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Alitalia, avanti nella nebbia PDF Stampa E-mail
domenica 23 dicembre 2007
ANSA – 23 dicembre
ALITALIA: P.CHIGI AVVIA L'ESAME, IL NORD SI RIBELLA
ROMA - Il dossier Alitalia è sul tavolo di Palazzo Chigi. Il Tesoro ha preso atto della scelta della compagnia di bandiera e ha girato le carte al premier Romano Prodi e un primo confronto collegiale nel governo si potrebbe tenere già nel prossimo consiglio dei ministri, il 28 dicembre. Ma al Nord rischia di accendersi una vera e propria polveriera per il ridimensionamento previsto per Malpensa.  Se il governatore della Lombardia Roberto Formigoni definisce quella di Air France "una scelta folle", la Lega minaccia proteste eclatanti, come il blocco delle autostrade. Botta e risposta poi tra le due cordate. Ad Airone che afferma il piano Air France-Klm "é un piano di ridimensionamento e di forte contenimento di Alitalia, fonti vicine al gruppo francese replicano: quello di Airone è solo "un piano bancario". Il governo renderà note le proprie valutazioni a metà gennaio ma già la prossima settimana il dossier sarà oggetto di confronto e valutazione. Palazzo Chigi ha dunque una ventina di giorni per verificare se la proposta del soggetto con cui l'azienda intende avviare una trattativa esclusiva "sia conforme ai profili di interesse generale". "E' evidente che privilegiamo il miglior piano industriale - ha dichiarato il ministro del Lavoro Cesare Damiano -, un profilo nazionale della compagnia e quello che assicura la migliore tutela occupazionale". Il processo di valutazione comunque avverrà nella massima "trasparenza", si rileva in ambienti di governo. In ogni caso la partita, almeno sulla carta, è ancora aperta. E in alcuni settori dell'Esecutivo si fa notare che un eventuale via libera alla proposta dei francesi non sarebbe condizione per escludere totalmente la cordata che fa riferimento all'imprenditore Carlo Toto, alla quale potrebbero per esempio affidati alcuni asset. Ma la partita al momento è incandescente. Il Nord scende sul piede di guerra e minaccia proteste estreme. Parole agguerrite arrivano da Roberto Calderoli della Lega: "La decisione del cda dell'Alitalia di puntare su una compagnia il cui unico interesse é rafforzare l'aeroporto di Parigi cancellando i concorrenti più pericolosi, come Malpensa, testimonia un attacco in corso contro il Nord. Ma se pensano di non trovare ostacoli su questo percorso sbagliano di grosso: i sindaci del Nord, con i cittadini al loro fianco, hanno già iniziato a dare risposte a questo Stato padrone e ladrone". Sempre dal Carroccio arriva infatti la minaccia di bloccare le autostrade. Parole pesanti anche da Formigoni: "Il governo rischia di scherzare con il fuoco perché se avvalla l'abbandono del territorio più importante del paese che è il Nord, rinuncia ad uno dei propri compiti che è quello di garantire l'uguaglianza dei cittadini". Critiche sulla scelta di Air France-Klm da parte di Alitalia arrivano anche dal segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni: "E' una decisione irresponsabile, un errore imperdonabile. Questa scelta costerà molto cara al governo. Questa è la sua sconfitta, è una sconfitta per gli interessi nazionali. Il governo ha preso una decisione irragionevole, per di più senza trasparenza", osserva Bonanni, precisando che "é chiaro che la decisione è stata presa da Prodi e Padoa-Schioppa". Infine botta e risposta tra le due cordate interessate ad Alitalia. Airone afferma che "emerge sempre più chiaramente che il piano di Air France-Klm è un piano di ridimensionamento e di forte contenimento di Alitalia a chiaro svantaggio dei cittadini italiani e della competitività del Paese" e che invece "il piano di Air One è un piano non solo di risanamento ma soprattutto di sviluppo" e che manterrà comunque i voli del Nord Italia. Fonti di Air France replicano: "Occorre smetterla di fare disinformazione e lasciar parlare i piani: quello di Airone è un piano bancario quello di Air France Klm un piano industriale che consentirà all'azienda di tornare in utile e di crescere giocando un ruolo da protagonista nell'ambito del Gruppo".
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IL MANIFESTO – 23 dicembre
Personale di Air France in sciopero, caos a Orly. Il numero 1 Spinetta tace, un ritratto del manager
ALITALIA, PILOTA UN PO' GAUCHISTE
Anna Maria Merlo
Parigi
Alla vigilia di Natale, nel week-end della grandi partenze, l'aeroporto di Orly è semi-bloccato, molti voli sono cancellati. Il personale di terra di Air France è in sciopero, chiede migliori condizioni di lavoro e, invertendo i termini della promessa-ingiunzione del presidente Nicolas Sarkozy, chiede di «guadagnare di più per lavorare di più». Jean-Cyril Spinetta resta impassibile, malgrado i disagi dei viaggiatori. Ed è lui che sarà alla cloche dell'Alitalia, se a metà gennaio il governo italiano darà il via libera alla decisione del consiglio di amministrazione dell'Alitalia di puntare su Parigi.
Jean-Cyril Spinetta è alla testa di Air France dal settembre '97, nominato dall'allora primo ministro, il socialista Lionel Jospin, alla successione di Christian Blanc. E' lui che ha voluto e negoziato la fusione con l'olandese Klm, per creare il primo gruppo europeo di trasporto aereo, il quarto nel mondo. All'epoca, nel 2003, Spinetta aveva già in testa Alitalia. Spinetta aveva firmato un accordo commerciale con la compagnia italiana, progettando che «a medio termine, il nuovo gruppo Air-France-Klm potrà essere rafforzato dall'integrazione di Alitalia».
Spinetta ha negoziato la privatizzazione di Air France, realizzata in concomitanza con la fusione con Klm (nel 2003, la partecipazione pubblica è scesa dal 54 al 44%).
Spinetta, che recentemente ha scatenato uno sciopero ad Air France per essersi lautatamente aumentato il proprio stipendio, ha in realtà alle spalle una storia di manager pubblico piuttosto legato alla sinistra. E' nato nel '43 ed è di origine corsa. Il nonno era amico del socialista Jean Jaurès, era membro della Sfio, l'antecedente del Partito socialista. Il padre era vicino a Guy Mollet, un socialista controverso, e fu segretario di stato alla ricostruzione e alla casa nel '56. Spinetta ha intrapreso, dopo gli studi nelle «grandi scuole», una carriera pubblica: è stato, tra l'altro, direttore di gabinetto del ministro dei lavori pubblici di Francois Mitterrand, Michel Delebarre. Nel '90 era stato nominato alla testa di Air Inter, nel '94 torna alla politica per poi prendere le redini di Air France.
