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Lettera al Direttore Ipercoop di Livorno Stampa E-mail
mercoledì 21 novembre 2007
MERCOLEDI’ 14 NOVEMBRE 2007 

Gentile Direttore,

premettiamo che, per i doveri di trasparenza e chiarezza con i lavoratori che fin dall’inizio ci siamo imposti, questa lettera avrà carattere pubblico e il suo testo sarà a disposizione di tutti i dipendenti. 

Le scriviamo alla luce degli ultimi fatti avvenuti in azienda e in particolare dello sciopero di venerdì scorso.


Come Lei avrà sicuramente rilevato, l’astensione ha registrato una adesione tutt’altro che risibile, causando forti disagi e la chiusura anticipata dell’ipermercato. Non stiamo in questo contesto ad esporre il nostro pur grande dissenso nei confronti delle Sue scelte riguardanti le richieste di lavoro supplementare e straordinario ai non scioperanti e della Sua decisione di non rivolgersi al pubblico nei termini reali, bensì ricorrendo alla formulazione di un avviso fuorviante per la clientela.

Ci preme invece analizzare quella che si presenta come una situazione che non può più essere letta superficialmente o, peggio, con atteggiamenti ignorativi.

Esiste tra le lavoratrici e i lavoratori un malessere profondo che ha iniziato a manifestarsi col tempo in maniera sempre più significativa.

Con il nostro progetto sindacale ci siamo proposti di dare voce a questa insoddisfazione, cercando di cogliere direttamente dalla base le problematiche per poi un giorno poterglieLe riportare. Abbiamo dovuto invece via via prendere atto che non sarebbe stato così semplice, a causa di un ostruzionismo che abbiamo faticato a comprendere.

Questo tuttavia non ci ha spaventato, e la nostra attività ha proseguito il suo percorso, fino a sfociare nell’astensione di venerdì che ha fatto emergere un dato abbastanza chiaro: il nostro progetto sindacale ha un seguito potenziale che non si può più far finta di non vedere.

Con la presente siamo dunque a porLe una precisa richiesta.

Essendo ormai palese la situazione di mancanza di rappresentatività da parte delle Rsa interne (che tra l’altro Lei riceverà venerdì prossimo), ci sentiamo in diritto di chiederLe un incontro con una delegazione del nostro coordinamento per avviare quantomeno un dialogo che a questo punto diventa imprescindibile. E’ semplicemente un segnale che chiediamo a nome e per conto di tutti i dipendenti che non si riconoscono più in questo organo che si è schierato apertamente contro il suddetto sciopero il quale ha invece fatto registrare un grande successo.; sono ormai la grande maggioranza, non si può prenderli in giro continuando a porre in essere un dialogo che sindacale non è in quanto ormai solamente autoreferenziale.

I risultati dello sciopero dimostrano che serve un percorso che dia un seguito ad una presa di posizione precisa. Di fronte ad una protesta le alternative sono due: o si avvia un dialogo, o ci si chiude rifiutandolo. Questa seconda alternativa non ci sembra sinceramente la più intelligente, farebbe male sia a Lei che a noi.

Possiamo immaginare che proverà ad addurre come motivazione quella di una sua impossibilità ad avviare un scambio di opinioni a causa di direttive “dall’alto”. Questo per noi è inaccettabile, non la riteniamo una posizione valida. Ci poniamo in questo momento infatti sul livello aziendale interno, l’autonomia sulle scelte strategiche nella nostra unità operativa presuppone che le trattative sindacali avvengano in maniera effettiva tra la Direzione e i rappresentanti dei dipendenti. Ebbene, noi lo siamo. E l’astensione di venerdì dimostra che il seguito della nostra sigla è più ampio di quello delle altre organizzazioni. Non pensiamo che sarebbe difficile spiegare alle persone alle quali Lei deve rendere conto, che sul livello aziendale gli scenari della rappresentatività dei lavoratori sono mutati e non possono più essere trascurati.

Rimaniamo dunque in attesa di una Sua risposta ufficiale entro una settimana, a mezzo lettera indirizzata alla nostra sede provinciale o direttamente presso una qualsiasi persona del nostro coordinamento.

Concludiamo con l’avvertimento che interpreteremmo una Sua non risposta come una chiusura totale ad un dialogo, che inevitabilmente porterà a nostre iniziative più energiche ed incisive, sempre ovviamente nel rispetto di quelle che sono le normali regole del diritto sindacale.

Dopotutto, “domandare è lecito, rispondere è cortesia”, recita una vecchia massima… 

Cordiali saluti. 

IL COORDINAMENTO SDL INTERCATEGORIALE IPERCOOP LIVORNO
 
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