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Benzina, nuovo record. Eurispes: inflazione fino all'8% PDF Stampa E-mail
lunedì 25 febbraio 2008
IL MANIFESTO - 26 febbraio
INFLAZIONE ALL'8% NEGLI ULTIMI MESI
Eurispes
Vanno male le vendite e l'infalzione seguita a salire: secondo l'Eurispes sarebbe ormai all'8%. Dal 2001 al 2005 l'istituto di ricerca ha calcolato una crescita complessiva dell'inflazione del 23,7%.Dopo una fase di stasi, spiega l'istituto di ricerca, l'inflazione ha ripreso a crescere nel corso del 2006-2007 ad una media del 5% e ha registrato negli ultimi mesi una nuova fiammata fino all'8%.  In considerazione di questo andamento, «la perdita media del potere d'acquisto tra le diverse categorie si è ormai attestata intorno al 35%». Ma al peggio non c'è fine: è di ieri la notizia che il prezzo della benzina ha toccato un nuovo record.
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ANSA - 25 febbraio
Nuovo record storico per i prezzi della benzina che questa mattina si sono spinti a quota 1,413 euro al litro, livello mai raggiunto in precedenza.

Lo si rileva dall'aggiornamento dei listini di 'Quotidiano Energia' che mostra anche oggi una raffica di rincari che ha riguardato quasi tutti i principali marchi sia per la benzina sia per il diesel.

A raggiungere il nuovo record per la verde è la Esso che da oggi consiglia ai propri gestori un prezzo di 1,413 euro al litro per la verde, con un rincaro di 1,2 centesimi al litro rispetto al weekend.

Il precedente picco massimo della verde era stato toccato il 18 luglio 2006, quando arrivò a 1,409 euro al litro. Sempre per quanto riguarda la benzina, oltre ad Esso, hanno rivisto i listini consigliati ai gestori anche Api e Shell, portando il prezzo a 1,403 euro al litro. Nuovi aumenti sono scattati inoltre per il gasolio e hanno interessato quasi tutti i marchi. Hanno, infatti, aggiornato i prezzi Api, Esso, Shell, Tamoil e Total, portando il diesel a 1,331, lo stesso livello già raggiunto venerdì nei distributori Agip, che rappresenta il prezzo più alto mai raggiunto dal gasolio. Ritocchi all'insù per il gasolio anche negli impianti Erg (1,331 euro) e Q8 (1,329 euro).

INFLAZIONE: EURISPES, CON INIZIO 2008 FIAMMATA FINO A 8%- L'inflazione torna a correre e "ha registrato in questi primi mesi del 2008 una nuova fiammata fino all'8%". Lo dichiara in una nota il presidente dell'Eurispes Gian Maria Fara, evidenziando che "la perdita media del potere d'acquisto tra le diverse categorie si è ormai attestata intorno al 35%". Secondo l'Eurispes per arrivare a fine mese "il reddito delle famiglie viene integrato ogni mese con 1.330 euro in nero". La perdita del potere d'acquisto fa sì anche che "un italiano su quattro ricorre al credito al consumo".

"A ciò si aggiunga - prosegue Fara - che gli stipendi italiani sono tra i più bassi d'Europa. Questo perché essi non sono stati adeguati alla crescita dell'inflazione reale. In pratica i lavoratori sono pagati in lire ma comprano in euro". Per quanto riguarda le retribuzioni, secondo i calcoli dell'Eurispes, l'Italia è al penultimo posto, superiore solo al Portogallo. Per Fara questa situazione "dovrebbe indurre le forze politiche, una volta superata la fase elettorale e indipendentemente dal risultato, a fare fronte comune per gestire un'emergenza che rischia di trascinare il Paese verso un irrecuperabile declino".

L'Eurispes ricorda anche come nel 2007 l'economia sommersa abbia generato almeno 549 miliardi di euro. "Un'altra economia che va ad integrare i redditi delle famiglie che in seguito alla perdita del potere d'acquisto - rileva Fara - e della forte inflazione si mantengono su livelli ben al di sotto della media europea e non tengono il passo con l'aumento del costo della vita.". L'Eurispes calcola anche che dal 2001 al 2005 l'inflazione è cresciuta del 23,7%. Nel 2006 e nel 2007 il caro-vita avrebbe registrato una crescita media del 5% e agli inizi del 2008 l'aumento dei prezzi si aggirerebbe intorno all'8%. Una situazione che avrebbe impoverito gli italiani, tanto che "solo poco più di un terzo delle famiglie riesce ad arrivare alla fine del mese". Prezzi in rialzo ma anche redditi al palo: "Nel nostro Paese - dice Fara - oltre 20 milioni di lavoratori sono sottopagati e, coeteris paribus, i salari sono inferiori del 10% rispetto a quelli della Germania, del 20% rispetto al Regno Unito e del 25% rispetto alla Francia".