All'epoca della fusione con Klm, i problemi erano più o meno analoghi a quelli attuali con Alitalia: Air France, compagnia in buona salute, si alleava con una società in deficit. «Dobbiamo lasciare il campo libero a British Airways o a Lufthansa per rafforzare le loro posizioni in Europa e sull'Atlantico?», aveva commentato la direzione di Air France.
Alla conferma della scelta di Air France da parte del consiglio di amministrazione di Alitalia, venerdì, Spinetta si è detto «felice». Subito si è premurato di assicurare che Air France-Klm si adopererà per sviluppare «l'espansione della marca Alitalia». E poi ha aggiunto: «Siamo molto contenti di vedere che il nostro piano è stato prescelto, come quello più adatto per assicurare l'avvenire di Alitalia. La nostra ambizione è che Alitalia condivida gli utili della strategia di crescita redditizia perseguita con successo da Air France-Klm»". Spinetta promette che «in seno a un gruppo allargato, Alitalia potrà offrire alla clientela italiana una scelta senza confronti di orari e di destinazioni in Europa e nel mondo». E cerca di rassicurare: «La nostra intenzione non è mai stata di fare di Alitalia una compagnia regionale, ma al contrario di permetterle di rafforzare il suo ruolo di compagnia nazionale italiana e di riconquistare delle fette di mercato naturali». Spinetta promette che «grazie agli investimenti previsti nei prodotti della compagnia e nei suoi servizi, a bordo come a terra, lo sviluppo della marca Alitalia, carta vincente del gruppo, verrà sviluppato in Italia e a livello internazionale».
Per Spinetta la posta in gioco è «far crescere un gruppo multiculturale, multi-marca e multi-hub» (ma senza dire sul fatto che sarà a scapito di Malpensa). Il presidente di Air France-Klm si è poi detto «fiducioso nel successo di questo riavvicinamento» con la compagnia italiana. Anche se ha dimenticato di ricordare che sono previste tra le mille e le 1700 soppressioni di posti di lavoro. La fusione tra Air France e Klm ha dato luogo a delle sinergie : un risparmio per la società di 525 milioni di euro nell'esercizio 2006-07, che dovrebbe salire a un miliardo di euro nel 2010-11.
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L’UNITÀ – 22 dicembre
ALITALIA, FORMIGONI E LEGA CONTRO AIRFRANCE
La scelta del Cda di Alitalia di individuare come partner ottimale per la vendita del pacchetto del tesoro della compagnia la cordata AirFrance-Klm ha i suoi avversari, che il giorno dopo la decisione escono allo scoperto. Primo fra tutti il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni che a Sky Tg24 definisce addirittura «folle» la scelta. Secondo il governatore una compagnia come Air France ha un interesse strategico a sviluppare i propri hub di Parigi e Amsterdam e magari ad avere solo «una piccola propaggine al sud, a Roma» ma «togliendo di mezzo il proprio concorrente più importante che è determinato da Malpensa». Perciò Formigoni propende per una riconsiderazione del quadro. Se da una parte il goivernatore giudica «comprensibile» sul piano aziendale l'interesse di AirFrance ad agire in questo modo per lui « che Alitalia si metta in mano al proprio nemico storico limitandosi a diventare una compagnia regionale o che serve metà del Paese, il centro sud d'Italia, appare inaccettabile».
Non è l'unico a pronunciarsi contro la partneship franco-olandese. Anche Maurizio Gasparri di An strepita contro il governo Prodi per lesione di interessi nazionali. E senza nominare i rivali della cordata capitanata da AirOne, invita a riconsiderare altre strade: «Ci sono tutte le condizioni - dice -per verificare la praticabilità della soluzione italiana. Forte di robusti sostegni bancari». Sempre nel centrodestra anche Roberto Calderoli tuona contro il probabile ridimensionamento di Malpensa. Anzi lo dipinge come solo l'ultimo passaggio di «un attacco in corso contro il Nord», che mette insieme «i sabotaggi ricorrenti sulla Tav, sulla Brebemi, sulla Pedemontana» e un altrettanto presunto «coinvolgimento del sindaco Moratti in vicende che rischiano di mettere a rischio l'assegnazione dell'expo 2015 per Milano». La Lega minaccia, come al solito. Questa volta minaccia di bloccare le autostrade affollate dal traffico natalizio se il governo darà corso alla decisione del Cda Alitalia di indicare nei "cugini" francesi il partner ottimale per il riassetto della compagnia di bandiera italiana.
Il governo al momento non si è ancora espresso definitivamente. Il ministro del Tesoro Tommaso Padoa Schioppa si è limitato a recepire il parere espresso dal consiglio di amministrazione Alitalia. Ma in precedenza sia lui che il suo collega Pierluigi Bersani si sono mostrati favorevoli all'offerta AirFrance.
Nel centrosinistra sono in maggioranza le opinioni favorevoli. Anche Angelo Bonelli, capogruppo dei Verdi alla Camera fa notare i punti positivi del piano di acquisto AirFrance: «Le azioni proposte a 34 centesimi in più rispetto all'altro concorrente, il numero minore di esuberi e l'annunciato rilancio del marchio- sottolinea - sono elementi importanti». E aggiunge: «Ora occorre dare certezze occupazionali e fare in modo che Alitalia torni ad essere competitiva sui cieli internazionali».Il ministro del Lavoro Cesare Damiano dice che i piani industriali di AirOne e di Air France saranno esaminati a breve. «È evidente - rassicura - che privilegiamo il miglior piano industriale un profilo nazionale della compagnia e quello che assicura la migliore tutela occupazionale». La questione Alitalia sarà vagliata nel prossimo Consiglio dei ministri del 28
dicembre.
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IL SOLE 24 ORE.com
ALITALIA HA SCELTO AIR FRANCE
MANCA SOLO L'OK DEL GOVERNO
Alitalia ha scelto Air France-Klm. Per uscire da una situazione "pre-fallimentare" e assicurarsi il risanamento, il cda della compagnia italiana ha deciso all'unanimità di trattare con il colosso del trasporto aereo la vendita della quota del 49,9% nelle mani del Tesoro. Una decisione arrivata ad un anno dall'avvio della gara indetta dal ministero dell'Economia, fallita nel luglio scorso, a cui Air France non aveva partecipato e l'esclusa AirOne era rimasta da sola sino in fondo.

