Home arrow Migranti arrow Non facciamo uccidere Amir
Non facciamo uccidere Amir PDF Stampa E-mail
venerdì 08 settembre 2006

Abbiamo 48 ore per fermare la sua "condanna a morte".

Lunedì 4 settembre Amir K. cittadino pakistano residente da oltre 2 anni ad Arezzo, é stato fermato per accertamenti e dopo una giornata di interrogatori è stato portato nel Centro di Permanenza Temporanea di via Corelli a Milano con un decreto di espulsione.

Amir è un ragazzo di 23 anni che da quando è in Italia è impegnato attivamente come volontario in iniziative non violente, contro la discriminazione e per l'apertura al dialogo tra le culture e le religioni (corsi di lingua per immigrati, campagna nazionale per il dialogo tra le religioni, raccolta firme per adibire aree di sepoltura ad ogni credo, promotore di un mensile multietnico, etc.).

Non essendo rientrato in nessuna sanatoria né decreto flussi, la sua attuale situazione è di clandestino. Amir ha dovuto lasciare il proprio paese per motivi religiosi: appartiene ad una minoranza sciita e per questo è stato perseguitato e minacciato di morte (esiste un'accurata documentazione della sua situazione); solo nell'ultimo periodo, nella sua città, sono state uccise 41 persone per lo stesso motivo, quindi rimpatriarlo adesso significa condannarlo a morte.

Ci appelliamo all'art.19 della costituzione e chiediamo allo Stato italiano di dargli asilo politico per motivi religiosi. Già oggi molti cittadini italiani amici di Amir stanno raccogliendo e sottoscrivendo migliaia di richieste per il suo asilo politico, per questo è attivo un sito su cui sottoscrivere ed aderire all'iniziativa: vedi link

Venerdì 8 settembre alle ore 17,00 si terrà una manifestazione davanti al CPT di via Corelli a Milano, per dare forza a questo appello a cui invitiamo tutti i singoli cittadini, le comunità culturali e religiose, le associazioni, i partiti a partecipare e a non appoggiare la sua CONDANNA A MORTE!

www.c234.net

scarica l'appello 

 
< Prec.   Pros. >

page counter