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Intorno al tavolo, manca la voce dei lavoratori! PDF Stampa E-mail
giovedì 10 gennaio 2008
Image Si è tenuto il tanto propagandato incontro tra Governo e CGIL-CISL-UIL su come “appesantire” le nostre buste paga. Sono bastate alcune vaghe promesse del Governo per far rientrare le roboanti minacce dei giorni scorsi di Epifani, Bonanni e Angeletti di ricorrere allo sciopero generale se il Governo non avesse messo sul tavolo proposte concrete e risolutive.

Ma proprio qui sta il punto: quali sono le proposte dei sindacati che stanno attorno al tavolo e a nome di chi parlano?

NON CERTO DEI LAVORATORI VISTO CHE NESSUNO LI HA CONSULTATI!

I nostri salari in questi anni sono stati falcidiati dall’inflazione sempre recuperata solo parzialmente e sempre in ritardo. Certo il problema sono anche le tasse ma la questione principale è che da quando ci hanno tolto la scala mobile ed hanno introdotto la famosa politica dei redditi (quella per cui si chiedono aumenti salariali al di sotto della perdita di potere d’acquisto subita per chiudere dopo decine di ore di sciopero con un ulteriore sconto finale) i nostri salari continuano a inseguire l’inflazione senza mai raggiungerla!

Con la scorsa Finanziaria il famoso cuneo fiscale è stato dato solo alle imprese, ai lavoratori sono arrivate poche briciole subito annullate, con gli interessi, dall’aumento delle tasse locali, dagli aumenti delle tariffe, dagli interessi sui mutui per la casa, dall’aumento delle tariffe dei servizi pubblici, dei generi alimentari. Ridurre il peso del fisco sulla busta paga potrebbe essere una parziale soluzione del problema ma dipende da chi pagherà queste minori entrate nelle casse dello Stato! Il rischio è che quello che ci potrebbe essere dato con una mano ci venga ripreso con l’altra attraverso la riduzione dello stato sociale (sanità, scuola, servizi sociali oltre ai già approvati aumenti delle tariffe di gas, acqua, luce ecc).

E intanto la promessa tassazione delle rendite finanziarie non è ancora stata fatta (in Italia siamo ancora al 12,5%, mentre la media europea è intorno al 25%) Sappiamo che chi paga la maggior parte delle tasse in questo paese sono i lavoratori dipendenti. Le imprese non solo non vogliono sganciare sul fronte dei rinnovi contrattuali ma hanno pure la sfacciataggine di provare a strappare qualche altro «incentivo» da aggiungere alla ricca dotazione fin qui ottenuta. Non c’è da meravigliarsene: i padroni sanno fare il loro mestiere, sanno quali sono i loro interessi e li perseguono con determinazione. Sono i lavoratori quelli che negli ultimi anni hanno subito un grave peggioramento delle loro condizioni salariali e lavorative e che dovrebbero dettare le LORO richieste irrinunciabili a chi pretende di rappresentarli ai tavoli di trattativa.

Ma chi tratta per loro sono sempre i rappresentanti di quei sindacati (CGIL-CISL e UIL) che, con la loro strategia sindacale, hanno svenduto gli interessi dei lavoratori. Sono i sindacati che hanno sottoscritto gli accordi per rendere il lavoro più “flessibile” (introducendo quote spropositate di lavoratori precari e ricattabili secondo le “esigenze produttive” dei padroni”). Sono gli stessi sindacati che recentemente hanno firmato il Protocollo di luglio che ha introdotto l’aumento dell’età pensionabile (niente scalone ma scalini che alla fine salgono rapidamente per andare oltre la stessa riforma di Maroni). Sono gli stessi sindacati che hanno svenduto la scala mobile.

Quelli che hanno firmato l’introduzione delle finestre che allungano l’uscita verso la pensione anche per chi ha già raggiunto l’età pensionabile. E’ ora che i lavoratori facciano come i padroni: mettano sul tavolo delle trattative (tutte le trattative, siano esse nazionali o di luogo di lavoro) le loro richieste e decidano come portarle avanti senza più farsi “guidare” da chi ogni volta cerca di convincerli che :

NON SI POTEVA CHIEDERE DI PIÙ! E QUESTO VALE ANCHE PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO DEI METALMECCANICI!

SDL intercategoriale ritiene che per vincere e ottenere dei risultati occorre lottare. I padroni non regalano niente e lo sappiamo bene. Ma noi vogliamo scioperare per una piattaforma che non ci dia le briciole RISPETTO ai profitti che i padroni accumulano sul nostro sfruttamento. 115 euro di aumento medio lordo NON BASTANO PER ARRIVARE A FINE MESE! PER FARE CIÒ SERVE UNA SVOLTA. serve ricostruire l’idea stessa di sindacato, serve restituire il sindacato alla sua funzione originaria,

SERVE UN SINDACATO DEI LAVORATORI. DEVONO DECIDERE LE LAVORATRICI E I LAVORATORI E NON QUELLA CHE È DIVENTATA ORMAI UN’ALTRA CASTA : QUELLA DEI “DISTACCATI” DAI LUOGHI DI LAVORO CHE TRATTANO PER NOI!

SdL intercategoriale

 
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