di azioni e obbligazioni Alitalia fino all'8 aprile, quando si riunirà nuovamente il Cda della società.
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IL TEMPO.it – 3 aprile
ALITALIA: PRATO LASCIA
SDL INTERCATEGORIALE: NO AL COMMISSARIAMENTO


Commissario vicino
Era nell'aria. E così è stato. Maurizio Prato, ad e presidente di Alitalia che ha cercato di portare fino in fondo la vendita di Alitalia, dopo che i francesi hanno praticamente abbandonato ogni tentativo di chiudere il dossier, ha rassegnato le sue dimissioni.
Un gesto che è l'evoluzione naturale del mandato che gli era stato assegnato dal governo Prodi. Una decisione che ha messo, però, in fibrillazione i sindacati che, dopo aver adottato una politica del muro contro muro, ora temono di essere additati come i responsabili del fallimento del vettore italiano. Sì, perché il passaggio successivo della vicenda potrebbe essere il commissariamento. Oggi, infatti, si riunisce il cda che «potrà assumere le necessarie ed opportune determinazioni» spiega la nota di addio di Prato. Parole pesanti dietro alle quali le organizzazioni dei lavoratori hanno già letto l'arrivo di provvedimenti drastici. Questa la sensazione almeno che è arrivata dalle parole del segretario nazionale di Sdl Andrea Cavola. «È il momento di far quadrato. Abbiamo invitato il presidente Prato a non prendere decisioni di commissariamento. Non si deve perdere la testa - ha aggiunto - e occorre garantire l'operatività dell'azienda». [....]
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IL MANIFESTO – 2 aprile
Ultime manovre nella rissa su Alitalia
Rinviato a oggi l'incontro decisivo tra Air France e sindacati. Voci e smentite su nuove proposte (e meno esuberi) di Spinetta. Berlusconi cambia idea e si dice disposto ad accettare la vendita ai francesi
FRANCESCO PICCIONI
Se l'importanza della posta in gioco si misura dal numero delle manovre sotterranee, beh, allora la vendita di Alitalia deve essere un affare di prima grandezza. L'atteso incontro tra azienda, Air France e sindacati, che doveva iniziare ieri a mezzogiorno è stato improvvisamente spostato alla stessa ora di oggi. Motivazione ufficiale: «necessità di approfondimenti tecnici». Nelle stesse ore veniva visto entrare a palazzo Chigi Francesco Mengozzi, uno dei tanti ex amministratori delegati cui l'azionista di maggioranza - lo stato italiano - dovrebbe semmai chiedere i danni per come ha gestito l'azienda. E' considerato un intimo di Jean-Cyril Spinetta (presidente di Air France), e il suo arrivo veniva interpretato come una conferma del frenetico confabulare tra governo e francesi per trovare una via d'uscita a uno stallo creato soprattutto dall'eccesso di sicumera del ministro-azionista, Tommaso Padoa Schioppa. Per troppa voglia di costringere ancora una volta i sindacati a trattare con la pistola puntata alla tempia, infatti, ha imposto tempi troppo rigidi e ultimativi per una trattativa vera. Ora - visto che per confrontare sinergie ed eventuali «esuberi» tra due compagnie così grandi occorre un lasso di tempo ragionevole - o chiude la porta in faccia al negoziato che tutti dicono di voler portare avanti fino in fondo (e regala parecchie carte a Berlusconi, azienda compresa), o dilaziona l'ultimatum da lui stesso fissato per interposta persona (Maurizio Prato, presidente dell'Alitalia).
L'ultimatum scade oggi stesso. Nel pomeriggio di ieri si sono diffuse voci attribuite ad anonime «fonti sindacali» secondo cui Spinetta stava preparando modifiche alla sua proposta: un B777 in più in flotta dal 2009, 3 MD80 in meno da mandare in pensione, l'Atitech di Napoli (manutenzione «pesante») riportata entro il perimetro aziendale, verifica della redditività di Cargo posticipata al 2009 (e quindi anche chiusura posticipata). Più aerei in servizio effettivo significa meno «esuberi» a tutti i livelli (piloti, assistenti di volo, personale di terra). Più seriamente, i sindacati avevano chiesto l'altroieri di riattribuire ad Alitalia i collegamenti tra sei province «ricche» (Bologna, Torino, Verona, Venezia, Genova, Trieste) con Parigi, oggi date in monopolio ad Air France; un «regalo della gestione Mengozzi, non a caso. Significherebbe 10 aerei operativi in più e 400 esuberi in meno; senza perdite in occupazione francese.
Le smentite arrivavano sia da Air France che dai sindacati. Che qualcosa in più, oggi, Spinetta debba dire, sembra certo. Che siano proprio quelli indicati i «punti di caduta» di un possibile accordo, non è affatto detto. Arrivare al tavolo con attese eccessive (per i lavoratori, più che per i sindacati) sarebbe rischioso.
Altri segnali arrivavano da Berlusconi, che ha improvvisamente cambiato linea: «resto molto scettico sull'ipotesi di andare avanti con questa trattativa, ma se l'accordo prevede pari dignità che non faccia sparire Alitalia come compagnia di bandiera, noi siamo d'accordo». Anche Luigi Angeletti, segretario generale della Ui (il sindacato che aveva abbandonato il tavolo solo il giorno prima) chiudeva la strada ad ogni ipotesi diversa dalla vendita ad Air France: «non credo che una cordata italiana possa palesarsi dopo le elezioni». Il suo segretario di categoria, Caronia, restava così completamente solo nel pretendere di tornare a trattare dopo il 14 aprile.
Per farsi sentire, anche ieri i dipendenti del centro direzionale della Magliana si sono mobilitati con un corteo che ha prima occupato il Ced e l'amministrazione, poi andando a bloccare la linea ferroviaria per Fiumicino. Oggi, a mezzogiorno, tutti gli occhi saranno puntati sulla palazzina della direzione.
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ANSA - 2 aprile
AIR FRANCE LASCIA IL TAVOLO ALITALIA. SI DIMETTE IL PRESIDENTE PRATO
Borsa italiana ha deciso di sospendere il titolo Alitalia. Lo rende noto un portavoce della stessa Borsa italiana, dopo la decisione del presidente di Air France-Klm Spinetta di rompere la trattativa sulla compagnia di bandiera.
Spinetta rinuncia. L'affare Alitalia salta. Prato si dimette. E incombe il rischio commissariamento. […..] Il patron di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta aveva subordinato l'offerta per comprare Alitalia al preventivo raggiungimento di un accordo con le organizzazioni rappresentative della maggioranza del personale di terra e personale di volo. E il termine scadeva mercoledi'. Dopo gli sforzi fatti per rendere più digeribile un'offerta che i sindacati avevano respinto nella prima e seconda stesura, i rappresentanti dei lavoratori hanno presentato una controfferta. Che per Spinetta è stata "non accettabile". Non solo perché "sono contrario a livello personale - ha spiegato - ma non rientra nel mio mandato".

