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Porto di Genova: camalli in rivolta per le aree PDF Stampa E-mail
venerd́ 04 aprile 2008
IL MANIFESTO – 2 aprile
Cortei in città I lavoratori hanno già sfilato ieri, minacciando in serata il blocco totale dei terminal
ALESSANDRA FAVA
Genova
Se la minaccia dei portuali della Compagnia unica avrà avuto effetto, questa mattina i genovesi si sono svegliati col porto di Genova bloccato da 300 mezzi pesanti prima ricoverati in depositi della Culmv in viale Africa, l'arteria principale all'interno del porto di Sampierdarena, al centro del conflitto aperto tra Autorità portuale e camalli.  L'Autorità infatti ha inserito i depositi di viale Africa nell'ordine del giorno del comitato portuale di ieri pomeriggio ventilando uno sgombero se non verranno pagati gli arretrati dei canoni d'affitto. La Culmv, ora Compagnia unica, nel dubbio, insieme a Filt, Fit e Uiltrasporti ha indetto uno sciopero per il primo turno ieri mattina portando per la città sino a Caricamento, una ventina di mezzi, tra ralle e carelloni e qualche centinaio di lavoratori dei 1200 circa impiegati dalla Compagnia unica, come che non succedeva da vent'anni. «Contestiamo il modo con cui il presidente affronta le questioni del mondo del lavoro», diceva Enrico Ascheri della segreteria Filt-Cgil (il console Paride Batini è in silenzio stampa da mesi), mentre partiva la minaccia di occupare viale Africa a mezzanotte.
All'Autorità portuale poche ore dopo raccontano un altro film. Il presidente Luigi Merlo insediato con un governo Prodi ormai agli sgoccioli, mostra un documento del 26 giugno 2007 firmato dal precedente presidente Giovanni Novi (finito ai domiciliari a causa dell'inchiesta per le gare taroccate del Multipurpose) in cui si legge che «le parti hanno transato tutte le reciproche pretese anche relative all'occupazione di aree». Ma siccome è proprio sulle aree di viale Africa che è indagato per occupazione abusiva di aree demaniali il console della Compagnia Paride Batini («aree demaniali e due edifici in viale Africa», si legge nell'iscrizione al registro degli indagati), la Compagnia salta su. Merlo dice che vuole vederci chiaro sull'uso di quasi 17 mila metri quadri e che la legge va rispettata. I camalli però guardano più lontano. All'ordine del giorno del Comitato c'è anche la questione dell'assegnazione temporanea di aree a un terminalista, Grendi, costretto a spostarsi temporaneamente perché iniziano i lavori a Calata Bettolo. Grendi vorrebbe andare nell'area Tirrenia al Multipurpose e l'Autorità lo sostiene. Tirrenia non lo vuole. I camalli non vogliono perché Grendi non dà loro lavoro, avendo già i suoi lavoratori portuali. E ora il presidente dell'Autority minaccia di togliere la concessione a Tirrenia perché, secondo lui, fa rendere il terminal al 50%. Un altro nodo al pettine. Nel frattempo la magistratura sta indagando anche sul materiale portato a Bettolo per i futuri riempimenti col sospetto che non siano state rispettate le norme ambientali senza escludere a priori la presenza di materiali tossici.
 
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