Una notizia che, pur in assenza di commenti ufficiali, non può che essere stata accolta con soddisfazione dal presidente del Consiglio Romano Prodi e dal ministro dell' Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, che - pur non avendolo mai detto esplicitamente - hanno sempre avuto come obiettivo la cessione in mani franco-olandesi. Un obiettivo a cui aveva cominciato a lavorare nel 2001 l'amministratore delegato dell' epoca Francesco Mengozzi. Che aveva lavorato all'ingresso di Alitalia nell'alleanza commerciale Sky Team (dove c'é anche Air France-Klm) e allo scambio azionario del 2% con Air France ed è oggi managing director e responsabile per le infrastrutture in Italia della banca d'investimento Lehman Brothers, advisor finanziario per Air France-Klm assieme a Lazard, mentre advisor industriale è ATKearney.

Ma l'avversaria diretta AirOne non si arrende. La seconda compagnia aerea italiana, dell'imprenditore abruzzese Carlo Toto (che ha partecipato con la propria finanziaria Ap Holding e il sostegno di Intesa SanPaolo, Nomura, Morgan Stanley e Goldman Sachs), ha fatto sapere dopo aver appreso di essere stato escluso, che «a valutare le indicazioni espresse dal cda sarà il Governo, che siamo certi garantirà la soluzione più rispondente ai bisogni del Paese, dei cittadini, delle imprese italiane e di Alitalia stessa».