Tra il 2000 e il 2005 "mentre si è registrata - rileva ancora l'Eurispes - una crescita media del salario a livello europeo del 18%, nel nostro paese i lavoratori dell'industria e dei servizi, con esclusione della pubblica amministrazione, hanno visto la propria busta paga crescere solo del 13,7%". In Italia il salario netto annuo è passato da 15.597 euro del 2004 a 16.242 euro del 2006, con una crescita del 4,1%; in Gran Bretagna, dove la crescita percentuale è stata del 33,3%, i salari sono aumentati di quasi 7mila euro passando da 21.015 euro del 2004 a 28.007 del 2006. Sono aumentati anche i salari della Grecia (+34,5%), dell'Olanda (+19,2%), del Portogallo (+52,1%, con uno salario netto annuo passato da 8.634 euro del 2004 a 13.136 euro del 2006), della Finlandia (+14,3%), della Germania (+14,1%), della Danimarca (11,2%), dell'Irlanda (+11%) e della Spagna (+10,4%).

"Perdita del potere d'acquisto, dunque, salari - commenta il presidente dell'Eurispes - tra i più bassi d'Europa, aumento vertiginoso dei prezzi dei beni, anche quelli di prima necessità, ricorso al credito al consumo come forma di integrazione al reddito. Non è un caso se, rispetto alle rilevazioni effettuate dall'Eurispes, gli italiani sono sempre più pessimisti: il 69,5% nel 2008 contro il 51,9% nel 2007, con un incremento di ben 17 punti percentuali, esprime infatti pareri negativi in merito al quadro economico nazionale". Per Gian Maria Fara "questo scenario delinea la società dei tre terzi, dove un terzo vive all'interno di una zona di sicuro disagio sociale e indigenza economica, un terzo appare assolutamente garantito e la fascia centrale (i ceti medi) vive in una condizione di instabilità e di precarietà".
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LA STAMPA.it - 25 febbraio
L'EURISPES: INFLAZIONE REALE ALL'8%
Gelo sui consumatori: «La perdita del potere d'acquisto è del 35 per cento»
TORINO
Non si arresta la corsa dei prezzi, e stagnano i consumi: l’Istat ha certificato oggi che le vendite al dettaglio hanno fatto registrare nel 2007 una crescita di appena lo 0,5%. Un altro dato significativo è che a dicembre, mese tradizionalmente dedicato agli acquisti natalizi, si è registrato un calo nell’ordine dello 0,6% su base annua. Calo ancora più accentuato nel Sud e nelle isole (-1,1%).

Tale andamento preoccupa Confcommercio «soprattutto per i riflessi negativi che può avere sulle prospettive di spesa delle famiglie nel 2008 e, quindi, sulla crescita». L’ufficio studi di piazza Belli rileva che «la prevedibile riduzione del tasso di crescita del prodotto interno lordo e dei redditi nel prossimo anno, verosimilmente porterà ad una stagnazione delle vendite, almeno per tutta la prima parte dell’anno in corso se non per tutto il 2008 a prescindere dal tasso d’inflazione osservato». Inoltre, conclude una nota dell’organizzazione, «il profilo riflessivo dei consumi delle famiglie è un fenomeno che colpisce soprattutto i negozi con vocazione relazionale e di vicinato, quelli cioè che basano la propria forza sul servizio ai clienti».

Altra doccia fredda sui consumatori arriva dall’Eurispes secondo cui l’inflazione è ormai all’8%. Dal 2001-2005 infatti l’istituto di ricerca ha calcolato una crescita complessiva dell’inflazione del 23,7%. Dopo una fase di stasi, spiega l’istituto di ricerca, l’inflazione ha ripreso a crescere nel corso del 2006 e 2007 ad una media del 5% e ha registrato negli ultimi mesi del 2007 e in questi primi mesi del 2008 una nuova fiammata fino all’8%. In considerazione di questo andamento, «la perdita media del potere d’acquisto tra le diverse categorie si è ormai attestata intorno al 35%». E sempre di oggi è la notizia che il prezzo della benzina continua a salire, toccando nuovi record.
 
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