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Contro la violenza maschile sulle donne - Manifestazione nazionale PDF Stampa E-mail
mercoledì 21 novembre 2007
corteo donneNELLE CASE, SUL LAVORO, NELLA VITA, GIÙ LE MANI DAL NOSTRO CORPO! NO ALLA VIOLENZA MASCHILE CONTRO LE DONNE, MA NO ANCHE AL RAZZISMO
SdL Intercategoriale aderisce alla manifestazione contro la violenza sulle donne che si terrà a Roma sabato 24 novembre 2007. Come lavoratrici e lavoratori, come sindacato, da sempre abbiamo fatto l’esperienza dei diritti negati anche per quanto riguarda l’integrità psicofisica: in nome delle necessità della produzione o delle esigenze di servizio vengono violate le garanzie minime per la salute o per l’incolumità. I numerosissimi infortuni sul lavoro e morti bianche ogni anno sono la prova di questo esproprio quotidiano esercitato sul corpo di donne e uomini.

Da questo abbiamo maturato la convinzione che il diritto all’inviolabilità dei corpi è irrinunciabile, ma l’inviolabilità è inesistente in un paese, in un mondo in cui in ogni casa le donne sono a rischio di minacce, percosse, molestie, stupri e se la prima causa di morte per loro è la violenza dei loro compagni e dei loro familiari maschi. La violenza maschile sulle donne è la base e il paradigma di una società basata sull’esproprio delle vite, dove ogni sfruttamento è possibile e senza rimetterla in discussione e sradicarla nessun’altra violenza e sfruttamento sarà mai eliminato.
Ma non possiamo tollerare che chi finora non ha mosso un dito per fermare la violenza nelle case, o peggio chi finora ha fatto di tutto per legare economicamente le donne a quelli che spesso sono i loro persecutori domestici attraverso politiche che subordinano all’esistenza di una “famiglia” la concessione di servizi e contributi, oggi ipocritamente prenda spunto dalla violenza nelle cronache, come l’orribile caso di Giovanna Reggiani, non quella sommersa che scandisce la quotidianità di una parte enorme della popolazione femminile, per varare provvedimenti securitari e liberticidi e deportare comunità di immigrati tra cui sono presenti molte altre donne costrette così a subire anch’esse una violenza.
Denunciamo il sessismo in ogni sua forma, ma anche il razzismo in ogni sua forma: la libertà delle donne non si fa con la sospensione dei diritti civili per le cittadine e i cittadini stranieri, si fa con la libertà delle donne stesse di circolare in tutto il mondo, lavorare ed essere indipendenti, scegliere in ogni ambito della propria vita. La nostra libertà è la stessa libertà delle donne romene, afgane o colombiane. E insieme a loro ci batteremo.

 MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA CONTRO LA VIOLENZA MASCHILE SULLE DONNE

sabato 24 novembre - ore 14:00 piazza della Repubblica CORTEO DI DONNE PER LE DONNE
Percorso corteo: piazza della Repubblica, via Einaudi, piazza dei Cinquecento, via Cavour, largo Ricci, via dei Fori Imperiali, piazza Venezia, via delle Botteghe Oscure, largo torre Argentina, corso Vittorio Emanuele, via della Cuccagna, piazza Navona

>>> in allegato i volantini per la manifestazione da scaricare e diffondere nei luoghi di lavoro


CONVOCAZIONE della manifestazione definita nell’assemblea pubblica che si è tenuta domenica 21 ottobre a Roma: In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle Donne, manifestazione nazionale a Roma
[…]
”Le donne denunciano le continue violenze e gli assassini che avvengono in contesti familiari da parte di padri, fidanzati, mariti, ex e conoscenti.
E' una storia senza fine che continua a passare come devianza di singoli, mentre la violenza contro le donne avviene principalmente all'interno del nucleo familiare dove si strutturano i rapporti di potere e di dipendenza.
Ricordiamo che l'aggressività maschile è stata riconosciuta (dati Onu) come la prima causa di morte e di invalidità permanente per le donne in tutto il mondo. Il tema, soprattutto in Italia, continua a essere trattato dai mezzi di informazione come cronaca pura avallando la tesi che sia qualcosa di ineluttabile, mentre si tratta di un grave arretramento della relazione uomo donna.
La violenza contro le donne non deve essere ricondotta, come si sostiene da più parti, a un problema di sicurezza delle città o di ordine pubblico. La violenza maschile non conosce differenze di classe, etnia, cultura, religione, appartenenza politica. Denunciamo la specifica violenza contro le lesbiche volta a imporre un modello unico eterosessuale.
Non vogliamo scorciatoie legislative e provvedimenti di stampo securitario e repressivo. Senza un reale cambiamento culturale e politico che sconfigga una volta per tutte patriarcato e maschilismo non può esserci salto di civiltà. Scendiamo in piazza e prendiamo la parola per affermare, come protagoniste, la libertà di decidere delle nostre vite nel pubblico e nel privato. Scendiamo in piazza per ribadire l'autodeterminazione e la forza delle nostre pratiche politiche.”

dall’APPELLO: […] “La vita di molte ragazze e di molte donne continua a essere spezzata, le loro capacità intellettive e affettive brutalmente compromesse. Il femminicidio per ‘amore’ di padri, fidanzati o ex mariti è una vergogna senza fine che continua a passare come devianza di singoli. Il tema continua a essere trattato dai mezzi di informazione come cronaca pura, avallando la tesi che si tratti di qualcosa di ineluttabile, mentre stiamo assistendo impotenti ad un grave arretramento culturale, rafforzato da una mercificazione senza precedenti del corpo delle donne.
I numeri, lo sappiamo tutte, sono impressionanti: - oltre 14 milioni di donne italiane sono state oggetto di violenza fisica, sessuale e psicologica nella loro vita - la maggior parte di queste violenze arrivano dal partner (come il 69,7% degli stupri) o dall’ambito familiare - oltre il 94% non è mai stata denunciata.
Solo nel 24,8% dei casi la violenza è stata ad opera di uno sconosciuto, mentre si abbassa l'età media delle vittime: - un milione e 400mila ha subito uno stupro prima dei 16 anni. - solo il 18,2% delle donne considera la violenza subita in famiglia un ‘reato’, mentre il 44% lo giudica semplicemente ‘qualcosa di sbagliato’ e ben il 36% solo ‘qualcosa che è accaduto’ (dati Istat).
La violenza sulle donne è accettata storicamente e socialmente. Viene inflitta senza differenza di età, colore della pelle o status ed è il peggiore crimine contro l’umanità. Quello di una parte contro l’altra. La politica e le istituzioni d’altro canto continuano a ignorare il tema pubblicamente.
Senza una battaglia culturale che sconfigga una volta per tutte patriarcato e maschilismo, non sarà possibile attivare un nuovo patto di convivenza tra uomini e donne che tanto gioverebbe alla parola civiltà. Una grande manifestazione nazionale dove tutte le donne possano scendere di nuovo in piazza a fianco delle donne vittime di violenza e per i diritti delle donne, può e deve riportare il tema al centro del dibattito culturale e politico.
Ma è importante sapere quante siamo, perché per farci sentire dovremo essere in molte.” […]

www.controviolenzadonne.org

 

 
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