Una rottura dei negoziati "che non dipende da noi" ha commentato con rammarico Spinetta ribadendo che l'acquisizione di Alitalia "é un progetto nel quale credevo profondamente e nel quale continuo a credere perché avrebbe permesso all'Alitalia di ritrovare rapidamente la strada per una crescita redditizia". Nonostante il forte interesse del colosso d'oltralpe al ghiotto mercato italiano la controproposta dei sindacati "volta a mantenere nel perimetro di Alitalia attività pesantemente deficitarie" e cioé quelle di terra, "é incompatibile con l'obiettivo di un rapido ritorno alla redditività" ha spiegato il gruppo franco-olandese. Uno schema "completamente nuovo" per il quale Air France-Klm "non ha ricevuto alcun mandato dal suo consiglio di amministrazione" spiega un comunicato. Le otto sigle sindacali chiedevano, oltre a che non venissero chiuse le attività cargo e che fossero messi a terra un numero inferiore di aerei, che la finanziaria del Tesoro Fintecna partecipasse all'aumento di capitale previsto con una quota di minoranza e conferisse l'intera quota (49,4%) che possiede in Alitalia servizi alla "Nuova Alitalia". Sarebbe stato proprio questo punto, con la prospettiva di una percentuale troppo alta della presenza dello Stato italiano tramite Fintecna nella holding, a far dire di no a Spinetta. Che, alzandosi dal tavolo, ha detto: "Finisce qui"sfilando via assieme al suo staff.

Ora il rischio commissariamento si fa più reale. Maurizio Prato ha rassegnato le dimissioni dalla carica di presidente e amministratore della società e per giovedi' è convocato il consiglio di amministrazione che potrà assumere "le necessarie ed opportune determinazioni". Sulla base delle decisioni del cda spetterà poi all'azionista di maggioranza, cioé il ministero dell'Economia, prendere eventuali misure. In queste ore, dal fronte sindacale, è rimbalzata l'ipotesi della convocazione di un consiglio dei ministri straordinario. Il portavoce di palazzo Chigi, Silvio Sircana ha però escluso che avvenga già questa sera. In mattinata il ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa, parlando alle commissioni Bilancio, Attività produttive e Trasporti della Camera aveva detto che "quella di Air France è l'unica carta, l'unica offerta concreta" e se non andasse in porto "é ipotizzabile il ricorso alla legge Marzano, l'unica in grado di affrontare la crisi di una grande azienda". L'amministrazione straordinaria come soluzione perché, aveva avvertito il ministro, senza un accordo con Air France, "un prestito ponte - anche a prescindere dai chiari profili di illegittimità comunitaria - non sarebbe praticabile".

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IL SOLE 24 ORE.com - 2 aprile
Air France ha rifiutato la controproposta dei sindacati per un accordo sull'offerta per Alitalia. Secondo quanto si apprende da fonti sindacali, la delegazione della compagnia avrebbe abbandonato il tavolo della trattativa.

La proposta prevedeva la partecipazione di Fintecna alla ricapitalizzazione di Alitalia attraverso il conferimento dell'intera quota (49%) posseduta dalla finanziaria del Tesoro in Az Servizi. Ciò, insieme all'iniezione di un miliardo da parte di AirFrance-Klm, avrebbe determinato, secondo i sindacati, una capitalizzazione maggiore della nuova azienda, rendendo più solida la prospettiva di rilancio. La proposta vedeva inoltre il mantenimento del settore cargo per l'intero arco di piano, con la previsione del necessario ricambio della flotta cargo a partire dal 2011 e la dismissione di un numero minore di aerei di medio raggio rispetto a quelli previsti nell'arco di piano e l'anticipazione della fase di ammodernamento dell'intera flotta di medio raggio. Veniva richiesto infine l'ingresso di nuovi aerei di lungo raggio all'interno dell'arco di piano, in anticipo quindi rispetto alle previsioni dell'offerta.
 
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