L'Esecutivo, infatti, valuterà entro metà gennaio, la decisione degli amministratori di Alitalia. E per quella data, Air France ha chiesto al ministero dell'Economia di non discostarsi troppo da questa tempistica viste le «criticità finanziarie» di Alitalia «e di quelle di scenario via via sempre più impegnative». E uno spiraglio potrebbe aprirsi per AirOne. Ci sarebbe la disponibilità a ragionare, entro metà gennaio, a quali segmenti di Alitalia (probabilmente le attività di terra, a partire dalla manutenzione) far eventualmente partecipare Toto. Da Oltralpe, il numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, si è detto «molto onorato che il nostro piano è stato riconosciuto come il più adatto ad assicurare il futuro di Alitalia. La nostra ambizione è che Alitalia possa beneficiare della strategia di crescita redditizia già perseguita con successo da Air France-Klm», che hanno fatto la fusione nel 2003. Il manager ha voluto rassicurare coloro che temono il numero uno mondiale per fatturato e il primo in Europa per quota di mercato, affermando che «la nostra intenzione non é mai stata quella di fare di Alitalia una compagnia regionale, ma al contrario di consentirle di consolidare il suo posizionamento di vettore nazionale italiano e di riconquistare le sue naturali quote di mercat».

Un piano, quello di Air France-Klm, che il cda di Alitalia ha ritenuto in grado di «risolvere le criticità di tipo strategico, industriale e finanziario» e «la più conveniente» con «un significativo piano di investimenti (6,5 miliardi di euro nel lungo termine) con il rinnovo, tra l'altro, della flotta di medio e lungo raggio e significativi interventi sull'allestimento e sul servizio di bordo». Numerosi i commenti a caldo all'opzione francese: si va dall'appoggio sempre manifestato da piloti (Anpac) e assistenti di volo, alle riserve da parte sindacale (i confederali) che insistono sulla necessità di conoscere i contenuti del piano Air France, mentre il presidente della Regione Lombardia Formigoni accoglie la decisione come «un pessimo segnale».
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Apcom - 21 dicembre
ALITALIA/SDL: PROCEDURA STRANA, LAVORATORI NEL BUIO COMPLETO
"Non più rinviabile confronto con il Governo"
"Ben strana è una procedura che per un evento così importante per un'azienda quale la vendita del 50% delle azioni e il passaggio definitivo del suo controllo prevede la possibilità di un pronunciamento del Cda, interamente nominato dall'azionista di maggioranza, e un successivo pronunciamento dell'azionista stesso che potrebbe essere in sintonia od in contrasto con la precedente decisione effettuata dal Cda". Lo dichiara Fabrizio Tomaselli, coordinatore nazionale Sdl intercategoriale.

"Tutto ciò è reso ancor più contraddittorio e incomprensibile - prosegue - dal fatto che l'azionista di controllo si chiama ministero dell'Economia che, sino a prova contraria, rappresenta la proprietà dello Stato e non di un singolo ministero o del Governo. L'odierna decisione tecnica del Cda dovrà essere valutata dal Governo e potrebbe essere modificata in base a criteri di valorizzazione diversi da quelli presi in esame dal Cda e relativi agli interessi generali del Paese. Tutto ciò - aggiunge - pur lasciando aperto lo scenario a varie ipotesi e quindi non legando indissolubilmente il futuro dell'Alitalia alla scelta dell'attuale Cda, sembra a nostro avviso non coerente con l'urgenza che lo stato economico e finanziario della Compagnia imporrebbe alle scelte che la riguardano".

"Continuiamo a ritenere assolutamente carente l'intero procedimento - conclude Tomasello - che lascia i lavoratori e il sindacato nel buio più completo sia rispetto al piano presentato da Air France, sia ai criteri di scelta adottati dal Cda e a quelli che il Governo riterrà prioritari. Per questi motivi ribadiamo l'urgenza di un confronto diretto non più rinviabile tra Governo e sindacato: non vorremmo trovarci davanti al fatto compiuto e dover poi rincorrere soluzioni industrialmente inadeguate e situazioni del lavoro assolutamente inaccettabili".
 
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