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Nasce il polo FIAT del centrosud PDF Stampa E-mail
mercoledì 27 febbraio 2008
IL SOLE 24 ORE - 26 febbraio
di Paolo Picone
La media Fiat dal prossimo settembre verrà prodotta anche nello stabilimento di Pomigliano d'Arco. Grazie all'attesa riduzione delle perdite di ore di manodopera nei prossimi mesi si presenteranno problemi di dissaturazione. E la soluzione sarà assicurata con il trasferimento da Cassino, a partire dal prossimo settembre, delle lavorazioni di verniciatura e montaggio di parte della produzione della Fiat Bravo ma non ci sarà, per quest'ultimo stabilimento, nessuna ripercussione, perchè la quota di attività ceduta sarà compensata dalla crescita produttiva della Lancia Delta. Per ottimizzare il rifornimento dei componenti alle linee di produzione, verrà costituito al servizio di Pomigliano un centro di logistica avanzata.
A questa struttura verranno dedicate circa 300 persone addestrate sulle conoscenze di base del World Class Logistics attraverso un ulteriore piano di formazione specifico della durata di circa due mesi. Dal 3 marzo quindi Pomigliano e Cassino costituiranno un unico polo industriale, che potrà trarre vantaggio dalla vicinanza dei due impianti, dalle comunanze tecnologiche e impiantistiche, da un indotto integrato di fornitori comuni. Si otterranno in questo modo – secondo Fiat – miglioramenti delle performances in termini di razionalizzazione produttiva e benefici gestionali. La novità, per niente trascurabile, vista la situazione del sito industriale di Pomigliano (fra pochi giorni riaprirà i battenti dopo i due mesi di stop imposti dal piano straordinario del Lingotto), arriva dall'Ad Sergio Marchionne, ieri, in visita nella fabbrica napoletana per fare il punto della situazione. Pomigliano così si riappropria del segmento “C”, il che presuppone maggiore volumi produttivi e quindi garantisce i livelli occupazionali attuali. «A Pomigliano sono stati creati tutti i presupposti per raggiungere gli obiettivi del piano in termini di miglioramento dell'efficienza e di qualità», ha spiegato ai sindacati Marchionne. Dopo aver esprecsso il proprio apprezzamento per il buon lavoro svolto finora e per i risultati ottenuti con il programma di formazione dei dipendenti e grazie anche agli interventi sugli impianti già realizzati, Marchionne ha anche confermato l'impegno ad occupare tutto il personale, avvisando che «sarà però indispensabile continuare a lavorare con impegno e determinazione quando riprenderà l'attività produttiva a partire dal 3 marzo prossimo». I sindacati si dicono soddisfatti. «Si stempera così – spiega Giovanni Sgambati, segretario generale Uilm Campania – un clima che vedeva Pomigliano solo impegnata sul segmento di produzione D». «Occorre, a questo punto – dice Massimo Brancato, segretario generale Fiom Napoli – aprire rapidamente un confronto fra Azienda e Sindacato sulle missioni industriali dell'insieme degli stabilimenti».
Buone notizie intanto anche sulla situazione “multijet”. Sabato, nello stabilimento polacco di Bielsko Biala, è infatti ripresa la produzione del più piccolo turbodiesel Fiat. I casi di anomalia relativi a un componente di fornitura esterna del motore 1.3 Multijet sono stati quindi risolti. L'assemblaggio delle vetture equipaggiate con questo propulsore riprenderà regolarmente entro domani. Pur consapevole del fatto che il blocco alla produzione avrà ripercussioni sui volumi di febbraio, il Lingotto ha confermato tutti gli obiettivi. Una notizia che naturalmente ha avuto ripercussioni sul titolo che ha guadagnato lo 0,15% a 13,91 euro, dopo essersi portato a un valore minimo di 13,86 euro (-0,05%), in controtendenza rispetto alla prima parte della seduta. Vivaci gli scambi per 37,5 milioni di pezzi, pari al 3,4% del capitale.
 
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